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mercoledì 16 giugno 2021

LA SERBIA NON E' RESPONSABILE DEL GENOCIDIO A SREBRENICA

 
   Premessa. Tanto per tacitare il serbofobico bannato da tutto il web che dice che noi neghiamo il genocidio di Srebrenica, ci teniamo a precisare che non abbiamo MAI dato una nostra opinione o un nostro pensiero a tale proposito anche se ci viene difficile pensare che Jasenovac con 700 mila morti non è genocidio e Srebrenica si . Noi riportiamo testi di altri e quindi il serbofobico metta il suo odio in altri spazi 

Maggiori chiarimenti QUI

Comunque anche il presidente croato ha espresso dubbi 




La Corte ha stabilito che quello che avvenne fu un genocidio ad opera di singole persone, ma che lo Stato Serbo non può essere ritenuto direttamente responsabile per genocidio e complicità per i fatti accaduti nella guerra civile in Bosnia-Erzegovina dal 1992 al 1995, fra i quali rientra la strage di Srebrenica.

Ci auguriamo che vengano riconosciuti anche altri genocidi perchè la verità e l'onesta andrebbero sempre premiate 







I Serbi NON HANNO COMMESSO IL GENOCIDIO A SREBRENICA: documento segreto del Ministero della Difesa britannico sugli eventi del luglio 1995.

Il GENERALE Ratko Mladic, il primo presidente della Republika Srpska, Radovan Karadzic e diversi altri ufficiali di alto rango dell'esercito della RS sono stati condannati dal Tribunale dell'Aia come "partecipanti a un'impresa criminale congiunta, che ha pianificato e commesso il genocidio contro i musulmani a Srebrenica".

A giudicare dalle reazioni pubbliche di diversi funzionari britannici negli ultimi anni, le autorità di quel paese hanno dato un contributo significativo a questo verdetto e negli ultimi due decenni hanno apertamente esercitato pressioni affinché i leader serbi fossero condannati per genocidio in una città dell'est Bosnia durante la guerra degli anni '90.

Tutto ciò potrebbe essere laconicamente attribuito alla continuità della politica londinese nei confronti dei serbi, dagli anni '90 in poi, se il governo britannico non fosse stato chiaramente informato di quanto stava accadendo a Srebrenica nei mesi estivi del 1995. Qui ricordiamo i documenti del ministero britannico della Difesa, che sono stati declassificati. , che affermano che non era prevista alcuna impresa criminale congiunta o genocidio.

Questi documenti furono pubblicati sul sito web degli Archivi Nazionali della Gran Bretagna, i cui agenti dal campo di Srebrenica in quei giorni inviarono alla sede di Londra rapporti che furono raccolti in circa 200 pagine. Descrivono gli eventi che hanno preceduto gli eventi di Srebrenica e le reazioni del battaglione olandese delle Nazioni Unite dopo l'ingresso dell'esercito serbo.

I rapporti degli agenti affermano chiaramente che Pale, come chiamano le autorità della RS, non aveva intenzione di conquistare l'enclave di Srebrenica, ma che l'attacco era stato avviato dal comandante locale.

- L'attacco è stato provocato dalle forze dell'Esercito della Bosnia-Erzegovina di Srebrenica, che da tre mesi hanno costantemente attaccato posizioni e vie di rifornimento serbe, soprattutto a sud dell'enclave, per poi rifugiarsi in quella zona protetta - si afferma, tra altre cose, in questi documenti. - L'azione su Srebrenica è stata avviata dal comandante locale a causa di ciò, e l'attacco è stato effettuato con una sola compagnia e quattro carri armati. Hanno respinto le forze dell'esercito della Bosnia-Erzegovina verso Srebrenica. I serbi non avevano intenzione di entrare nell'enclave e occuparla, ma hanno deciso di farlo dopo aver affermato che la resistenza dell'esercito della Bosnia-Erzegovina era molto debole. Non pensiamo che parte del piano di Pale sia quello di invadere l'enclave.

Un altro documento sottolinea che un membro del battaglione olandese delle Nazioni Unite è stato ucciso durante l'attacco dell'esercito serbo:

 - Dopo che la NATO ha annullato gli attacchi aerei sulle posizioni serbe per paura che i serbi potessero sparare a 30 soldati olandesi presi in ostaggio, il contingente olandese si è ritirato nella sua base a Potocari. Il comando serbo a Han Pijesak ha spiegato che la cattura degli olandesi era un atto locale arbitrario e che sarebbero stati rilasciati durante il giorno.

