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domenica 11 gennaio 2026

La NATO in Jugoslavia. Dalla guerra al colpo di stato





 Dai bombardamenti NATO al colpo di stato: il lungo assedio alla Jugoslavia.

La guerra del '99 non fermò Milošević. Così, l'Occidente passò alla "fase due": una guerra ibrida per il cambio di regime.

Attraverso documenti e dichiarazioni, Alexander Höbel traccia la rotta: dal piano USA del 1984 per smembrare la Jugoslavia, alle "riforme shock" degli anni '90, fino all'assalto finale al Parlamento di Belgrado nel 2000.







giovedì 8 gennaio 2026

BOSNIA ERZEGOVINA, UNA CHIMERA





BOSNIA-ERZEGOVINA: UNA CHIMERA

Seminario, proiezioni e immagini a 30 anni dagli Accordi di Dayton
IL PROGRAMMA
ore 9:30 Apertura esposizione MOSTRA fotografica sul genocidio ustascia ai danni della popolazione della Kozara
in occasione della Giornata della Memoria e per contestualizzare la questione bosniaca e jugoslava
selezione di pannelli dalla mostra “Jasenovac (1941-1945) - Erano solo bambini”
del Museo delle vittime del genocidio di Belgrado (edizione italiana a cura di Andrea Catone / Associazione Most za Beograd, Bari 2007)
ore 10:00 PROIEZIONI
stralci di rari video originali – alcuni sottotitolati in italiano o inglese – su: la campagna mediatica sui "campi di concentramento", i bombardamenti della NATO contro i serbi di Bosnia, Srebrenica, i serbi di Sarajevo
ore 11:00 Apertura del SEMINARIO
Andrea MARTOCCHIA (Jugocoord): Introduzione. Smembramento della Jugoslavia e secessione bosniaca
Jean TOSCHI Marazzani Visconti (giornalista e saggista): L'islamismo nel calderone bosniaco e gli incendiari esterni
Stefan KARGANOVIĆ (Srebrenica Historical Project): Srebrenica e la sua eredità tossica
Chiara NALLI (esperta di geopolitica e politica serba): La Repubblica serba di Bosnia e il "mondo serbo" nel contesto attuale
A seguire: interventi dal pubblico
Organizza: Coordinamento Nazionale per la Jugoslavia ETS
Bologna, sabato 17 gennaio 2025
ore 9:30–13:00 presso il centro culturale Costarena, Via Azzo Gardino 48 



giovedì 1 gennaio 2026

JUGOSLAVIA, IL PAESE CHE NON C'E' PIU'





Oggi è il primo gennaio 2026 e l'anno si apre con una strage ucraina di civili russi

Un missile su un hotel, 24 morti e decine e decine di feriti 

Per ricordare l'atrocità della guerra e chiedere al nostro governo di non mandare armi a chi uccide i civili, ricordiamo il magnifico Giacomo Scotti e un pensiero va al mitico Andrea Rocchelli, morto ammazzato proprio perchè diceva la verità 

Jugoslavia, il paese che non c’è più Viaggi, incontri e scoperte nei Balcani occidentali 

Omicidio di Andrea Rocchelli 



lunedì 10 novembre 2025

Ron Holsey - "Srpkinja"

 








1993. I croati distruggono il ponte di Mostar





 Il 9 novembre 1993, le formazioni armate croate distrussero il Vecchio Ponte a Mostar, simbolo della città sul fiume Neretva e monumento del patrimonio culturale e storico della Bosnia ed Erzegovina. I colpi di artiglieria dei militari croati non distrussero solo il leggendario ponte, ma danneggiarono l'intero centro storico della città, inclusi diverse antiche moschee, madrasse e l'unico hammam dell'Erzegovina.

