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domenica 11 gennaio 2026

In memoria di Stefan Ivanović





 

Il silenzio era assordante.

Stefan Ivanović è stato sepolto nella sua città natale, Jajčić, vicino a Ljig. Attorno alla sua bara, solo lacrime, sguardi persi, incredulità. Chi riusciva a dire qualcosa ripeteva sottovoce la stessa frase: era un ragazzo esemplare, lavorava duramente per guadagnarsi da vivere… ed è tornato a casa in una bara.

I suoi genitori osservavano in silenzio la dimora eterna del figlio. Nessun grido. Nessuna rabbia. Solo un dolore composto, profondo, che non ha bisogno di parole. Chi conosce la famiglia lo dice senza esitazione: possono essere orgogliosi. Perché hanno cresciuto un uomo che, nel momento più buio, ha scelto di essere luce.

Stefan aveva 31 anni. Viveva in Svizzera da vent’anni, aveva preso la cittadinanza, quella era la sua casa. Lavorava come guardia giurata, faceva sacrifici, come tanti. Nessuno immaginava che il suo nome sarebbe diventato sinonimo di coraggio.

La notte di Capodanno, nel bar Le Constellation di Crans-Montana, una festa si è trasformata in un inferno. Fiamme, fumo, panico. In quei secondi in cui l’istinto ti dice di scappare, Stefan ha fatto una scelta diversa.

Avrebbe potuto salvarsi.
Avrebbe potuto uscire.
Non lo ha fatto.

Ha iniziato a spingere fuori le persone, una dopo l’altra. Volti sconosciuti, vite che non conosceva, ma che sentiva di dover proteggere. Poi è tornato indietro, nel cuore delle fiamme, perché sapeva che qualcuno era ancora lì dentro. Non ha esitato. Non ha calcolato il rischio. Ha fatto ciò che sentiva giusto.

Grazie al suo coraggio, delle vite sono state salvate. Ma il prezzo è stato il più alto possibile. Stefan non ce l’ha fatta.

Fino all’ultimo, la sua famiglia ha sperato. Il suo telefono continuava a squillare. Quel segnale acceso era una piccola luce nel buio, un filo sottile a cui aggrapparsi. Ma questa volta la speranza non è bastata.

Una donna sopravvissuta all’incendio ha raccontato che Stefan non ha esitato nemmeno un secondo a mettersi in pericolo per proteggere gli altri. Lo ha descritto come un uomo di straordinaria umanità. E forse è proprio questo che lascia senza parole: sapere che, nel caos totale, qualcuno ha scelto di essere umano fino in fondo.

Nel comune di Ljig, il 10 gennaio è stato dichiarato giorno di lutto. Un’intera comunità si è fermata per ricordare un figlio, un fratello, un uomo.

Perché non tutti gli eroi indossano una divisa scintillante. Alcuni lavorano di notte. Alcuni fanno semplicemente il loro dovere. Alcuni entrano nel fuoco per salvare sconosciuti.

Stefan Ivanović è uno di questi.
Un eroe di Crans-Montana.
Un eroe vero.

Riposa in pace, Stefan.
Grazie per il tuo coraggio.
Grazie per aver scelto gli altri. 



mercoledì 10 settembre 2025

LA PARTE SBAGLIATA

 







