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lunedì 4 agosto 2025

Il Vangelo di Miroslav (XXI sec.) in esposizione a Belgrado

 Apprendiamo da Jugocoord segreteria onlus e volentieri pubblichiamo 




Il Vangelo di Miroslav (XXI sec.) in esposizione a Belgrado

Il Ministero della Cultura e il Museo Nazionale di Serbia celebrano i 20 anni da quando il Vangelo di Miroslav è stato inserito nella lista del patrimonio UNESCO, ovvero da quando questo libro manoscritto cirillico più antico conservato ha ricevuto il riconoscimento internazionale – il certificato UNESCO. In occasione di questo evento, per i prossimi 10 giorni i cittadini avranno l'opportunità unica di vedere il Vangelo di Miroslav dal vivo presso il Museo Nazionale di Serbia, ha comunicato il Ministero della Cultura.
Il Vangelo di Miroslav è stato creato alla fine del XII secolo. È composto da 181 fogli ed è stato commissionato dal principe humsko Miroslav, fratello maggiore di Stefan Nemanja. È stato conservato nel monastero di Hilandar, dove i monaci serbi lo hanno portato prima dell'invasione ottomana, e successivamente è stato consegnato al re Alessandro Obrenović alla fine del XIX secolo, quando visitò la Santa Lavra serba e lo portò per la prima volta a Belgrado. Durante la Prima Guerra Mondiale ha attraversato l'Albania, Corfù, il fronte di Salonicco, per poi tornare a Belgrado liberata, mentre durante la Seconda Guerra Mondiale è stato nascosto nella cassaforte della Banca Nazionale a Užice e sotto l'altare del monastero di Rača.
Questo libro liturgico, decorato con oro e miniature, è considerato non solo un capolavoro dell'arte medievale, ma anche un simbolo dell'alfabetizzazione serba, dell'identità culturale e della statualità.
Dal 2005 è inserito nel registro del patrimonio documentario mondiale dell'UNESCO.
Questa è un'opportunità rara e preziosa per tutti i visitatori di conoscere uno dei monumenti più importanti del patrimonio culturale serbo e mondiale, riferisce il Ministero della Cultura.
@BalkRusLive


mercoledì 21 giugno 2023

La nostra Boba non smette mai di stupirci!





Nella serata di domenica 18 giugno 2023, nella piazza Marina di Casamicciola Terme si è svolta la cerimonia di consegna dei premi della sesta edizione dell’Ischia Art & Film Festival Luchino Visconti, tributo alla rinascita del comune termale, dopo i recenti accadimenti, attraverso l’arte e la cultura, nel ricordo del grande regista italiano. Nell'ambito della cerimonia, all’uopo delegata, ho avuto l'onore di ritirare il Premio per la miglior sceneggiatura attribuito al reparto produzione del film serbo Vise od zivota - More than living, Più che vivere - Aleksandra Lazarovski Čik; co-scenegiatore Igor Latinovic; direttore di fotografia Milica Drakulic; montaggio Nevena Bakic; scenografia Dragana Bacovic e Anna Ivanisevic; costumi Lidia Andric, tecnico del suono Micun Jaukovic, colonna sonora Leonardo Rizzi.

Ischia Art & Film Festival Luchino Visconti,

More than Living



Ottime entrate ieri per la nostra Boba 

Ecco a voi trailer e ringraziamenti direttamente dalla Serbia 🙏🌈
Grazie Ischia e Luchino Visconti - International Film Festival, grazie Casamicciola, grazie Ischia❤❤❤



martedì 17 gennaio 2023

Ivan Meštrović amava Belgrado





 Lo scultore jugoslavo Ivan Mestrovic' ha amato così tanto Belgrado da donarle la statua più bella 



martedì 3 gennaio 2023

AGOSTINO BERGO






Nel maggio 2021, la nostra favola Gaetano Paolillo, ci informava che un bellissimo e bravissimo ragazzo italiano amante della Serbia avrebbe fatto una mostra a Torino

Ancora non sapevamo che Agostino sarebbe stata l'ennesima favola della nostra crew, come da tradizione dal 2008 (qui piovono solo favole)

Difficile trovare le parole giuste per dire quanto è meraviglioso questo ragazzo e quanto sappia approcciarsi alla vita 

Innanzi tutto la famiglia della sua compagna è scappata da Fiume nel dopo guerra e lui sa tutto della storia di quel periodo, poi ha approfondito tanti temi sia in Bosnia che in Serbia 

La sua cultura è infinita. Di qualunque cosa si parla lui sa dialogare e anche per i valori della vita si puo' dire che siamo al top

Che dirti Ago se non che sei per noi un regalo grandissimo? Grazie per tutto 





AGOSTINO BERGO ospite a "SUBOTOM"

Biografia

Mostra personale dell’artista Agostino Bergo: “Il Firmamento Terreno”