Il reportage di «Balkanista» da Mostar può essere visto al link:



Anche Franjo Tudjman è stato riconosciuto criminale di guerra



venerdì 17 ottobre 2025

Pozabjieni. I dimenticati del campo 65

 





Avranno luogo in Puglia tra pochi giorni ben quattro appuntamenti in cui sarà approfondito il tema della presenza di migliaia di combattenti jugoslavi nelle basi istituite su quel territorio nel 1943-1945. Tra i relatori anche esponenti di Jugocoord.

Negli stessi giorni sarà in visita in quei luoghi una folta delegazione di antifascisti dalle repubbliche jugoslave. Un resoconto delle iniziative sarà da noi pubblicato successivamente.
Coordinamento Nazionale per la Jugoslavia ETS




sabato 11 ottobre 2025

COMPLIMENTI ERIC GOBETTI!

 




A settembre in Montenegro ho ricevuto questa onorificenza per il mio impegno nella divulgazione della storia della resistenza italiana in Jugoslavia. Sono soddisfazioni. E chi non capisce la poesia, non si merita premi così speciali

Eric Gobetti


martedì 23 settembre 2025

SAMOPRAVO

 Riprendiamo un vecchio post






Da un po' di tempo il blog di Alberto non è visibile e questo ci spiace molto perchè ci facevamo spesso riferimento.
Per incitarlo a riprendere o ad aggiustare il problema, mandiamo in onda un suo brano sempre attuale : la faziosità del tribunale dell'Aja.
Citiamo alcuni brani :

Il Tribunale Penale Internazionale per l'Ex-Jugoslavia (cosiddetto Tribunale dell'Aia) è, se si eccettua Norimberga, il primo esempio di tribunale penale internazionale. La sua importanza da un punto di vista storico e giuridico è quindi fondamentale: per la prima volta gli individui che si sono macchiati di gravi crimini (genocidio, crimini di guerra, crimini contro l'umanità) nel corso di un conflitto armato sono chiamati a risponderne di fronte ad un organo giudiziario internazionale. Non rileva che essi siano comuni cittadini o Capi di Stato, siano semplici soldati che hanno "solo eseguito gli ordini" oppure generali responsabili di intere campagne militari contro la popolazione civile.

Creato dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite nel 1993 per cercare di arrestare l'escalation di violenza nei Balcani, il Tribunale ha il compito di giudicare gli individui che si sono macchiati di "gravi violazioni del diritto internazionale umanitario commesse sul territorio dell'Ex-Jugoslavia, a partire dal 1991" (art.1 dello Statuto).

Contrariamente a quanto molti pensino, pertanto, il Tribunale dell'Aja ha una giurisdizione estremamente limitata, sia per tempo, sia per spazio (per questo viene definito un "Tribunale ad hoc"): innanzitutto esso può solo giudicare i crimini commessi sul territorio dell'Ex-Jugoslavia, e per di più solo quelli commessi a partire dal 1° gennaio 1991. Non viene invece stabilita una data finale: il Tribunale indaga così anche sui crimini commessi in Kossovo. Potenzialmente potrebbero addirittura cadere sotto la giurisdizione del Tribunale anche le truppe NATO per i bombardamenti sulla Serbia del 1999 (anche se le indagini riguardo a tali episodi, pur iniziate, sono state presto archiviate).

L'aspetto più interessante del Tribunale dell'Aja, da un punto di vista giuridico, è il "diritto penale" che il Tribunale applica.
Dal momento che manca un codice penale internazionale, l'operato del Tribunale si basa su di un corpus normativo assolutamente disorganico, e poco "penalistico": le norme giuridiche internazionali che indicano i crimini che il Tribunale giudica (le Convenzioni di Ginevra del 1949, la Convenzione contro il Genocidio del 1948, le Convenzioni dell'Aia del 1907) non contengono infatti né una definizione dei crimini (ad esempio, cosa si deve intendere per "Persecuzione"?), né, ad esempio, stabiliscono che pena debba subire chi li commetta (quale può essere la pena per un crimine come il Genocidio?).

