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venerdì 17 maggio 2024

COME E QUANDO E' NATA LA CANZONE: DJURDJEVDAN

 



Ringrazio la dolcissima Olga Handjal per la traduzione

La famosa canzone "Đurđevdan" è stata creata sul "treno della morte", che viaggiava da Sarajevo a Jasenovac, testimonia il professore Žarko Vidović, storico dell'arte di Sarajevo, che si trovava nel famigerato campo di concentramento nel 1942.

- Scendiamo, e mentre scendiamo usciamo davanti al municipio. Vediamo un treno, un'enorme composizione... Vagoni merci aperti, dobbiamo entrare. Sulla porta c'è scritto 7 cavalli o 40 soldati, è scritto anche in cirillico e latino. Non sono riusciti a cancellare l'alfabeto cirillico. Stiamo salendo. Quando siamo entrati, abbiamo visto che c'erano tutti quelli di Beledi, che erano in diverse celle. Quando abbiamo fatto il pieno abbiamo visto che non eravamo 7 cavalli e 40 soldati, ma direi che eravamo 200. Non puoi accucciarti e girarti, ci hanno messo dentro come pesci in una lattina. Chiudono la porta. Non sapevamo dove ci stavano portando. Molti di noi non hanno nemmeno sentito parlare di Jasenovac. Non ricordo che come clandestini a Sarajevo sapessimo di quel campo. Quel giorno più di 3.000 giovani furono portati nel campo di sterminio, come veniva chiamato, come lo descrisse vividamente una volta il professor Žarko Vidović, storico dell'arte di Sarajevo, che fu testimone di questo evento. In quei momenti, come si dice, uno dei giovani, che si diceva fosse membro della Società di canto serba "Sloga", cantò per la prima volta "La primavera sta arrivando sulle mie spalle, il mughetto è verde , per tutti tranne che per me - è il giorno di San Giorgio!". Poi quasi tutti hanno cominciato a cantare con questo giovane. Ma agli ustascia questo non piacque; chiusero i portelli dei carri e i prigionieri furono lasciati senza aria in un piccolo spazio, ammassati. Quando sono arrivati ​​a Jasenovac, su 3.000 persone partite dalla capitale della BiH, solo 2.000 anime sono arrivate vive. Successivamente, la canzone è stata aggiornata da Goran Bregović, ed è meglio conosciuta nell'esecuzione di "Bijelo Dugme". Inoltre, questa canzone è l'inno non ufficiale dei tifosi della Crvena zvezda, nonché la gloria della squadra di basket Crvena zvezda.







sabato 27 gennaio 2024

JOVICA JOVIC AL BINARIO 21 A MILANO

 






Binario 21, Jovica Jovic e Muzikanti

Jovica Jovic. Chi sono

La meravigliosa vita di Jovica Jovic - Con Marco Rovelli e Jovica Jovic

Gelem Gelem - Jovica Jovic

Le Meravigliose Storie di Jovica Jovic

Jovica Jovic Balkan Orkestar




La vergogna croata 


27 gennaio 2024
JASENOVAC - OMELIA DI UN SILENZIO
Di e con Dino Parrotta - Teatro dei Leggeri
Teatro Comunale Laterza di Putignano
all’interno della stagione di prosa del Teatro Pubblico Pugliese
Mattina ore 11.00 (per le scuole) serale H 21.00
In occasione della giornata della memoria torna in scena lo spettacolo Jasenovac- omelia di un silenzio.
Il giorno della memoria è una celebrazione per ricordare le vittime di tutti regimi autoritari, istituito per stimolare la memoria, non solo come ricordo, ma soprattutto per conoscere.
In questo spettacolo (uno dei rarissimi in Italia) si tocca il tema della storia poco conosciuta dell’olocausto nei Balcani durante la Seconda Guerra Mondiale. Vittime di questo genocidio non solo ebrei (minima parte) ma in particolar modo i Serbi Ortodossi; crimini commessi dal movimento nazionalista cattolico croato degli Ustascia, guidato dal poglavnik Ante Pavelic.
Lo spettacolo è un percorso tra le testimonianze di vittime e carnefici, messo in scena attraverso l’interpretazione di 10 personaggi diversi, interpretati in vari stili teatrali (prosa, pantomima, maschere antropomorfe, grottesco). Una vecchia sedia è il “camerino” a vista dove il pubblico segue le varie “trasformazioni” per sottolineare quanto l’Uomo possa essere in grado di manifestare la più atroce crudeltà nei confronti dei propri simili attraverso le sue “maschere”.
Breve connotazione storica:
Il 6 aprile 1941, con l'operazione "Castigo", le truppe nazifasciste di Hitler e Mussolini attaccarono ed invasero la Jugoslavia. Gli ustascia, nazionalisti cattolici filofascisti, sostenuti e finanziati dal Obiettivo principale della loro politica razzista fu lo sterminio dei serbi cristiano-ortodossi, una vera pulizia etnica che per barbarie e ferocia superarono le SS naziste. Negli ultimi anni del conflitto diversi furono i campi di accoglienza in Puglia: Gravina. Bari, Barletta.
Jasenovac (denominata anche la Auschwitz dei Balcani) è stato un campo di sterminio di ebrei, ortodossi, serbi, zingari. Nel campo hanno perso la vita circa 74.000 bambini di età compresa fra zero e 15 anni. Comandante del campo di Jasenovac fu Miroslav Filipovic-Majstorovic (frate francescano), chiamato dal popolo ‘frate Satana’. Al suo processo si vantò della sua “prodezza” ammettendo l'uccisione nella zona di Banja Luka il 7 febbraio 1942 di 2.750 serbi ortodossi fra cui 250 bambini.. in sole dieci ore. In 4 anni g li Ustascia hanno trucidato 700.000.persone
crediti:
produzione: Teatro dei Leggeri
scritto, diretto e interpretato da Dino Parrotta
Voce di donna: Rossana Marangelli
Voce bambino: Valerio e Gabriele Parrotta
Scenografia e costumi: Primo Teatro
Consulenza storica: Andrea Catone, Paolo Vinella
Sullo spettacolo si veda anche la nostra pagina dedicata:




