mercoledì 18 maggio 2022

Ecco perchè i pacifisti per la NATO non hanno capito nulla. E

 Caro Gramellini,

so che la mia impresa è vana, ma proverò ugualmente.
La mia frase: “L’Ucraina è fondamentalmente persa”, pronunciata nel primo giorno dell'invasione, ha un contenuto logico-strategico e non temporale. Questa frase non significa, come lei erroneamente intende, che: “La Russia vincerà facilmente in pochi giorni”. Mai detto niente di simile. La frase indica che, siccome la sproporzione di forze è enorme e gli Stati Uniti non vogliono chiudere i cieli di Ucraina né inviare soldati a combattere sul territorio contro i russi, allora “l’Ucraina è fondamentalmente persa” nel senso che non esiste alcuna possibilità di sottrarre quel Paese martoriato alla morsa di Putin. L'Ucraina non entrerà mai più nella Nato, capito? E' fondamentalmente persa in questo senso. Non è difficilissimo.
A differenza di quel che lei sostiene, i fatti mi stanno dando ragione. Putin sta letteralmente devastando l’Ucraina. Pronunciai quella frase dopo che Biden, la Nato, l’Unione Europea e l’Inghilterra, avevano dato luce verde all’invasione di Putin. Già, caro Gramellini, perché dire a Putin, come noi occidentali abbiamo fatto: “Vai tranquillo in Ucraina ché noi staremo a guardare”, significa dare luce verde all’invasione.
Capito, Gramellini? La luce verde l’abbiamo data noi.
Lei mi dà del filo-putiniano. Io non direi mai che lei è un propagandista della Nato però ogni tanto il dubbio mi viene. Ad esempio, lei non dice nulla riguardo al fatto enorme che i soldati ucraini dell’acciaieria di Mariupol si siano arresi e consegnati all’esercito russo, che adesso potrà spostare molte truppe su altri fronti. Quanto alla Nato, ciò che lei scrive oggi è del tutto fuorviante. In sostanza Putin ha detto che, se la Svezia e la Finlandia stabiliranno basi militari della Nato sul proprio territorio, dovranno aspettarsi un attacco. Converrà che un Paese Nato che non abbia basi della Nato ai confini con il nemico è un Paese Nato male.
Non ho problemi che lei scriva su di me, anche se la vedo un po’ ossessionato. Cerchi però di capire quel che dico, gentilmente.
Con un caro saluto e buon lavoro.
Alessandro Orsini





Con la richiesta di adesione della Finlandia alla NATO , l’alleanza atlantica avrà svastiche negli stemmi e nelle bandire di un esercito futuro membro. Le svastiche sono attualmente utilizzate dalle forze armate finlandesi nei loro stemmi e vessilli.





Ah ma allora la guerra è davvero iniziata 8 anni fa!


lunedì 16 maggio 2022

OCSE. TORTURE IN UCRAINA DAL 2014

 



Dato che in questi giorni stiamo assistendo alla santificazione dei battaglioni e dei militari ucraini che resistono all’invasione russa, credo sia necessario, anzi doveroso pubblicare il report dell’OCSE su ciò che realmente fanno le forze armate ucraine dal 2014. Riporto qualche estratto della prima pagina e pubblico il pdf intero di 74 pagine nei commenti.

“L'hanno semplicemente picchiato a morte. Le mani erano blu, i piedi erano blu [a causa dei lividi]. Ha delle tracce di forature sulla mano. Lo foravano o gli conficcavano gli aghi sotto le unghie. C'erano dei buchi sulle sue mani. Ogni osso ha un buco. Neppure in una vera guerra si sono mai viste torture simili”.
“I prigionieri sono stati elettrizzati, picchiati crudelmente e per multipli giorni di seguito con oggetti diversi (sbarre di ferro, mazze da baseball, bastoni, fucili, mozziconi di sigaretta, coltelli a baionetta, manganelli). Le tecniche ampiamente utilizzate dalle forze armate ucraine includono il waterboarding, lo strangolamento con una "garrotta banderista" e altri tipi di strangolamento. In alcuni casi sono stati inviati prigionieri, ai campi minati dove dovevano correre fino alla morte. Altri metodi di tortura utilizzati dalle forze armate ucraine e le forze di sicurezza includono spaccare ossa, accoltellare e tagliare con un coltello, ustionare con oggetti roventi”.
“I prigionieri delle forze armate ucraine sono stati mantenuti per giorni a temperature gelide, senza accesso al cibo o all'assistenza medica e sono spesso costretti ad assumere sostanze psicotrope che provocano agonia. La maggioranza assoluta dei prigionieri subisce minacce di morte e stupro alle loro famiglie”.
“Molti di coloro che sono stati torturati non sono membri delle forze di autodifesa di delle Repubbliche popolari di Donetsk e Luhansk [sono quindi dei civili]”.
Senza giustificare in alcun modo la guerra dobbiamo tenere a mente che questo è il contesto in cui avviene l’invasione russa e questi sono i soggetti che stiamo armando.

LA CROAZIA SI OPPONE ALL' ADESIONE DELLA FINLANDIA NELLA NATO




 L'unica cosa giusta che ha fatto la Croazia fin'ora 

FINLANDIA NELLA NATO ?
Si tratterà di un processo ancora lungo e la decisione finale non dipenderà dalla sola Finlandia, dove il parlamento voterà lunedì per confermare la scelta atlantica (e ci si aspetta, in questo una maggioranza assoluta). L’adesione dovrà infatti essere ratificata da tutti e 30 i Paesi membri dell’Alleanza. E c’è già chi, come la Croazia, si dice talmente contraria da minacciare il veto.
Quindi: aspettiamo, prima di dire che “la Finlandia è nella Nato”.
E' certo che questi nuovi assetti che possono riguardare anche la Svezia, renderanno i rapporti con la Russia ancora più tesi.
La 'sindrome da accerchiamento' da parte di Putin è ancora più motivata e non tarderanno le reazioni.