Per quanto riguarda le indagini sul Kosovo, preciso che dato che il Procuratore non ha lì'obbligo di esercitare l'azione penale (a contrario che in italia, ad esempio) e ha quindi discrezionalità su quali crimini perseguire e quali no. Giuridicamente non deve quindi giustificare la sua scelta di non portare alla sbarra i militari NATO.
Da un punto di vista politico mi sembra invece molto chiaro il perchè di questa scelta: "il cane non morde la mano di chi gli dà da mangiare", si dice, in questi casi...

Fino a qui .. quello che ha scritto Alberto..
Ma poi c'è un bel commento :

Questo Tribunale e' stato voluto e finanziato da Paesi che in un modo o nell'altro hanno partecipato all'aggressione contro il popolo Serbo. La colpa principale e' stata della Russia, che non ha difeso adeguatamente un popolo fratello. E' doveroso ricordare tutte le angherie che la Serbia ha subito nell'ultimo decennio, l'embargo, la limitazione del proprio spazio aereo, con relativo blocco navale, la campagna denigratoria, che continua tutt'ora, il flusso di esuli che il Paese ha dovuto accogliere provenienti da tutte le parti, il blocco delle transizioni finanziarie, le restrizioni che i Serbi subiscono quando vanno all'estero, le amputazioni territoriali ed infine questo Tribunale, dove la maggior parte degli imputati sono Serbi e la Russia, come gia' detto in precedenza, pur avendo diritto di veto nel Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Uniti e stata a guardare, facendo finta di non capire che in futuro piu' o meno prossimo, potrebbe anch'essa essere presa di mira dell'espansionismo Occidentale (vedi vicenda Ucraina). Ci sono due aspetti di questo Tribunale che hanno dell'incredibile: 1°. Essendo stato istituito nel 1993, come fa a giudicare i fatti dal 1991 in poi, visto che a livello giuridico non esiste la retroattivita'. 2°. Esso e' stato istituito per l'ex Jugoslavia, mentre l'ultimo "pezzo di Jugoslavia" e' cessato di esistere nel 2003 e quindi i fatti del Kosovo del 1999, non sono di competenza di quel Tribunale. Poi ci sono tanti altri aspetti che hanno dell'incredibile, ma desidero che siano altri utenti a commentarli.

Potete leggere tutto : qui




COLLETTIVO AZIONE PACE

 




Questo post è dedicato alla cara Silvia di Roma e al suo meraviglioso compagno 

Nel 2008, quando abbiamo aperto Balkan crew, ci siamo preoccupati innanzi tutto di mettere il luce le realtà più vicine a noi 

Siamo quindi andati alla cene balcaniche del "Collettivo azione pace" e abbiamo aiutato tantissimo la cara Maja, venuta in Italia per un doppio trapianto 

Dobbiamo dire che questo gruppo è davvero organizzato per i miracoli 

Svaka cast! 

facebook.com/CollettivoAzionePace

E aggiungiamo anche una bella canzone per Fabio: Moj dom je tamo gde si ti la mai casa è dove sei tu 

Moj dom je dole u predgradju
od centra prema zapadu
gdje Sunce sja kad zalazi
gdje Sunce sja samo kad zalazi

Moj dom je tamo gdje si ti
moja draga ljubavi
moj dom je tamo, tamo gdje sam ja
takva je moja sudbina

Jura Stublić - Dom


lunedì 15 settembre 2025

JIHAD NEI BALCANI

 




La Bosnia del conflitto balcanico costituì per i mujahidin un campo di battaglia dove imparare a combattere la guerra santa. Schindler tratteggia inoltre la collaborazione coi terroristi da parte del governo americano, che si trovò così a supportare un gruppo di cui erano parte anche Khalid Sheikh Muhammad (mente dell'11 settembre) e due dei kamikaze dell'attentato alle Torri Gemelle.