giovedì 24 agosto 2023

BUON VIAGGIO TOTO

 



Diana Gurtskaya sulla morte di Toto Cutugno: "Lavorare con lui è stata per me una grande scuola"

È morto a Milano il leggendario cantante italiano Toto Cutugno. L'artista aveva 80 anni, negli ultimi anni della sua vita ha combattuto contro il cancro. Toto è stato ricordato dai nostri fan non solo per le esibizioni congiunte con Adriano Celentano, ma anche per il suo grande amore per la Russia. Il cantante teneva spesso concerti a Mosca, cantava in duetto con pop star russe e ammetteva di amirare le donne russe. Una di queste per lui era la cantante Diana Gurtskaya.
Dopo la morte di suo marito, Diana Gurtskaya ha smesso di apparire in pubblico e quasi non commenta. Ma KP.RU è riuscita a scoprire quali impressioni Toto Cutugno ha lasciato nella sua memoria.
"È un peccato quando queste persone se ne vanno. Toto Cutugno era e rimarrà una leggenda per me", ha affermato Diana Gurtskaya a KP.RU. "Ho sempre ammirato la sua abilità, la capacità di sentire sottilmente lo spettatore. Ho avuto l’onore di esibirmi con lui sullo stesso palco. E per me lavorare con lui è stata una grande scuola, un’esperienza incredibile. Si tratta di una perdita insostituibile per il mondo della musica. Questa è una persona straordinaria, un genio, una leggenda".
Diana Gurtskaya e Toto Cutugno hanno eseguito insieme la canzone 'Solo Noi'.

sabato 11 febbraio 2023

LA MUSICA DI KONSTRAKTA




 Amici.. voi non ci crederete ma pure Est ovest ha toppato di brutto 

A Est ovest di RAI 3 di domenica 5 febbraio 2023, è stato detto che il miglior risultato ottenuto dalla Serbia all'Eurovision è il quinto posto di Ana Duric in arte Konstrakta, ma si sono scordati il primo posto con Molitva e il secondo posto con Zeljko Joksimovic 

Tre bellissime canzoni che vale la pena riascoltare 


Primo posto Marija Šerifović - Molitva (Serbia) 2007 Eurovision Song Contest

Secondo posto Zeljko Joksimovic - Lane Moje (Serbia & Montenegro) 2004 Eurovision Song Contest

Quinto posto Konstrakta - In Corpore Sano - Serbia 🇷🇸 - Live On Tape - Eurovision 2022


martedì 13 dicembre 2022

Radio Jugoslavija

 



Nel 2016 un meraviglioso ragazzo croato apre la pagina di musica jugoslava: Radio Jugoslavija.

Immediatamente il serbofobicus ereticus la clona, ma prende davvero pochi like 

La vera pagina di Radio Jugoslavija va alla grandissima e raccoglie 1300 like 

Radio Jugoslavija

Serbofobico e amici sono stati immediatamente bannati





RADIO JUGOSLAVIJA, storie di un paese che non c'è più
Radio Jugoslavija è una pagina nata per cercare di far conoscere al pubblico italiano il cosiddetto "EX-YU Rock", ovvero un insieme di gruppi musicali provenienti dall'altra sponda dell'Adriatico che, non avendo mai raggiunto il "mainstream", risultano sconosciuti in Italia. Qui, quando si parla della "musica balcanica", essa viene identificata con quella suonata da Bregovic. Questa, tuttavia, è solo una parte (ovvero la versione più commerciale della musica tradizionale dei Balcani orientali) della grande produzione musicale jugoslava.