Con la richiesta di adesione della Finlandia alla NATO , l’alleanza atlantica avrà svastiche negli stemmi e nelle bandire di un esercito futuro membro. Le svastiche sono attualmente utilizzate dalle forze armate finlandesi nei loro stemmi e vessilli.

venerdì 13 maggio 2022

L'OSSEZIA DEL SUD TORNA A CASA




 "Andiamo a casa, andiamo in Russia". Referendum in Ossezia del Sud per riunione con la Russia.

Il presidente Anatoly Bibilov ha indetto un referendum il 17 luglio per decidere sulla questione dell'adesione della repubblica alla Russia.
Il messaggio sul sito web del presidente rileva che il capo di Stato ha preso questa decisione guidato dal desiderio storico del popolo dell'Ossezia del Sud per la riunificazione con la Russia e in conformità con il paragrafo 16 dell'articolo 50 della costituzione dell'Ossezia del Sud.
"Andiamo a casa, andiamo in Russia", ha scritto sul suo canale Telegram.
Bibilov ha anche ricordato che la Russia e l'Ossezia del Sud sono legate da una storia comune.
(Ria Novosti)

"Gli Americani non si stancheranno mai di fomentare l’odio, scatenare le guerre e sterminare gli innocenti.
Essi vogliono il predominio sul mondo.
Creeranno nuovi poveri e nuovi schiavi pur di conservare i loro privilegi.
Mentiranno e faranno ricadere le colpe su altri, mentre commetteranno le peggiori nefandezze di questo mondo, pur di raggiungere il proprio profitto."
Ernesto Che Guevara

martedì 10 maggio 2022

Ecco perchè i pacifisti per la NATO non hanno capito nulla. D

 Lavrov: Borrel è famoso oltre che per le sue idee sulla confisca di beni altrui, anche per l' uscita sulla crisi Ucraina che va risolta sul campo di battaglia. Dovremmo ricordargli che è un diplomatico, non un militare, ma la diplomazia europea non esiste, la fanno gli USA

(La mia Russia)








“Per la prima volta nella mia vita vedo questo. Hanno persino paura dei nostri nonni morti".
Sergey Mulivanov, residente a Riga, nel nostro stream ha raccontato come sia stato vietato celebrare il Giorno della Vittoria in Lettonia:
"All'inizio, hanno inventato la loro festa per commemorare coloro che sono morti in Ucraina durante l'invasione russa. E l'hanno inventato il 9 maggio.
Inoltre, hanno limitato il nostro passaggio [al monumento ai soldati-liberatori sovietici.
In mia presenza, hanno cercato di arrestare una ragazza perché aveva la scritta Russia sulla maglietta.
Il nastro di San Giorgio è stato bandito per molto tempo, poi hanno controllato delle nonne che venivano con una sciarpa rossa, con una camicetta rossa o con una sciarpa rossa.
(Donbass Italia)





Dunque, gli ucraini intendono bloccare le forniture di gas russo in transito sul loro territorio e diretto verso Italia, Ungheria e altri paesi.
Questi qui hanno perso il senso della misura. Danno del salame a Scholz, non ricevono Il presidente della repubblica tedesca, quella fanatica della vicepresidente si permette di dire al papa che cosa deve fare, si permettono di dirci quanti punti di Pil dobbiamo perdere.
Ora si permettono anche di ricattarci.
Mi pare che siamo oltre ogni limite di arroganza. Questi credono di essere i padroni dell’Europa ormai
Del resto, quando non ha un governo che lo rappresenti è inevitabile che un paese diventi lo zerbino del mondo.
Vincenzo Costa.








▪️
Il massimo italianista russo, Evgenij Solonovich, è stato escluso dal premio Strega per decisione della Farnesina.
▪️L'intellettuale, 88 anni, ha tradotto da Dante a Petrarca fino ad Ariosto e Montale, è appassionato di sonetti del Belli e conosce a memoria i libretti di Verdi e Rossini.
▪️Eppure non farà parte della platea dei lettori nominati dagli istituti italiani di cultura dopo la sospensione delle attività di quello di Mosca per decisione del ministero degli Esteri.
▪️A dare la notizia della sua esclusione è stata la slavista Olga Strada, ex direttrice dell’Iic di Mosca dal 2015 al 2019: “Di fronte a queste decisioni insensate non posso che indignarmi! Cosa c’entrano Solonovich e Anna Jampol’skaja (anche lei celebre italianista e pure lei esclusa dal comitato Premio Strega per gli stessi motivi) con la questione bellica in atto? Tutto questo non ha senso!”.
▪️Strada sottolinea: “Chi per decenni, come l’esimio italianista, ha diffuso la conoscenza della letteratura italiana, traducendo in russo non solo i massimi autori ma anche quelli per così dire ‘di nicchia’, non può essere messo in un angolo solo perché di nazionalità russa”.





IO SONO UN FAKE
Ecco come tutto il mondo chiude gli occhi sull'aggressione da parte dell'Ucraina.
In base ai dati OON, durante questi anni di conflitto nel Donbass, hanno perso la vita come minimo 13.000 persone, di cui più di 100 bambini.
Né queste vittime né la sofferenza delle persone che abitano nel Donbass, causate dai bombardamenti da parte dell'esercito Ucraino, hanno mai meritato l'attenzione del mondo intero.
Essere in pena per l'Ucraina va molto più di moda, tutto il resto (come amano dire) è un "FAKE". Ed è così che si viene a sapere che un'intera regione con i suoi 4 milioni di abitanti è solo un "FAKE"
Questa tragedia è totalmente ignorata perché per tutto il mondo "L'AGGRESSIONE UCRAINA NON ESISTE". Tutto il Donbass è solo un "FAKE" per il mondo.