mercoledì 10 settembre 2025

LA PARTE SBAGLIATA

 







Scopro di essere dalla parte sbagliata, quando mi ritrovo a sostare in piedi poc’anzi l’anta destra del portone d’ingresso dell’interno del Monastero di Dečani; un monaco sfiora la mia spalla facendomi cenno di spostarmi: perché durante le celebrazioni, gli uomini sono a destra e le donne a sinistra. Sono dalla parte sbagliata, proprio di poco... ma lo sono, così mi correggo, come altri, nel rispetto di quell’invito, di quella sorta di casa e del suo costume. Non è neanche troppo austera, la sensazione che mi passa, perché c’è accoglienza, ospitalità sincera. E’ tutto così suggestivo...
Fuori c’è la notte, limpida e generosa di stelle, dentro c’è il buio, delicatamente spezzato da qualche sottile candela di cera gialla, sapientemente collocata a formare nodi di luce viva alla base degli alti profili della chiesa. Al cenno del monaco, d’istinto mi infilo in uno dei sedili strutturati a parete, quasi a voler fare una tana di quella casella tutta di legno, ma poggio solo la schiena e stendo le gambe, senza sedere. E mi lascio riposare, la mente e il corpo, nell’eco di quelle voci prestate a privata omelia d’incanto, non so cosa dicono, chiedo a Tanja e a Sunčica ma neanche loro sanno… Ma non sembra importante. C’è un mezzo muro a separare lo spazio della liturgia da quello dei fedeli e degli altri spettatori. Pochi fedeli, pochi spettatori, otto di noi e qualcun altro.
Ma non sembra importante neanche questo, non si cerca lo scambio diretto, ma un invito al totale raccoglimento, nella personale spiritualità di ognuno, che sembra quasi andar oltre la fede religiosa e non ne è figlia, semmai può esserne madre.
Ma i miei occhi guardano in alto, catturati dalla grande ombra sulla volta del soffitto di un crocefisso inclinato, buio; è la luce di una lanterna, che in primis illumina il cerchio dei monaci in preghiera e poi, consegna un riflesso verso l’alto a generare un’ombra. Ed io continuo insistentemente e involontariamente a guardare solo quell’ombra, che è l’unica cosa per me visibile e ingoio qualche lacrima, frutto della mia debolezza, pensando che forse troppe volte le cose sono come appaiono. E allora mi rassegno, ma non dispero, di essere dalla parte sbagliata, quella che forse non mi darà mai una fede religiosa, che quindi non sarà mai concessa a strumento di guerra, che non potrà mai difendere gli altri e non dovrà mai difendersi da se stessa, perché non c’è e, forse, non ci sarà per molto tempo ancora...
Samantha

Una preghiera a Decani

La Provvidenza e Decani


LA SERBIA E L'INFLAZIONE

 