San Michele uccide il Male, videorecensione dell'opera di Agostino Bergo

AGOSTINO BERGO IN BALKAN CREW



lunedì 26 dicembre 2022

LA FAVOLA AGOSTINO BERGO CI STUPISCE ANCORA




 Siamo lieti di comunicarvi che è stata inaugurata la nuova mostra della nostra favola Agostino 

Non vi diciamo nulla, ma vi aspettiamo a Chieri 


La Città di Chieri (TO) , il Convento di San Domenico e io,
Siamo Lieti di invitarvi all'inaugurazione e alla visita della mia mostra personale "In Sen del Vero",
presso Convento di San Domenico, via San Domenico, 1, Chieri (TO),
da Lunedì 26/12/22 ore 21.00 a domenica 22/1/2023.
Aperta tutti i giorni nei seguenti orari:
Mattino: 10.00 - 12.00,
Pomeriggio: 16.00 - 18.00,
Conferenze: ogni venerdì (per tutto il periodo della mostra) dalle 21.00.
Ingresso libero.
L'evento è patrocinato dalla Città di Chieri e dal Convento di San Domenico.
Vi aspettiamo alla mostra!

Agostino Bergo


lunedì 20 giugno 2022

Danzare tra Puglia e Albania


Puglia – Albania, Joint for Future

Progetto “3C - Cross-border exchange for the development of Cultural and Creative Industries”, finanziato dal Programma Interreg Italia-Albania-Montenegro
Progetto per la realizzazione di un laboratorio di danza, movimento creativo ed espressione corporea per amatori, professionisti, studenti di danza a Tirana (Albania)
È stato un onore per me conoscere questi ragazzi ed insegnare loro ciò che fino ad ora mi ha influenzato artisticamente.
Gli alunni dell’Università della Arti di Tirana @_uart_ sono dei veri talenti !!
Ringrazio @resextensadancecompany per avermi dato quest’opportunità, @teatropubblicopugliese e la Regione Puglia, tutti i miei compagni di viaggio, i professori e gli allievi dell’Università!
Cassandra Bianco


mercoledì 17 novembre 2021

GRAZIE RUGGERO BOSCOVICH !


E' VIETATO AI CROATI RUBARE LA CULTURA DALMATA



 A furia di parlare male di noi i nostri nemici ci hanno fatto andare in vetta alle classifiche di Google !


Una volta falsificati, ovvero croatizzati, nome e cognome di uno scrittore, di un pittore, di un musicista che nacque o visse sul territorio che oggi fa parte della Croazia, la sua opera diventa automaticamente croata. 






Il dalmata italo serbo RUĐER BOŠKOVIĆ










Ruggero Giuseppe Boscovich

Nato in Dalmazia da padre serbo, si formò e operò in Italia, dove fu tra i primi a promuovere la diffusione e la discussione critica del newtonianesimo. Nell’opera in cui espresse in maniera organica il suo pensiero filosofico e scientifico, la Philosophiae naturalis theoria redacta ad unicam legem virium in natura existentium (1758), tentò di ridurre tutte le forze della natura a un’unica legge. Molto noto e attivo anche fuori d’Italia, nonostante l’assenza di un’adeguata formalizzazione, le sue teorie fisiche avrebbero esercitato una certa influenza sulla scienza del 19° secolo.



L’equivoco di Dubrovnik nasce dal fatto che fino al 1500 circa si parlava il Dalmatico, lingua neolatina a cavallo tra Italiano e Romeno. La slavizzazione popolare avviene tra il 1400 e il 1550. Ma come lo stesso Boscovich afferma, la lingua popolare di Dubrovnik era “Slavico”, non Croato, un dialetto molto simile a quello di Erzegovina lingua letteraria di tutti i Croati fino al 1992, ma il dialetto di Dubrovnik veniva parlato da tutti anche dai Serbi e dai Mussulmani a ovest del fiume Drina, quindi non poteva essere definito solo Croato. Peraltro, il dolce idioma di Erzegovina era quello ferocemente odiato da Tudman











Ringraziamo di cuore il "Giornale di Milano" che pubblicizza l'italo serbo Ruđer Bošković – Ruggero Boscovich . La "Società astronomica Ruder Boskovic" gestisce il Planetario di Belgrado 







Figli di questa città di confine, moltissimi ragusei possono essere considerati tanto italiani quanto slavi. E fra questi il più celebre è senz’altro l’astronomo e matematico Ruggero Boscovich (1711-1787) nato a Ragusa da madre italiana e padre serbo, a 14 anni si trasferì in Italia. Boscovich, che fu un prete cattolico, è uno dei più grandi intellettuali del suo tempo: matematico, astronomo, uomo di fede e di scienza. Era senz’altro bilingue (parlava anche in serbocroato, ma in famiglia prediligeva l’italiano), scrisse la gran parte delle sue opere scientifiche in latino – lingua della scienza d’allora – ma anche in italiano e in francese. Nella sua corrispondenza con Voltaire, il filosofo gli scriveva in italiano. Fece parte dell’Accademia dei Quaranta, altrimenti detta Società Italiana. E’ interessante che anche i serbi considerano Boscovich come un “loro” scienziato, poiché suo padre era di origine serba. Boscovich preferiva definirsi “dalmata”, rivendicando dunque un’origine regionale più che nazionale (un atteggiamento dunque molto… italiano!). Va altresì notato che dei suoi cinque fratelli, due – Anna e Pietro – furono buoni poeti slavi, mentre un altro – Bartolomeo – fu studioso e poeta, ma di lingua italiana.