Adrian Bocquet, volontario francese in Ucraina a Radio Sur:
“Mi assumo totalmente la responsabilità di ciò che dico. In Ucraina, ho assistito a crimini di guerra: Tutti questi crimini sono stati commessi dall'esercito ucraino. Ma in Francia non ne parliamo!”
"Bucha è una messa in scena. Ho visto personalmente cameramen americani inscenare riprese distorte”
(via il canale Telegram di Vittorio Rangeloni)





"CANCEL CULTURE" ALL'ITALIANA
Nel mondo anglosassone, con il termine cancel culture si intende quel meccanismo che tende ad escludere un individuo da qualunque circolo sociale o professionale, sia nella realtà che nel mondo virtuale.
Ma da noi, in Italia, questo termine sembra stare assumendo un significato molto più letterale: quello di cancellare – fisicamente – qualunque articolo o informazione dalla rete che possa risultare in qualche modo scomodo al pensiero dominante.
Lo abbiamo visto con le pagine di Wikipedia, dalle quali sono scomparse importanti informazioni storiche, come ad esempio la strage di Odessa, che da “massacro operato da bande naziste” si è trasformata in un semplice “incendio in cui morirono delle persone”. Oppure la pagina relativa ai missili Tochka, dalla quale è scomparsa la data di fine dotazione da parte dei russi, per poter continuare ad incolparli del massacro di Kramatorsk, nascondendo il fatto che fossero invece stati gli Ucraini a compierlo.
Un altro esempio clamoroso è stato rivelato ieri dal canale twitter @ilmondoalcontrario: lo scorso sabato La Stampa ha pubblicato un video intitolato: “Le mani degli Stati Uniti sull’Ucraina, così Washington dal 2014 ad oggi ha programmato il conflitto.” Nel sottotitolo si leggeva : “Dalle proteste di piazza Maidan nel 2014 agli attuali aiuti militari contro la Russia, gli Stati Uniti hanno sempre puntato su Kiev come obiettivo strategico per contrastare la Russia. Prima di Biden ci fu il senatore McCain a investire denaro per formare i militari ucraini. Ecco quali sono le tre fasi studiate dagli Usa nell’attuale conflitto per sconfiggere Mosca.”
Ma evidentemente per qualcuno titolo e sottotitolo erano troppo espliciti, e nel giro di poche ore il titolo è diventato: “Così Washington ha preparato la strategia di difesa dell’Ucraina in tre fasi”.
Quello che nel titolo era “programmare un conflitto” è diventato un semplice “preparare la strategia di difesa”.
Dopodiché, dal sottotitolo è interamente scomparso il paragrafo iniziale, con i riferimenti alla “rincorsa” degli americani partita nel 2014 e agli interventi economici tramite McCain.
Semplicemente, quello che era una guerra voluta, finanziata e programmata da oltre otto anni, è diventata un semplice “evento casuale”, inaspettato, dal quale bisogna improvvisamente difendersi.
Abbiamo una verità storica grossa come una casa sotto gli occhi, ma fingiamo di non vederla. E ogni volta che questa verità cerca di palesarsi, invece di confrontarci con essa una volta per tutte, noi interveniamo per cancellarla.
Per quanto ancora potrà andare avanti questa pagliacciata?




"Gli Americani non si stancheranno mai di fomentare l’odio, scatenare le guerre e sterminare gli innocenti.
Essi vogliono il predominio sul mondo.
Creeranno nuovi poveri e nuovi schiavi pur di conservare i loro privilegi.
Mentiranno e faranno ricadere le colpe su altri, mentre commetteranno le peggiori nefandezze di questo mondo, pur di raggiungere il proprio profitto."
Ernesto Che Guevara


domenica 8 maggio 2022

Ecco perchè i pacifisti per la NATO non hanno capito nulla. C

 Zelensky si dichiara pronto a “cedere” la Crimea ai russi (è già russa dal referendum del 2014) per trovare un accordo di pace. La guerra sta sfinendo e dividendo ancora di più il popolo ucraino, anche per Zelensky pare sia arrivata l’ora di finirla e accettare la richiesta dei russi (sempre la stessa dall’inizio della guerra).

Ma la NATO si oppone. Si, è proprio così! Il segretario generale della NATO Stoltenberg ha detto testualmente che “la NATO non accetterà mai che i russi controllino la Crimea, continueremo ad aiutare gli ucraini”.
Ma basta! gli ucraini non vogliono più essere “aiutati”, non vogliono armi, non sono tutti guerrieri pronti ad andare al macello! Vogliono solo che la guerra cessi! Vogliono la pace!
La propaganda NATO ha faticato parecchio per vendere l'idea che la scelta di proseguire nel conflitto e rifiutare le richieste russe di neutralità del paese e rinuncia alla Crimea fosse una romantica e coraggiosa scelta di Zelensky e del popolo ucraino, ma con la dichiarazione di Stoltenberg sono definitivamente cadute tutte le maschere.
Adesso non possono esserci più dubbi, neanche per i meno avveduti: prolungare a oltranza la guerra ucraina è un preciso e dichiarato obiettivo della NATO.