Scopro di essere dalla parte sbagliata, quando mi ritrovo a sostare in piedi poc’anzi l’anta destra del portone d’ingresso dell’interno del Monastero di Dečani; un monaco sfiora la mia spalla facendomi cenno di spostarmi: perché durante le celebrazioni, gli uomini sono a destra e le donne a sinistra. Sono dalla parte sbagliata, proprio di poco... ma lo sono, così mi correggo, come altri, nel rispetto di quell’invito, di quella sorta di casa e del suo costume. Non è neanche troppo austera, la sensazione che mi passa, perché c’è accoglienza, ospitalità sincera. E’ tutto così suggestivo...
Fuori c’è la notte, limpida e generosa di stelle, dentro c’è il buio, delicatamente spezzato da qualche sottile candela di cera gialla, sapientemente collocata a formare nodi di luce viva alla base degli alti profili della chiesa. Al cenno del monaco, d’istinto mi infilo in uno dei sedili strutturati a parete, quasi a voler fare una tana di quella casella tutta di legno, ma poggio solo la schiena e stendo le gambe, senza sedere. E mi lascio riposare, la mente e il corpo, nell’eco di quelle voci prestate a privata omelia d’incanto, non so cosa dicono, chiedo a Tanja e a Sunčica ma neanche loro sanno… Ma non sembra importante. C’è un mezzo muro a separare lo spazio della liturgia da quello dei fedeli e degli altri spettatori. Pochi fedeli, pochi spettatori, otto di noi e qualcun altro.
Ma non sembra importante neanche questo, non si cerca lo scambio diretto, ma un invito al totale raccoglimento, nella personale spiritualità di ognuno, che sembra quasi andar oltre la fede religiosa e non ne è figlia, semmai può esserne madre.
Ma i miei occhi guardano in alto, catturati dalla grande ombra sulla volta del soffitto di un crocefisso inclinato, buio; è la luce di una lanterna, che in primis illumina il cerchio dei monaci in preghiera e poi, consegna un riflesso verso l’alto a generare un’ombra. Ed io continuo insistentemente e involontariamente a guardare solo quell’ombra, che è l’unica cosa per me visibile e ingoio qualche lacrima, frutto della mia debolezza, pensando che forse troppe volte le cose sono come appaiono. E allora mi rassegno, ma non dispero, di essere dalla parte sbagliata, quella che forse non mi darà mai una fede religiosa, che quindi non sarà mai concessa a strumento di guerra, che non potrà mai difendere gli altri e non dovrà mai difendersi da se stessa, perché non c’è e, forse, non ci sarà per molto tempo ancora...
Samantha

Una preghiera a Decani

La Provvidenza e Decani


lunedì 4 agosto 2025

IL DOTTORATO DI RICERCA DI ALESSANDRO DI MEO





 

 Siamo molto felici di condividere un lavoro immenso terminato 10 anni fa che poi forse non si è terminato per nulla 

Parliamo del dott. Alessandro di Meo che poi quale dottore e dottore.. per noi è ìl nostro Ale che ci ha aiutato tanto 17 anni fa all'inizio di Balkan crew 

Spesso ciattavamo mentre lui era in Kosovo in condizioni tutt'altro che facili 

Un grazie infinito Alessandro e mi spiace che forse nella tua tesi non hai parlato dei tanti bambini kosovari che hai fatto venire a Roma per dei momenti di affetto, ma noi sappiamo quanto vali e ti ringraziamo perchè il bene si spande a macchia d'olio e copre i tanti che fanno del male 

Maggiori informazioni su UN SORRISO PER OGNI LACRIMA, Un cerchio si chiude, 2 luglio 2015

Un sorriso per ogni lacrima





Il cerchio si è chiuso.
Vi presento, sperando di fare cosa gradita, il mio ultimo lavoro, costato oltre tre anni di impegno, dal titolo: " Monasteri del Kosovo e della Metohija: patrimonializzazione di un Bene Culturale a rischio estinzione".



Si tratta di un Dottorato di Ricerca in Cultura e Territorio, svolto presso il Dipartimento di Scienze storiche, filosofico-sociali, dei beni culturali e del territorio dell'Università degli studi di Roma "Tor Vergata", felicemente conclusosi con la presentazione del 30 giugno scorso, davanti a tanti amici e ad una prestigiosa commissione (fra i componenti ricordo il prof. Aldo Bernardini e l'ex ambasciatrice di Serbia in Italia, d.ssa Sanda Rašković Ivić).

giovedì 16 febbraio 2023

lunedì 26 dicembre 2022

LA FAVOLA AGOSTINO BERGO CI STUPISCE ANCORA




 Siamo lieti di comunicarvi che è stata inaugurata la nuova mostra della nostra favola Agostino 

Non vi diciamo nulla, ma vi aspettiamo a Chieri 


La Città di Chieri (TO) , il Convento di San Domenico e io,
Siamo Lieti di invitarvi all'inaugurazione e alla visita della mia mostra personale "In Sen del Vero",
presso Convento di San Domenico, via San Domenico, 1, Chieri (TO),
da Lunedì 26/12/22 ore 21.00 a domenica 22/1/2023.
Aperta tutti i giorni nei seguenti orari:
Mattino: 10.00 - 12.00,
Pomeriggio: 16.00 - 18.00,
Conferenze: ogni venerdì (per tutto il periodo della mostra) dalle 21.00.
Ingresso libero.
L'evento è patrocinato dalla Città di Chieri e dal Convento di San Domenico.
Vi aspettiamo alla mostra!