La Repubblica di Ragusa distava 400 km dal Regno di  Croazia 










Guardate come i croati ripagano i milanesi 

"L’ennesima provocazione dei tifosi di calcio, nella fattispecie dei tifosi della Dinamo di Zagabria che lo scorso 14 settembre a Milano, oltre a provocare incidenti e risse, hanno compiuto un gesto deplorevole di apologia dell’ideologia ustascia e nazista, alzando il braccio destro, rievocando così l’epoca di Adolf Hitler, Benito Mussolini e Ante Pavelić. L'Unione dei combattenti antifascisti e degli antifascisti della Croazia (SABA RH) ha a più riprese protestato contro tali incidenti provocati dai tifosi che glorificano non solo lo Stato indipendente di Croazia, ma anche tutti i mali accaduti durante il periodo del terrore ustascia. È evidente che i giovani tifosi della Dinamo si comportano in linea con l’attuale clima generale in patria, ossia con la tacita approvazione dei saluti, dei simboli e degli slogan ustascia. Lo dimostra chiaramente anche l’atteggiamento neutro assunto non solo dai mezzi di informazione, ma anche dai funzionari e dalle autorità competenti croate nei confronti del recente episodio accaduto a Milano.

Chiediamoci: perché Jasenko Mesić, ambasciatore della Repubblica di Croazia a Roma, e Stjepan Ribić, console generale della Repubblica di Croazia a Milano, non hanno reagito all’episodio a cui si è assistito a Milano? Cosa ha fatto Gordan Grlić Radman, ministro degli Affari Esteri ed Europei della Repubblica di Croazia? Non si sono fatti sentire né il capo del governo croato né il presidente del parlamento croato. Ci sembra superfluo sottolineare che l’incidente in questione, pur essendo accaduto a Milano, è un attacco diretto alla Costituzione della Repubblica di Croazia.

La marcia su Milano dei tifosi della Dinamo di Zagabria

Squallidi e penosi ustascia croati




martedì 13 luglio 2021

KIPOSLAVIJA




Kiposlavija, da "kipar", scultore in serbo croato è Yugoslavija, è una mostra fotografica che propone impatti estetico emozionali tra una serie di quinte sceniche scovate tra i complessi memoriali della ex Jugoslavia socialista. Una mappa delle deviazioni dall'obiettivo iniziale, di cui ogni fotografia espone dettagli e insiemi, proponendo la visione di una metrica personale delle prospettive, delle linee, dei particolari e delle interazioni atmosferiche con collage e interventi grafici e pittorici per scovare il potenziale infinito di lettura e ricostruzione tra arte, storia, esperienza personale e licenze fotografiche e poetiche.

Una deriva tra segni e dettagli che connotano sin dagli anni Cinquanta questi memoriali nel rapporto con lo spettatore: l'esperienza individuale. Dall'arte partigiana e dalle avanguardie, con un processo di decentramento culturale che durante la Resistenza ribalta il paradigma dell'intellettuale e delle città come centro di produzione culturale, parte in realtà la storia di questi memoriali. Contadini e operai nel movimento di liberazione jugoslavo, si armano di penna, pennello e di ogni strumento di produzione culturale e realizzano una prima rivoluzione. Per questo motivo i memoriali jugoslavi sono sparsi per tutto il territorio della ex federazione socialista nei luoghi in cui gli eventi della lotta di liberazione si erano svolti. E per questo la committenza, per lo più popolare, apprezzava il ricorso da parte di scultori e architetti di un linguaggio astratto in cui convivevano tradizioni, avanguardie locali e influenze internazionali, dove sin dagli anni Cinquanta svaniva progressivamente ogni spazio per la tradizionale retorica didattica monumentale. Forse è proprio nell'arte e nella cultura che l'autogestione jugoslava ha dato alcuni dei suoi migliori frutti, perché si innestava su una pratica e su una realtà già esistenti, sfuggendo così alla normalizzazione politica dei movimenti di liberazione -e della loro produzione culturale e artistica- che ovunque in Europa, Jugoslavia compresa, è stato compiuto col fine di legittimare e fondare le nuove realtà politiche e territoriali dopo la sconfitta del nazi-fascismo.



La NATO in Jugoslavia. Dalla guerra al colpo di stato

  Dai bombardamenti NATO al colpo di stato: il lungo assedio alla Jugoslavia. La guerra del '99 non fermò Milošević. Così, l'Occiden...