Se è vero come è vero che prima dell'attacco russo ci sono 8 anni di guerra ucraina alle popolazioni russofone dell'est dell'Ucraina -come afferma giustamente Travaglio- e di avanzamento e minaccia Nato alla Federazione russa senza che vi fosse alcuna volontà da parte degli alleati occidentali di rispettare la potenza russa, allora è anche sensato parlare di risposta e difesa del governo di Putin non di aggressione.





ROCCHELLI.
I media ucraini hanno messo in giro delle foto molto toccanti di bambini rinchiusi negli scantinati a Kharkov per difendersi dalle bombe russe. E i media occidentali le hanno rilanciate ovviamente. Solo che non era Kharkov, e non si nascondevano dai russi. Erano alla periferia di Donetsk e si nascondevano dalle bombe degli Azov. Erano le foto di Andrea Rocchelli scattate nel 2014 prima di essere ammazzato il 24 maggio. La cosa assurda è che per stigmatizzare le colpe di Mosca non c’è bisogno di bersi e rilanciare tutte le balle che racconta Kiev. Che ce ne viene a noi di sposare anima e corpo una parte del conflitto, demonizzando completamente l’altra, e finire per giocarci quel po’ di credibilità rimasta sia a livello geopolitico che mediatico? Le colpe di Mosca vanno messe in conto a Mosca, ma le colpe di Kiev vanno messe in conto a Kiev, come correttamente assegnate dovrebbero essere le colpe di Washington e Bruxelles. L’altro giorno Giorgio Bianchi ha parlato niente meno che al Consiglio di Sicurezza dell’ONU come testimone, chiedendo proprio questo “ma a che gioco stiamo giocando?”. Quando l’ho incontrato a Mosca un paio di anni fa mi sono reso conto che è uno di quelli che hanno una marcia in più. Tante volte esagera, ritengo, ma è un Rocchelli che ce la potrebbe fare. Gli auguro il meglio e spero almeno in lui.
Alessio Trovato.




La Nato... si scopre che in guerra sono LORO e loro decidono. Ancora dubbi su chi guida ed alimenta questa guerra? Ma non dicevano "Ucraina Stato sovrano "? Sovrano nei confronti della Russia e suddito nei confronti della Nato.





Ieri l'esercito ucraino ha bombardato la zona dove abitano i miei genitori. Ho chiamato la mamma per sapere come stanno, stava piangendo, ma non per la paura. Mi ha detto che questa guerra è peggio della seconda guerra mondiale, perche là erano i tedeschi che bombardavano, invece adesso ci bombardano i nostri fratelli.
*La donna sulla foto, nel momento quando il proiettile ha distrutto la sua casa, tornava dal negozio vicino, si è fermata per parlare con una sua vecchia amica.








Chi comanda in Ucraina è gente che usa gli ucraini come agnello sacrificale, non gliene importa nulla di quel popolo, infatti non sta facendo niente per la pace, anzi sta inasprendo il tutto per avere più morti e più distruzione da sbattere sul tavolo a tempo debito.
È gente che per raggiungere il proprio scopo è disposta a tutto, anche a distruggere una nazione, persino la propria all'occorrenza.
Sono compagni di merende del nostro Premier, che dopo aver incentivato le persone a cambiare i condizionatori, dice di tenerli spenti, mentre i riscaldamenti non dovranno superare i 16°C il prossimo inverno e solo per alcune ore.
Per adesso chiede di fare qualche sacrificio sopportando il caldo od il freddo, mentre lui di certo non avrà di questi problemi, anche se magari si presenterà in pubblico sudato o col cappotto per dare "esempio" agli italiani, un po' come con le mascherine.
Egli e quelli della cricca internazionale non esiteranno a fare degli italiani carne da macello in un eventuale conflitto, per ora tocca agli ucraini.
Fino a quando questa gente rimarrà al potere ci saranno immani sofferenze per tutti, ad Occidente ed ad Oriente.


sabato 7 maggio 2022

SBUGIARDATI I TALK SHOW CHE SUPPORTANO AZOV

 



Dopo il fantastico video di Report un'altra testimonianza che tutti cercano di censurare 

L'intervista rimossa da Der Spiegel alla civile ucraina evacuata da Azovstal (sottotitoli in italiano)


Report. I sommersi e i salvati


Roma, comunità russa ricorda caduti seconda guerra mondiale: “Oggi Ucraina culla nazismo”


QUELLI BUONI
Stanno emergendo centinaia di testimonianze di civili di Mariupol che raccontano di come i militari ucraini del battaglione Azov usassero i civili come scudi umani e di come sparassero contro chi tentava di lasciare la città. Questi sarebbero "quelli buoni", quelli a cui noi forniamo armi in forza dei valori occidentali. Che schifo. Che la guerra è una m. l'ho già scritto, vero? Si, l'ho già scritto.


Adesso che sono stati evacuati i civili tenuti in ostaggio per giorni dentro l'acciaieria Azovstal, le forze russe e della Repubblica di Donetsk stanno aspettando che escano i miliziani nazisti del battaglione Azov per chiarire se hanno compreso bene la differenza dell'estetica trascendentale e della logica trascendentale in Kant. Non si accettano suggerimenti da parte dei consiglieri e dei mercenari dei paesi Nato chiusi insieme a loro nei sotterranei.