Agostino Bergo


mercoledì 23 novembre 2022

TESORI D'ARTE DELLA SERBIA MEDIEVALE

 




Verona, sabato 3 dicembre 2022

alle ore 16 presso la Chiesa di San Giorgio in Braida, Piazzetta San Giorgio
presentazione del libro di
Rosa D'Amico
TESORI D'ARTE DELLA SERBIA MEDIEVALE
Un viaggio tra Oriente e Occidente
alla presenza dell'Autrice.
Introduzione della dott.ssa A.M. Spiazzi
Intermezzo e finale musicale con brani di musica sacra eseguiti dalla Nova Schola Cantorum e dal soprano Rosalina Bressan

giovedì 16 giugno 2022

Cosa riescono a fare i nazionalisti croati !




La città di Mostar dal 1992 ad oggi è contesa tra i cattolici erzegovesi – i più fanatici tra i nazionalisti croati, quelli che si sono inventati le apparizioni a Medjugorije (che è a pochi chilometri) e che hanno ucciso Luchetta, Ota e D'Angelo, tanto per intenderci – ed i reazionari musulmani. Probabilmente le due fazioni fasciste si alternano negli attacchi vandalici contro il Cimitero partigiano.

Tutte le 650 lapidi nel cimitero commemorativo dei Partigiani a Mostar, in Bosnia ed Erzegovina, sono state distrutte dai soliti ignoti fascisti.
Si tratta dell'ennesimo episodio di vandalismo contro quel cimitero monumentale, edificato durante il periodo socialista e jugoslavo, uno dei capolavori del grande architetto Bogdan Bogdanović. Le lapidi erano state ripristinate un paio di volte, ma adesso il danno appare senza precedenti.
C'è da augurarsi che le organizzazioni dell'antifascismo europeo-occidentale, che in tutti questi anni hanno distolto lo sguardo dalla distruzione dei memoriali della Resistenza jugoslava in Bosnia come in Croazia, stavolta si facciano parte attiva nella sensibilizzazione e ricostruzione.


Non ci sono ancora indagati, ma la matrice è quella di un attacco fascista, premeditato e ben organizzato. Sbriciolare 600 lapidi richiede forza fisica, tempo e un lavoro di squadra. Non si possono ancora fare speculazioni, ma è verosimile che il riferimento ideologico di chi ha devastato il cimitero sia lo stato fantoccio che dal 1941 al 1945 occupò la Croazia e la Bosnia-Erzegovina, collaborò col nazifascismo e si macchiò di crimini contro l’umanità. Una storia, quella degli ustascia, in parte riabilitata con le guerre degli anni Novanta e che nella Mostar divisa tra croati e bosgnacchi rappresenta un elemento ideologico identificativo.
Gli atti vandalici contro il “Partiza” – come i mostarini chiamano il cimitero partigiano – non sono una novità. Eppure, nemmeno durante l’ultima guerra subì simili danneggiamenti. Quanto accaduto è il frutto di un contesto in cui la politica negli anni ha lavorato alla riabilitazione di episodi e personaggi storici del periodo fascista. “Generazioni di giovani croati sono state cresciute in un ambiente dove i collaboratori nazisti venivano onorati”, denuncia l’attivista Samir Beharic, che aggiunge: “In alcune parti di Mostar, le strade sono dedicate ai responsabili dei massacri contro gli ebrei bosniaci”.
Tratto da East journal











sabato 4 giugno 2022

Ucraini come albanesi distruggono le chiese ortodosse

 E' semplice. Basta cancellare le tracce di una cultura per dire che non è mai esistita. Lo fanno anche i croati 




Distruzione completa dell'antico convento Di Tutti i Santi costruito interamente in legno secoli fa, operata in Donbass da parte della 72esima brigata meccanizzata ucraina durante la sua ritirata. Il Convento di Sviatogorsk dipende(va) direttamente dal Patriarcato Ortodosso di Mosca.

Croazia: la distruzione dei libri negli anni '90



martedì 29 marzo 2022

Il monastero di Visoki Decani




 Il monastero di Visoki Decani è situato ai pendii delle montagne di Prokletije, nella parte occidentale della provincia di Kosovo e Metohia. Il monastero è situato nella bellissima valle del fiume di Bistrica circondato da montagne e foreste.