Spomenik, la Jugoslavia che resta

Di musica nel nostro viaggio ce n'è stata tanta. Ore e ore di guida per strade talvolta assurde e a un certo punto le chiacchiere si esaurivano. In quei momenti, la radio veniva in nostro soccorso.
Spesso ci regalava "perle" un po' troppo ripetitive (Despacito vi dice niente?), altre volte ci deliziava con pezzi di indiscusso valore della tradizione balcanica. Cosa avremmo dato per poter comprendere quello che diceva lo speaker e conoscere i nomi e i titoli delle canzoni che ascoltavamo.
Anche adesso, che siamo all'opera per scrivere il nostro fumetto, ci piace ascoltare molta musica e per ritornare con la mente a quei luoghi ci viene in aiuto questa pagina pazzesca dal titolo Radio Jugoslavija che traduce e racconta in italiano le canzoni più importanti della ex Jugoslavia. Non esiste modo migliore di lavorare. 🤩👩‍🎨👩‍💻







venerdì 22 luglio 2022

ANDREA BOCELLI IN SERBIA

 I migliori vanno in Serbia e bravo Vucic a premiare il nostro Bocelli 

Scusate la traduzione... è di Google 




Posebna mi je čast da večeras dodelim Zlatnu medalju za zasluge Andrea Bocelli jednom od najvećih tenora današnjice i umetniku koji kroz jedinstvenu i fascinantnu strast u interpretaciji, publici širom sveta poklanja nezaboravne emocije i spektakularan doživljaj muzike.

domenica 13 giugno 2021

Musica Rom balcanica

 



Musica Rom balcanica

Nei Balcani la musica dei Rom gioca un ruolo determinante nel costituirsi delle tradizioni musicali e sociali di ogni paese. I nostri bravi artisti hanno rivisto e rimodellato nel tempo e nei modi la musica del mosaico culturale e etnico che si estende dalla Turchia alla Slovenia , dall’ Albania alla Bulgaria ovvero nella polveriera Balcanica. I Balcani e il Medio Oriente sono stati sotto il dominio turco. Gli ottomani misero a ferro e fuoco mezza Europa e le parti occidentali dell’Asia, dal 1299 al 1922: per 623 anni di fila dettarono regole, mode e paradigmi culturali. È per questo motivo che, ancora oggi, molti paesi che hanno subito la loro influenza, in un certo senso continuano a “parlare” turco con il ritmo ASKAK detto “zoppo” rivisitato e riadattato dai nostri musicisti nel proprio paese, come succede con la lingua e la cultura Rom in generale.
Il ritmo complesso e asimmetrico chiamato Gypsy 9 poggia su una successione di tempi etero ctoni; le divisioni dei tempi sono irregolari, poiché il riferimento e’ un nove tempi (9/8) suddiviso in 2-2-2-3 o in 2-2-3-2, si puo’ intervenire nelle varianti, che trasformano questo ritmo in 4/4 o in 7/8, come accade in Srbija o in Bosna. Questo elaborato ritmo aksak accompagna le melodie e le danze,oyun havasi, di tutti i Balcani.
Nei Balcani , la peculiarità delle orchestre Rom sono le fanfare. Dalla grande Serbia alla bella Macedonia i nostri musicisti deviano con grande fantasia che li contraddistingue in tutto il mondo le melodie delle fanfare militari una volta compito strettamente dei Rom.
Le prime fanfare vennero create durante il XIX secolo , a imitazione delle grandi orchestre Turche che dal 1828 sostituirono le formazioni mehterhane’ dei Giannizzeri ovvero le guardie del sultano.
Le formazioni costituite alle origoni da zurna o zurla (oboe) e duval (tamburo a membrana doppia) si sono evolute verso organici che mescolavano strumenti occidentali, come la tromba boru , a strumenti tradizionali come i piatti zil o la doppia percussione con i timpani nakkare. Esercitano un grande influsso sulle fanfare europee, e vennero anche adottate in Austria nel XVIII secolo.
Già nel XVI secolo, le orchestre militari turche che percorrevano l’ Europa dell’ Est erano composte da musicisti Rom, i nostri musicisti hanno largamente propiziato l’ emergere delle fanfare contadine che esistono da un centinaio d’ anni . È molto bello e interessante notare come repertori e organici sono nate sotto molteplici influenze, rurale, urbana, colta e popolare. Interessante il caso delle fanfare Rumene e Moldave che assorbono più elementi sia ottomani che occidentali.
Il vastissimo repertorio delle fanfare sono a servizio della danza , questione molto importante nella cultura Romaniì , questione che tratteremo bene più avanti .

La NATO in Jugoslavia. Dalla guerra al colpo di stato

  Dai bombardamenti NATO al colpo di stato: il lungo assedio alla Jugoslavia. La guerra del '99 non fermò Milošević. Così, l'Occiden...