"Gli Americani non si stancheranno mai di fomentare l’odio, scatenare le guerre e sterminare gli innocenti.
Essi vogliono il predominio sul mondo.
Creeranno nuovi poveri e nuovi schiavi pur di conservare i loro privilegi.
Mentiranno e faranno ricadere le colpe su altri, mentre commetteranno le peggiori nefandezze di questo mondo, pur di raggiungere il proprio profitto."
Ernesto Che Guevara

giovedì 5 maggio 2022

GIORNALISTI CONTRO LA PROPAGANDA

 LETTERA DI 10 EX CORRISPONDENTI DI GUERRA CONTRO LA PROPAGANDA DEI NOSTRI MEDIA

“Ecco perché sull’Ucraina il giornalismo sbaglia. E spinge i lettori verso la corsa al riarmo”: lo sfogo degli ex inviati in una lettera aperta. “Basta con buoni e cattivi, in guerra i dubbi sono preziosi"
Undici storici corrispondenti di grandi media lanciano l'allarme sui rischi della narrazione schierata e iper-semplicistica del conflitto: "Viene accreditato soltanto un pensiero dominante e chi non la pensa in quel modo viene bollato come amico di Putin". L'ex inviato del Corriere Massimo Alberizzi: "Questa non è più informazione, è propaganda. I fatti sono sommersi da un coro di opinioni". Toni Capuozzo (ex TG5): "Sembra che sollevare dubbi significhi abbandonare gli ucraini al massacro, essere traditori, vigliacchi o disertori. Trattare così il tema vuol dire non conoscere cos'è la guerra"
“Osservando le televisioni e leggendo i giornali che parlano della guerra in Ucraina ci siamo resi conto che qualcosa non funziona, che qualcosa si sta muovendo piuttosto male”. Inizia così l’appello pubblico di undici storici inviati di guerra di grandi media nazionali (Corriere, Rai, Ansa, Tg5, Repubblica, Panorama, Sole 24 Ore), che lanciano l’allarme sui rischi di una narrazione schierata e iper-semplicistica del conflitto nel giornalismo italiano (qui il testo integrale sul quotidiano online Africa ExPress). “Noi la guerra l’abbiamo vista davvero e dal di dentro: siamo stati sotto le bombe, alcuni dei nostri colleghi e amici sono caduti”, esordiscono Massimo Alberizzi, Remigio Benni, Toni Capuozzo, Renzo Cianfanelli, Cristiano Laruffa, Alberto Negri, Giovanni Porzio, Amedeo Ricucci, Claudia Svampa, Vanna Vannuccini e Angela Virdò. “Proprio per questo – spiegano – non ci piace come oggi viene rappresentato il conflitto in Ucraina, il primo di vasta portata dell’era web avanzata. Siamo inondati di notizie, ma nella rappresentazione mediatica i belligeranti vengono divisi acriticamente in buoni e cattivi. Anzi buonissimi e cattivissimi“, notano i firmatari. “Viene accreditato soltanto un pensiero dominante e chi non la pensa in quel modo viene bollato come amico di Putin e quindi, in qualche modo, di essere corresponsabile dei massacri in Ucraina. Ma non è così. Dobbiamo renderci conto che la guerra muove interessi inconfessabili che si evita di rivelare al grande pubblico. La propaganda ha una sola vittima: il giornalismo”.
“L’opinione pubblica spinta verso la corsa al riarmo” – Gli inviati, come ormai d’obbligo, premettono ciò che è persino superfluo: “Qui nessuno sostiene che Vladimir Putin sia un agnellino mansueto. Lui è quello che ha scatenato la guerra e invaso brutalmente l’Ucraina. Lui è quello che ha lanciato missili provocando dolore e morte. Certo. Ma dobbiamo chiederci: è l’unico responsabile? Noi siamo solidali con l’Ucraina e il suo popolo, ma ci domandino perché e come è nata questa guerra. Non possiamo liquidare frettolosamente le motivazioni con una supposta pazzia di Putin“. Mentre, notano, “manca nella maggior parte dei media (soprattutto nei più grandi e diffusi) un’analisi profonda su quello che sta succedendo e, soprattutto, sul perché è successo”. Quegli stessi media che “ci continuano a proporre storie struggenti di dolore e morte che colpiscono in profondità l’opinione pubblica e la preparano a una pericolosissima corsa al riarmo. Per quel che riguarda l’Italia, a un aumento delle spese militari fino a raggiungere il due per cento del Pil. Un investimento di tale portata in costi militari comporterà inevitabilmente una contrazione delle spese destinate al welfare della popolazione. L’emergenza guerra – concludono – sembra ci abbia fatto accantonare i principi della tolleranza che dovrebbero informare le società liberaldemocratiche come le nostre”.
Alberizzi: “Non è più informazione, è propaganda” – Parole di assoluto buonsenso, che tuttavia nel clima attuale rischiano fortemente di essere considerate estremiste. “Dato che la penso così, in giro mi danno dell’amico di Putin”, dice al fattoquotidiano.it Massimo Alberizzi, per oltre vent’anni corrispondente del Corriere dall’Africa. “Ma a me non frega nulla di Putin: sono preoccupato da giornalista, perché questa guerra sta distruggendo il giornalismo. Nel 1993 raccontai la battaglia del pastificio di Mogadiscio, in cui tre militari italiani in missione furono uccisi dalle milizie somale: il giorno dopo sono andato a parlare con quei miliziani e mi sono fatto spiegare perché, cosa volevano ottenere. E il Corriere ha pubblicato quell’intervista. Oggi sarebbe impossibile“. La narrazione del conflitto sui media italiani, sostiene si fonda su “informazioni a senso unico fornite da fonti considerate “autorevoli” a prescindere. L’esempio più lampante è l’attacco russo al teatro di Mariupol, in cui la narrazione non verificata di una carneficina ha colpito allo stomaco l’opinione pubblica e indirizzandola verso un sostegno acritico al riarmo. Questa non è più informazione, è propaganda. I fatti sono sommersi da un coro di opinioni e nemmeno chi si informa leggendo più quotidiani al giorno riesce a capirci qualcosa”.
Negri: “Fare spettacolo interessa di più che informare” – “Questa guerra è l’occasione per molti giovani giornalisti di farsi conoscere, e alcuni di loro producono materiali davvero straordinari“, premette invece Alberto Negri, trentennale corrispondente del Sole da Medio Oriente, Africa, Asia e Balcani. “Poi ci sono i commentatori seduti sul sofà, che sentenziano su tutto lo scibile umano e non aiutano a capire nulla, ma confondono solo le acque. Quelli mi fanno un po’ pena. D’altronde la maggior parte dei media è molto più interessata a fare spettacolo che a informare”. La vede così anche Toni Capuozzo, iconico volto del Tg5, già vicedirettore e inviato di guerra – tra l’altro – in Somalia, ex Jugoslavia e Afghanistan: “L’influenza della politica da talk show è stata nefasta”, dice al fattoquotidiano.it. “I talk seguono una logica binaria: o sì o no. Le zone grigie, i dubbi, le sfumature annoiano. Nel raccontare le guerre questa logica è deleteria. Se ci facciamo la domanda banale e brutale “chi ha ragione?”, la risposta è semplice: Putin è l’aggressore, l’Ucraina aggredita. Ma una volta data questa risposta inevitabile servirebbe discutere come si è arrivati fin qui: lì verrebbero fuori altre mille questioni molto meno nette, su cui occorrerebbe esercitare l’intelligenza”.
Capuozzo: “In guerra i dubbi sono preziosi” – “Sembra che sollevare dubbi significhi abbandonare gli ucraini al massacro, essere traditori, vigliacchi o disertori”, argomenta Capuozzo. “Invece è proprio in queste circostanze che i dubbi sono preziosi e l’unanimismo pericolosissimo. Credo che questo modo di trattare il tema derivi innanzitutto dalla non conoscenza di cos’è la guerra: la guerra schizza fango dappertutto e nessuno resta innocente, se non i bambini. E ogni guerra è in sè un crimine, come dimostrano la Bosnia, l’Iraq e l’Afghanistan, rassegne di crimini compiute da tutte le parti”. Certo, ci sono le esigenze mediatiche: “È ovvio che non si può fare un telegiornale soltanto con domande senza risposta. Però c’è un minimo sindacale di onestà dovuta agli spettatori: sapere che in guerra tutti fanno propaganda dalla propria parte, e metterlo in chiaro. In situazioni del genere è difficilissimo attenersi ai fatti, perché i fatti non sono quasi mai univoci. Così ad avere la meglio sono simpatie e interpretazioni ideologiche”. Una tendenza che annulla tutte le sfumature anche nel dibattito politico: “La mia sensazione è che una classe dirigente che sente di avere i mesi contati abbia colto l’occasione di scattare sull’attenti nell’ora fatale, tentando di nascondere la propria inadeguatezza. Sentire la parola “eroismo” in bocca a Draghi è straniante, non c’entra niente con il personaggio”, dice. “Siamo diventati tutti tifosi di una parte o dell’altra, mentre dovremmo essere solo tifosi della pace”.