E stato costruito fra 1327 e 1335 dal re Stefan Decanski di Serbia in un boschetto di castagna ed è stato dedicato all'ascensione del Signore. La relativa lettera fondante e datata 1330. L’anno successivo il re mori ed è stato sepolto al monastero. Le attività della costruzione sono state continuate dal suo figlio Stefan Dusan fino al 1335, ma i suoi affreschi sono stati completati il 1350.
Durante la sua storia turbolenta il monastero è sempre stato un centro spirituale importante. Anche se le costruzioni del monastero hanno subito danni dall'occupazione turca, la chiesa è conservata completamente con le suoi belli affreschi del quattordicesimo secolo, conserva anche la bellissima iconostasis in legno originale del 14 secolo, il trono degli egumeni ed il sarcofago intagliato del re Stefan.




venerdì 25 marzo 2022

Strage di Odessa. 2 maggio 2014

 Era il 3 maggio 2015 e Enrico Vigna ci ha riuniti nella Chiesa Ortodossa Russa di Torino per una preghiera ai martiri della strage di Odessa che era successa un anno prima. 

C'erano alcuni profughi russi ucraini che raccontavano le atrocità naziste alle quali erano stati sottoposti in patria, ma non c'erano i servi della NATO che si sono svegliati a comando in questi giorni. 


Strage di Odessa

In Donbass la guerra c’è già da 8 anni nell’indifferenza generale dell’occidente!

OSCE SUPPLEMENTARY HUMAN DIMENSION MEETING.

Giulietto Chiesa: la terza guerra mondiale partirà dall’Ucraina

Giulietto Chiesa: 'USA vogliono Europa debole, Putin no'

The appeal of an Italian journalist Giorgio Bianchi who visited Mariupol









venerdì 18 marzo 2022

Il 17 marzo 2004 c'è stato un pogrom tremendo mai raccontato in tv




 L'Europa taceva, il mondo taceva finché in soli due giorni non avvenne il pogrom più imponente dal 1999. Oltre 4.000 persone espulse dalle loro case, in tutto il Kosovo e Metohija, 28 persone sono morte, più di 900 sono state picchiate e ferite gravemente, 19 monumenti culturali di prima categoria sono stati distrutti e 16 chiese ortodosse sono state vandalizzate Sono stati distrutti circa 10.000 affreschi di valore, icone, molte altre reliquie, chiese, oltre a libri di battezzati, sposati e morti, che testimoniano la durata secolare dei serbi in Kosovo e Metohija. Circa 935 case serbe, rom e Ashkali sono state bruciate e distrutte.

Sei città e nove villaggi sono stati ripuliti etnicamente dai serbi.







Durante la famigerata guerra in Jugoslavia, parlo di quella per il Kosovo, quella del 99, ogni giorno venivano trovate nuove fosse comuni di cui erano immancabilmente colpevoli i serbi. Per la verità ogni tanto venivano trovati camion condotti da albanesi e pieni di cadaveri che venivano trasportati a destra e a manca. Ma di quelli si parlava come di una curiosità e nessuno ci faceva caso. Ne riparleremo. Evidentemente gli assassini di questo mondo, non hanno grande fantasia, usano sempre gli stessi metodi. Ma poi perchè dovrebbero? C'è sempre una carrettata di ipocriti che si stracciano le vesti senza capire una niente.





sabato 5 giugno 2021

Mi raccomando.. seminiamo tanto odio...

 



.. altrimenti la prossima guerra non viene bene.

Oggi le pagine di odio, quelle che stanno facendo il tifo per l'ergastolo a Mladic, ma non parlano mai di Gotovina, Oric e altri, quelle che raccontano metà guerra, quelle che hanno fatto della propaganda il loro primo comandamento, raccontano euforiche della demolizione di una chiesa a Bratunac. 

Non una parola sui 3200 serbi uccisi dai musulmani in quella zona e parliamo solo di quella zona. Non una parola sull'assoluzione di Oric'

Pagine e pagine contro i serbi, ma se dici qualcosa ... guai.. non fare la vittima mi raccomando! 