Alcuni anni fa, Dejan mi ha dato una banconota da 500.000.000.000 dinari, dicendomi di parlare ai miei amici dell'inflazione.
La carta moneta è un'arma, esattamente come un fucile o un kalasmikof.
Non so' a dire quanti pensionati conosco che svernano in Brasile spendendo molto poco rispetto a quello che avrebbero speso in Italia.
Il mio amico Milan, in Serbia, lavora anche 12 ore al giorno in una falegnameria e guadagna 300 euro al mese.
Tra il 1993 e il 1994, in Serbia, si è avuta la peggior inflazione che si possa ricordare a memoria d'uomo. Andavi in banca a prendere i soldi e correvi a fare la spesa, perchè i negozianti aumentavo i prezzi ogni ora, producendo un'inflazione che era circa al 25 %.
I negozi statali, quelli in cui i prezzi avrebbero dovuto essere "calmierati", erano vuoti e quindi si ricorreva alla cosidetta "borsa nera".
I benzinai erano chiusi e ci si riforniva da macchine che viaggiavano per strada con bidoni e imbuti.
Gli autobus funzionavano solo uno su 4 e non sempre, perchè il più delle volte si aspettava e si aspettava anche ore, ma l'autobus non c'era proprio.
Il tasso di disoccupazione era al 30% e vi era difficoltà ad approvigionarsi anche delle cose semplici come pane e carne.
Il riscaldamento condominiale era spento e si rischiava di rimanere senza corrente elettrica poichè le persone accendevano le stufette elettriche per scaldarsi.
Molte macchine ospedaliere e letti e tutto cio' che si poteva trasportare fu venduto alle cliniche private e non c'erano soldi per le pensioni.
Si arrivo' ad un punto in cui nessuno voleva comprare in dinari e tutti cercarono di sostituire il pagamento con marchi tedeschi, ma all'inizio un marco era un milione di dinari, poi 6 milioni di dinari e ben presto si arrivo' a 37 milioni di dinari.
Uno stipendio era pari alla 230esima parte di cio' che la famiglia necessitava.
Quando ho chiesto a Dejan come si è usciti da questa situazione, mi ha risposto : con la guerra. 

LE SANZIONI ALLA YUGOSLAVIA

L’embargo alla Federazione Yugoslava è stato imposto per la prima volta l’8 gennaio ‘91dalla Unione Europea. Quasi un anno dopo, il 6 dicembre, gli Stati Uniti decretavano le stesse misure. Il 30 maggio ’92 il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite introduceva un embargo commerciale e finanziario totale verso la Repubblica Federale di Jugoslavia che si è protratto per 1271 giorni sino al 22/11/1995 quando è stato revocato definitivamente con la sola precedente sospensione del divieto di volo e di partecipazione a manifestazioni sportive dal 23 settembre dell’anno precedente. Gli Stati Uniti hanno poi revocato le proprie sanzioni nel marzo 97 e, per ultima l’Unione Europea il 14 settembre.

Le conseguenze sul piano umanitario di questo primo periodo di embargo sono documentate più avanti. E’ però importante tenere a mente nel valutare la gravità della decisione di imporre sanzioni dopo la guerra che queste si inseriscono su una situazione già grave per l’embargo dell’Onu e, per di più, aggravata dalla guerra.

Già nel marzo 98 la UE reintroduceva prime restrizioni agli scambi commerciali con la RFJ. Il Consiglio dell’Unione Europea ha deciso una serie di limitazioni alle relazioni economiche, in particolare di carattere finanziario che verranno inasprite all’inizio dei bombardamenti con il divieto di vendita di prodotti petroliferi e poi il 10 maggio con una serie di altre misure.

Nel merito si tratta di :

interdizione dei voli

congelamento dei beni all’estero

interdizione delle transazioni finanziarie

interdizione della fornitura di prodotti petroliferi

interdizione della vendita di beni atti ad essere utilizzati nella ricostruzione delle infrastrutture distrutte dalla guerra,

Le stesse misure sono state prese dagli Stati Uniti.


venerdì 5 settembre 2025

La sinistra radicale serba e i rischi di una rivoluzione colorata

 



La sinistra radicale serba e i rischi di una rivoluzione colorata

Videointervista Andrea Martocchia (la Città Futura, 4.9.2025.)
Con il segretario del coordinamento nazionale per la Jugoslavia cerchiamo di comprendere le complesse e contraddittorie posizioni delle proteste contro il governo serbo. Dopo una breve introduzione storica, ricostruiamo le posizioni delle diverse componenti del governo e delle opposizioni, con particolare attenzione alle forze della sinistra radicale e segnatamente comuniste. Intervista a cura di Renato Caputo per "La città futura".



La NATO in Jugoslavia. Dalla guerra al colpo di stato

  Dai bombardamenti NATO al colpo di stato: il lungo assedio alla Jugoslavia. La guerra del '99 non fermò Milošević. Così, l'Occiden...