Ecco perchè i pacifisti per la NATO non hanno capito nulla. B

 La rinuncia a proseguire nell’interruzione del riarmo nucleare da parte di Bush nell’incontro con Putin a Ginevra; il mancato rispetto degli accordi di Minsk che ha portato l’Ucraina al massacro di 16000 civili nel Donbass; il colpo di Stato filo occidentale con il quale si è introdotto il dibattito sull’entrata nella NATO e sulla presenza di armi nucleari al confine con la Russia; la cancellazione con la violenza di ogni traccia della cultura russa; l’introduzione del nazismo nelle scuole con il criminale Stephan Bandera e altri soggetti processati a Norimberga… Insomma, c’è qualcuno in grado di smentire un solo punto posto dal Ministro russo durante l’intervista su Rete quattro? Ci si concentra solo sulle origini ebraiche di Hitler, che ritroviamo come ipotesi fortemente sostenuta da Treccani, Vidotto, Tranfaglia e dai più grandi storici europei. Per fare la pace si parte sempre dalle ragioni che hanno scatenato la guerra. La propaganda è di chi queste ragioni le ignora, è di chi alla politica e alla diplomazia contrappone la resistenza fino alla vittoria, cioè fino al massacro totale.


Moni Ovadia su Azov e neonazisti ucraini: "una spaventosa presa per il culo che potrebbe avere conseguenze devastanti"








Vorrei esprimere tutta la mia solidarietà umana e professionale alla giornalista russa Nadana Fridrikhson per gli attacchi vergognosi che sta subendo in Italia. Incivili, smettetela di invitare le giornaliste russe nelle vostre trasmissioni per poi aggredirle e mancare loro di rispetto. Nadana Fridrikhson è una donna molto più onesta e trasparente di tanti giornalisti e professori universitari italiani. Condanno tutte le discriminazioni in Italia e in Europa contro i cittadini russi, con cui solidarizzo totalmente. L'Italia non diventerà un Paese intollerante ed io non cambierò i miei valori culturali per via di questa guerra. No a tutte le discriminazioni. No alla cultura politica dei mille contro uno (che è una cosa che fa sempre pedagogicamente schifo). Avanzi l'Italia; avanzi la pace.
Alessandro Orsini