Bè carissimi.. avete pochi followers, ma sono sempre tanti per la vostra mala informazione. Abbiamo capito come è nata la guerra in Jugoslavia, ma adesso potreste anche farla finita 


Mi rende felice vedere che a volte la giustizia raggiunge e difende anche i diritti dei più deboli.
Però mi dispiace notare che si dimenticano molte altre storie analoghe ma di moschee costruite su terreni di proprietari serbi.
1. La moscheaa del Re Fahda
a Sarajevo, costruita sul terreno della famiglia serbo cristiana Mladjen.
2. Altra moschea di Sarajevo nel quartiere di Rakovica costruita sul terreno del serbo cristiano Momo Despic
3. Moschea nel quartiere di Vrapcic a Mostar costruita sul terreno del serbo cristiano Andjelko Loze.
4. Nel paesino Krizevci vicino a Olovo sul terreno del serbo cristiano Ljubomir Divljanovic.
5. Nel paesino Nocajevki vicino a Stupar, altra moschea eretta sul terreno del serbo cristiano Vladimir Djeric.
6. Altri esempi a Bosanski Petrovac....
7. Così si potrebbe continuare per molte righe.
Sarebbe bello leggere qualche articolo anche di queste storie.

Bosnia, Kravica 1993-2013: una strage impunita e obliata, ed un Natale di dolore e solitudine per i serbi




giovedì 6 maggio 2021

SAN GIORGIO




Oggi è la festa più felice e più antica del popolo Rom della ex Jugoslavia Ederlezi / Đurđevdan.

Auguriamo a tutte le donne, agli uomini e ai bambini una felice e gioiosa Ederlezi
Sarcine Romnjaće em Romese mangaja bahtalo em sastipno prazniko Erdelezi / Đurđevdan! Il giorno di San Giorgio è il più antico e felice giorno di festa per Il nostro popolo.
È una festa celebrata dai Rom indipendentemente dal fatto che siano cristiani ortodossi o cattolici o membri di fede islamica. È una festa che celebra l’arrivo della primavera. Per i Rom in quanto eravamo un popolo viaggiatore, la fine della neve e dell’inverno, l’inizio della primavera e il clima più mite, il tempo del fiorire della natura, la crescita dell’erba per i loro cavalli è stato il periodo più importante e più felice dell’anno. E questa antica e più importante vacanza Rom Erdelezi, con l’arrivo dei Rom nei Balcani tra la fine del XIV e l’inizio del XV secolo, trovò il suo posto e sopravvisse in simbiosi con la celebrazione della grande festa cristiana del giorno di San Giorgio. Poiché questa festa, secondo il calendario giuliano ortodosso, viene celebrata il 6 maggio, che è il momento in cui la primavera arriva nei Balcani e il periodo di neve e freddo finisce,
Nella malattia e nella salute, nella pace e nella guerra, nella ricchezza e nella povertà, il popolo Rom non ha mai abbandonato la sua antica tradizione di commemorare la famiglia, il loro santo. Insieme all’icona, la torta della festa, il vino, la koljiva e la candela, quasi ogni famiglia celebra il suo santo, ricordando i propri antenati. Passato di generazione in generazione, oggi ederlezi è il fondamento dell’origine e dell’identità, che da anni conserva la tradizione e la cultura Rom.
Le case sono decorate con fiori e ramoscelli arruffati per dare il benvenuto alla primavera. I riti includono il nuoto nell'acqua con i fiori. Viene solitamente mangiato l ‘ agnello per venerare il sacro e si balla sempre accompagnati da musica tradizionale che nella nostra cultura non deve mai mai mancare.
Molte delle tradizioni di ederlezi derivano dalla tradizione comune di altri popoli del Hidirellez indica la rinascita della natura e il ritorno della primavera con il nome Hidirellez significa la rinascita della natura e il ritorno della primavera
Il giorno prima, il 5 maggio, si dipingono le uova e si preparano le torte: baklava, tulumbe e altri dolci, e la mattina del 6 maggio si fa il bagno nell'acqua in cui vengono poste uova dipinte, salice e fiori, e l'uovo dovrebbe essere “rosso come i bambini sarebbero sani e prosperosi”




sabato 30 gennaio 2021

Kosovo, 10 anni dopo il pogrom anti-cristiano




I serbi cristiani ortodossi del Kosovo ricordano con dolore il pogrom che hanno subito 10 anni fa, ad opera degli albanesi musulmani. Non fu l'ultimo, né il primo episodio di una violenza etnica e religiosa

Kosovo, 10 anni dopo il pogrom anti-cristiano

Il Kosovo è Serbia e si chiama Kosmet

Kosovo, la notte dei cristalli

17 anni fa il pogrom contro i serbi




mercoledì 23 dicembre 2020

DOV'E' IL SERBO VI E' LA SLAVA

 



Perché i serbi celebrano il krsna slava?