NATO IN UCRAINA. LE AMMISSIONI DEL GEN. HILBERT: "DAL 2015 ADDESTRATI OLTRE 23.000 SOLDATI UCRAINI"
Dall'inizio della missione di addestramento [nel 2015] fino a gennaio 2022, il 7° comando di addestramento dell'esercito aveva addestrato un totale di 23.000 ucraini a Yavoriv, ​​ha affermato il generale di brigata dell'esercito Joseph Hilbert, comandante del 7° comando di addestramento dell'esercito.
[...]
L'addestramento ha incluso sistemi di armi anticarro, dottrina, operazioni e, soprattutto, lo sviluppo di un corpo di sottufficiali competente, ha affermato. Ha notato che i sottufficiali che hanno seguito l'addestramento possono prendere l'iniziativa e prendere decisioni tattiche in base alle intenzioni dei loro comandanti.
"L'errore più grave che i russi hanno commesso è stato darci otto anni per prepararci a questa [guerra]" , ha detto Hopkins. (Fonte: Dipartimento della difesa USA )
Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti
I leader del DOD affermano che l'addestramento delle forze ucraine sta pagando i dividendi
I leader del Dipartimento della Difesa hanno affermato che l'addestramento delle forze ucraine da parte del Joint Multinational Training Group-Ucraina ha dato i suoi frutti mentre gli ucraini difendono ...







Toni Capuozzo torna a parlare di Bucha.
Durante l’ultima puntata di Quarta Repubblica, Capuozzo ha rimarcato i suoi dubbi sul “calendario” di quelle fotografie arrivate dalla periferia di Kiev. E soprattutto sulla possibilità che alcuni di quei morti, non i civili nelle fosse comuni, ma i cadaveri in strada, possano essere il risultato della missione della missione di “polizia speciale” di sabotatori e collaborazionisti.
Capuozzo però aggiunge anche un dettaglio. “In questi giorni è emersa una novità che non è stata ripresa dalla stampa italiana: molti dei morti (nelle fosse comuni) i medici legali avrebbero trovato dei dardi che vengano da bombe a grappolo, quindi non sarebbero stati uccisi da vicino, ma dai bombardamenti”. Di chi? Dei russi o degli ucraini? “Se i russi avevano occupato, allora potrebbero essere stati i bombardamenti ucraini”, ipotizza Capuozzo. Ma su questo non vi sono certezze. Solo domande, quelle che bisogna continuare sempre a farsi.





LA RAI A MARIUPOL: CIVILI USATI COME SCUDI UMANI DALLE TRUPPE DI KIEV
Anche la RAI arriva a Mariupol e non può che constatare l'ovvio: i civili di Mariupol non sono mai stati dalla parte del governo di Kiev e accusano i neon4z1st1 del Battaglione Azov e l'esercito ucraino di aver bloccato la città con i carri armati, di averli usati come scudi umani e di aver cannoneggiato la città colpendo obbiettivi civili. I propagandisti del governo di Kiev non possono più mentire, la verità è ormai sotto gli occhi di tutti.






Il mainstream raschia il fondo del barile e non si accontenta: vuole andare ancora più a fondo. I punti più bassi toccati negli ultimi giorni: la ripetuta tendenza a invitare in studio intellettuali non allineati per cercare di dimostrare all’opinione pubblica di essere “diversi dai 🇷🇺”, dunque di dar voce anche ai dissidenti e poi insultarli, zittirli, chiamare la pubblicità mentre parlano, persino minacciarli di morte in diretta TV senza che nessuno alzi un sopracciglio per indignarsi. Un certo Floris su La7 ha addirittura detto al pubblico di smettere di applaudire l’intervento di Fulvio Grimaldi perché giudicato politicamente scorretto… Insomma, sempre più convinto di aver fatto la scelta giusta sottraendomi agli inviti a prendere parte a questo circo isterico, fazioso, ansiogeno e volgare. Il futuro è nelle TV libere online! Lì trovate cultura, informazione e approfondimento. La Storia lo sta già dimostrando
Paolo Borgognone




Un documentario che ha molto valore per noi quello realizzato dalla troupe di Report, che ha visitato Mariupol e colto le testimonianze degli sfollati del Donbass.
Che cosa emerge? Tutti i testimoni intervistati, tra l'incredulità, non sappiamo fino a che punto ostentata (dato la verità è evidente oggi), dicono che a sparare sulle case, sui civili e a distruggere il teatro di Mariupol sono stati i militari ucraini.
I militari ucraini, dicono i testimoni, hanno impedito l'evacuazione della città e si sono fatti scudo con i civili. Vi basta? Invitiamo a condividere o a scaricare, copiare e diffondere pubblicamente questo video, in nome della verità.
Si rifletta anche sul fatto che i russi non hanno alcun interesse a colpire i civili, e inoltre in questi territori la gente e legata alla Russia; li chiamano infatti liberatori e non invasori.







La Spagna arresta su richiesta dei servizi segreti di Kiev (SBU) il giornalista-blogger dissidente Anatoly Shariy (l'Assange ucraino)
La Spagna ha arrestato, per conto del regime di Kiev che gli davano la caccia da tempo accusandolo di tradimento, il dissidente Anatoly Shariy, famoso giornalista investigativo, opinionista e blogger ucraino autore di inchieste sulla corruzione in Ucraina e su temi come la diseguaglianza e la povertà.
L’arresto del giornalista dissidente, seguitissimo sui Social e che con le sue inchieste ha svelato storie di corruzione in Ucraina negli anni scorsi, è stato poi tramutato dal giudice in una sorta di arresti domiciliari.
I servizi segreti ucraini dello Sbu indagano dal 2021 su Shariy, e lo ritengono un traditore.
Hanno pure diffuso fandonie e menzogne sul suo conto riprese dalla stampa occidentale filoWashington. La faccenda ricorda quella drammatica di Julian Assange, sulla quale il giornalismo allineato tace indisturbato








L’aberrante attacco di Draghi alla Russia e il riciclaggio dei neonazisti dell’Azov.
Nell’intervista a Rete 4 Mediaset, il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov ha posto una serie di questioni della massima importanza per l’Italia e l’Europa. Nessuno però, nel mondo politico italiano ed europeo, le ha prese in considerazione. Il premier Draghi ha liquidato l’intervista con queste parole: “Parliamo di un paese, l’Italia, dove c’è libertà di espressione. Il ministro Lavrov appartiene a un paese dove non c’è libertà di espressione. Questo paese, l'Italia, permette di esprimere le proprie opinioni liberamente, anche quando sono palesemente false, aberranti. Quello che ha detto il ministro Lavrov è aberrante.” Il governo italiano conferma così non solo di aver trasformato l’Italia in paese belligerante, che si pone al quarto posto tra i fornitori di armi alle forze di Kiev, ma di cercare lo scontro a tutto campo con la Russia.
Questo in linea con quanto avviene in Europa e negli Stati Uniti, dove è in corso l’attacco a tutto ciò che è russo: mentre le squadre di calcio femminili russe vengono bandite dai campionati europei, l’Opera del Metropolitan a New York espelle la soprano russa Anna Netrebko, perché si rifiuta di condannare il suo governo.
Contemporaneamente la Rai invita a Porta a Porta “le mogli dei combattenti del battaglione Azov”, che viene presentato come un manipolo di eroici resistenti agli invasori russi. Alla campagna di riciclaggio dei neonazisti dell’Azov partecipano anche la 7 e le maggiori testate giornalistiche italiane. A dimostrare quale sia la vera natura del battaglione Azov, ora potenziato a livello di reggimento di forze speciali, è un servizio della rivista Time di appena un anno fa, prima che la stessa rivista voltasse pagina unendosi alla campagna internazionale di sostegno al regime di Kiev. Un servizio di Vittorio Rangeloni da Mariupol demolisce, attraverso le testimonianze degli stessi abitanti di Mariupol, l’immagine dell’Azov presentata dal mainstream italiano e occidentale.
Manlio Dinucci.





Il potere delle sanzioni occidentali...
Nei due mesi di guerra in Ucraina la Russia ha quasi raddoppiato le entrate dalla vendita di combustibili fossili. 62 miliardi € di esportazioni di petrolio, gas e carbone in sessanta giorni di cui 44 miliardi provenienti dall’Ue. Una crescita imponente dei ricavi rispetto ai 140 miliardi € dell'intero 2021. A riportarlo - senza non poco stupore e disappunto - è il Guardian, quotidiano di riferimento del mondo lib-dem anglosassone.
Un risultato straordinario garantito dall'impennata dei prezzi che ha più che compensato la riduzione dei volumi delle esportazioni (le spedizioni di greggio dalla Russia, ad esempio, sono diminuite del 30% nelle prime tre settimane di aprile rispetto al primo bimestre 2022).
Il taglio delle forniture, quindi, ha semplicemente spinto verso l’alto i prezzi facendo confluire vagonate di soldi freschi nelle casse di Mosca attraverso le società energetiche controllate dallo Stato. Le draconiane politiche di sanzioni e restrizioni perciò risultano essere misure assolutamente inadeguate, per non dire controproducenti. Perché, piaccia o meno e a prescindere da come la si veda, finiscono per finanziare direttamente una guerra che a parole si dice di voler fermare. Ma allora perché i governi finto pacifisti europei proseguono pervicacemente nell’adottarle o peggio inasprirle? La risposta ce la indica, come sempre, la regola d’oro del “se non serve a niente allora serve a qualcos’altro”.
Come è evidente l’effetto immediato delle sanzioni non è colpire economicamente Putin ma causare scarsità dell’offerta di combustili fossili. Condizione che sta fruttando affari d’oro alle grandi multinazionali occidentali dell’energia. Letteralmente.
Qualche esempio di quanto accaduto in questi ultimi mesi.
ExxonMobil ha fatto registrare ricavi per 90,5 miliardi di dollari, una crescita del 53%. Utile netto raddoppiando e reddito più che triplicato (da 2,7 miliardi $ a 8,8 miliardi in un solo anno). Le entrate di Chevron sono salite a 54,4 miliardi $, +70%, mentre il profitto è quasi quadruplicato passando da 1,7 miliardi a 6,5 miliardi di dollari.
British Petroleum e Shell, poi, fanno segnare un profitto combinato di 12,6 miliardi $ nei primi tre mesi dell'anno, molto più che nello stesso periodo del 2021. Ricavi monstre, al punto che il governo inglese sta seriamente pensando di aumentarne la tassazione.
La difesa di ucraini e democrazia quindi sono semplicemente balle. Bufale colossali da dare in pasto all’opinione pubblica affinché benedica le sanzioni e l’invio di armi utili a sostenere una guerra che più dura più farà lievitare guadagni e dividendi per gli azionisti. Ben venga quindi la guerra, tanto il cattivo è bello che individuato.
Ma per far continuare a girare la giostra serve allungare il più possibile il conflitto. Armando la “resistenza” dei civili ucraini, carne da cannone da immolare per gonfiare trimestrali da presentare gongolanti ai consigli di amministrazione. E facendo accettare di buon grado a cittadini e piccoli imprenditori europei istupiditi dalla propaganda sanzioni e conseguenti rincari stellari del prezzo dell’energia in nome della “libertà” del popolo ucraino. Gente a cui viene chiesto l’ennesimo abnorme sacrificio in nome dell’unica libertà che davvero interessa a questa banda di loschi affaristi: lucrare impunemente sulle spalle dei poveri cristi.
Prendi i soldi e scappa. Sperando che il giochetto non sfugga di mano, deflagrando in un conflitto nucleare. In quel caso scappare non servirà a un caxxo di niente. (Antonio Di Siena)