“Altri popoli ortodossi festeggiano il loro onomastico oppure il compleanno, e noi ecco festeggiamo la nostra slava. In effetti, slava è il nome e il compleanno, ma non individuale, bensì di tutta la famiglia, di tutta la tribù. Essa è il compleanno spirituale, il giorno in cui i nostri antenati sono nati spiritualmente entrando nella Chiesa di Dio e diventando cristiani ma e anche l’onomastico, perché da allora in poi sono stati chiamati cristiani e fino ad oggi soni rimasti tali.”
Sua Santità il patriarca serbo Pavle
Fenomeno della slava

Tra i fenomeni della vita nazionale serba, sia individuale, sia quella familiare e sociale, krsna slava certamente occupa un posto centrale – fenomeno che Cvejic (1865 – 1927) postula come un emblema nazionale dei serbi, krsna slava è il germoglio più profondo e più evidente del segno di riconoscimento dei serbi. La stragrande maggioranza degli scienziati sostengono che si tratta di una vecchia usanza slava, reminescenza della vecchia religione, adattata e conformata alla nuova religione – il cristianesimo. Secondo questa concezione che già dall’inizio del XX secolo è diventata predominante nella scienza, il cristianesimo non penetrò profondamente nell’anima e nell’intimo mondo del serbo ortodosso, ma si è solamente innestato alle vecchie radici, sulle quali non ha attecchito bene. Il più eminente esempio di simbiosi di vecchia e di nuova religione è proprio krsna slava. Nella cerimonia della slava esistono elementi rituali della vecchia religione serba, ma sono quelli di importanza minore mentre tutto quello che costituisce l’importanza maggiore proviene dalla Bibbia e dalla chiesa. Come fenomeno slava è stata introdotta nella vita familiare nel XIII secolo, perdurando nei secoli successivi e mostrando la forte tendenza di continuare la propria esistenza attiva. L’espressione slava è sicuramente più vecchia del tempo di quando è entrata in un documento di testo (1704).

Nome

I due nomi più comuni sono krsno ime e krsna slava. La letteratura scientifica sottolinea che nelle estremità orientali e occidentali abitate dal popolo serbo è diffusa l’espressione slava, mentre nella parte settentrionale prevale krsno ime. Slava proviene da “innalzare nella gloria”, mentre l’epiteto krsna viene dal verbo krstiti (fare il segno di croce, battesimo). La prima menzione del termine krsna slava si trova nei canti popolari raccolti da Vuk Stefanovic Karadjic (1787 – 1864), anche se il termine come i stessi canti risalgono a molto tempo prima.

Preistoria

Etnologi e storici della religione a livello mondiale osservano l‘aspetto di slava serba come la totalità dei culti, tradizioni e azioni mitologiche, di cui quelle greche, romane, ebree e, in particolare slave … Predomina il culto di antenati e animismo anche se in nessun caso possono essere considerati come la base e la fonte della religione in generale, soprattutto quella cristiana. Il culto degli antenati e animismo sono in genere fenomeni mitologici, mentre l’istituto o l’istituzione della slava è il tipico fenomeno religioso. Contro il conglomerato di paganesimo e cristianesimo della prima metà del Medioevo saldamente combatteva San Sava (1169 -1236) scrivendo le regole per la correzione della fede. Il suo Nomocanone viene trascritto fino al XVII secolo. Nei primi secoli questa guida era in funzione della correzione della pratica liturgica errata, e durante occupazione turca e la caduta del popolo a causa della mancanza di clero, questa guida è stata necessaria per fermare il degrado della vita religiosa.

Oggetti rituali – Consacrazione dell’acqua

Per la consacrazione dell’acqua è necessario preparare:
– Ciotola di acqua pura
– Basilico
– Incenso
– Incensiere
– Una candela
– Elenco di famigliari vivi
– Elenco dei familiari defunti

L’acqua come elemento fisico, quindi come la sostanza, rappresenta un componente della creatura – mondo che in origine era buona: ma la malattia che in seguito ha colpito la natura, e le sue conseguenze che successivamente hanno pervaso l’intera creazione, compresa l’acqua, non è nessuna creatura, non è nessun supplemento alla creatura – ma è uno stato in cui viene catturato l’universo.

Oggetti rituali – Il pane rituale rappresenta il sacrificio alla grazia di Dio perché per mezzo di Gesù Cristo e il Suo sacrificio siamo stati salvati dalla distruzione che ci avrebbe raggiunta a causa dei nostri peccati. Spezzare il pane in modo Krstobrazno (a forma di croce) rappresenta la sofferenza di Cristo espiata a causa nostra. Il versamento di vino sul pane (che simboleggia il sangue di Gesù), significa che con il sangue di Cristo siamo stati purificati dai nostri peccati.

Oggetti rituali – La candela di slava mostra che il celebrante e la sua famiglia sono figli della Luce e non delle tenebre. Come la luce della candela disperde l’oscurità e la luce di Cristo disperde le tenebre, la candela di slava è il simbolo di desideri e l’aspirazioni dei celebranti di conoscere la luce della vita – il Signore Dio e di Suo Figlio Gesù Cristo, che la luce di Dio illumini la loro mente, alleggerisce e rafforza le loro virtù e gli invia a trascorrere il tempo sulla terra nella perfetta vita cristiana e che l’amore cristiano divampi nelle loro anime, così come brucia e sfolgora la fiammella della candela del loro santo!

Oggetti rituali – Frumento viene preparato come un sacrificio di ringraziamento a Dio per i frutti della terra e in memoria del santo che festeggiamo, come anche per la memoria di quei nostri antenati che hanno vissuto nella fede e coloro che per la fede hanno dato le loro vite. Questo fatto è confermato dalla preghiera che viene letta durante la benedizione del grano: … Tu solo, o zar (Dio) benevole benedici questi semi di vari tipi di frutta, e santifichi i credenti chi mangeranno da esso, perché i servi tuoi offrirono questo a te nella tua gloria e in onore del Santo (nome del santo) e in memoria di coloro che sono spirati e devoti nella fede.

Oggetti rituali – Il vino è necessario per il sacerdote che lo versa su slavski kolac e il frumento, e ciò che rimane nel bicchiere o nella bottiglia il festeggiante beve secondo l’usanza. Il vino è una sostituzione per il sacrificio incruento. Viene utilizzato per libagione sul slavski kolac e frumento. L’uso del vino nella festa appartiene alla magia che evoca l’abbondanza.

Oggetti rituali – L’olio è necessario per accendere l’incensiere davanti all’icona. L’incenso come materiale rituale è stato utilizzato da tempo immemorabile nella maggior parte delle religioni. Il cristianesimo lo ha ereditato dal giudaismo. Lo scopo di incenso è soffocare e scacciare i spiriti maligni.

Auguri di buona slava!!!

Slobodanka Ciric



mercoledì 25 novembre 2020

venerdì 30 ottobre 2020

NON E' VERO CHE VA TUTTO BENE !







Ho pensato e ripensato se fare o non fare questo post perchè il rischio di strumentalizzazione da parte di una certa parte politica che non è la mia è fortissimo, ma davanti a tante grida di dolore, non posso tacere. Ancora oggi, nel 2020, riceviamo ogni giorno richieste di aiuti dal Kosovo perchè ai serbi che vivono nelle enclavi viene tolta luce e acqua, i ragazzi vengono aggrediti e picchiati mentre vanno a scuola, le case dei serbi vengono bruciate, aggrediti i fedeli che escono dalle chiese ortodosse. Non è consentito portare una brojanica e le chiese vengono continuamente vandalizzate. Non esiste uno, un solo giornalista che dica una parola su questo, anzi assistiamo a informazione opposta: La vita kosovara di oggi è ben lontana dagli slogan propagandistici delle chiese "assediate" e dalle forme di nazionalismo estremo a cui è solitamente associata ... dicono 

Davvero incomprensibile e inaccettabile 

Kosovo i Metohija - mart 2004.

Uno stato mafioso rubato alla Serbia

Kosovo, attacco allo scuola bus dei bambini serbi

Kosovo, uccisi due ragazzi serbi

Uccisi 14 contadini serbi sotto gli occhi della Kfor

Kosovo, continuano le violenze albanesi contro i serbi

Il Kosovo è Serbia

Musulmana bosniaca ama cristiano serbo, le rasano i capelli







La NATO in Jugoslavia. Dalla guerra al colpo di stato

  Dai bombardamenti NATO al colpo di stato: il lungo assedio alla Jugoslavia. La guerra del '99 non fermò Milošević. Così, l'Occiden...