Rapporti britannici da Srebrenica affermano che dopo l'ingresso delle truppe serbe, il generale Mladic ha minacciato di aprire il fuoco sul campo olandese, se non avessero disarmato il resto dell'esercito della Bosnia-Erzegovina che era lì. D'altra parte, gli olandesi hanno affermato che nel campo non c'erano membri armati dell'esercito della Bosnia-Erzegovina, ma circa 3.000 civili.

 - Il battaglione olandese ha fatto tutto il possibile per trovare quei 2.000 membri armati dell'esercito della Bosnia-Erzegovina, ma sono semplicemente scomparsi durante la notte, molto probabilmente in direzione di Tuzla. Secondo l'intelligence britannica, c'erano altre truppe a ovest dell'enclave.

Uno dei documenti esprime ripetutamente sospetti su tutto ciò che è accaduto intorno a Srebrenica e si chiede perché le forze dell'esercito della Bosnia-Erzegovina abbiano offerto una debole resistenza.

L'analista politico Dragomir Andjelkovic spiega che l'Occidente ha ignorato le prove e gli eventi reali di Srebrenica in tutti questi anni, perché avevano bisogno di una scusa per l'aggressione contro la Republika Srpska e l'RSK:

 - L'obiettivo era quello di satanizzare i serbi con presunte prove e presentarli come criminali, in modo che giustificassero l'aiuto alle autorità croate nella "Tempesta", e poi negli attacchi e nei bombardamenti della RS. È tutta una grande truffa e bugia che non si arrenderanno mai, perché poi si esporrebbero. Sanno che alcuni servizi occidentali sono stati direttamente coinvolti nei crimini di Srebrenica. Nascondono tutto questo e falsificano i fatti per proteggersi.

SRBI NISU POČINILI GENOCID U SREBRENICI


La disinformazione strategica su Srebrenica

Confessione sensazionale di Ibran Mustafic

La verità su Srebrenica. Madre Russia

Assolto Donatello Poggi

I vincitori del concorso "G. Torre" edizione 2020

PRIMA DI AIDA

Srebrenica città tradita

Srebrenica. Le contraddizioni di un genocidio sancito a priori.

La figlia

Mi chiamo Jasmina signori e vengo dalla Jugoslavia

Un po' di ingiustizia .. tralalà....

Il parere di Andrea Martocchia

Srebrenica esce fuori la verità

Caos pianificato

La verità su Srebrenica

Srebrenica, le contraddizioni di un genocidio sancito a priori

La verità su Srebrenica

Izveštaj konačan – nije genocid


Per essere realistici, in quanto a Srebrenica, si dovrebbe parlare delle incursioni del criminale di guerra Naser Oric (bosniaco) che rase al suolo, nei mesi precedenti alla strage compiuta dai serbo bosniaci, 156 villaggi serbi uccidendo 3.283 civili (serbi); si dovrebbe parlare di come la zona dichiarata "protetta" dall'ONU fosse tutt'altro che smilitarizzata (migliaia di combattenti mujaheddin ben armati); si dovrebbero prendere ripetizioni di aritmetica, dato che gli 8.372 morti non tornano se si considera che ad inizio agosto 1995, l'OMS ed il governo bosniaco registrarono 35.632 cittadini, se si sommano i 2.000 combattenti musulmani morti, i 2.000 musulmani che hanno precedentemente guadagnato le linee "amiche" e gli oltre 8.000 trucidati, si arriva a circa 47.000.
Peccato che Srebrenica ne contasse, secondo il giudice del TPI Patricia Wald, 37.000.
Molte altre sarebbero le questioni, per così dire, poco chiare.

Consigliamo pertanto le seguenti letture:

- Il Corridoio: viaggio nella Jugoslavia in guerra - di J. Toschi Marazzani Visconti, La città del Sole, 2005;
- Srebrenica. Come sono andate veramente le cose - di Alexander Dorin e Zoran Jovanovic, Zambon, 2013;
- Il dossier nascosto del "genocidio" di Srebrenica - di Ivana Kerecki, La città del Sole, 2007;
- Imputato Milosevic. Il processo ai vinti e l'etica della guerra - di Massimo Nava, Fazi, 2002;
- In difesa della Jugoslavia. Il j'accuse di Slobodan Milosevic di fronte al "tribunale ad hoc" dell'Aja, Zambon, 2005;
- Imputato Milosevic. Il processo ai vinti e l'etica della guerra - di Massimo Nava, Fazi, 2002;
- In difesa della Jugoslavia. Il j'accuse di Slobodan Milosevic di fronte al "tribunale ad hoc" dell'Aja, Zambon, 2005;
- Uomini e non uomini. La guerra in Bosnia-Erzegovina nella testimonianza di un ufficiale jugoslavo - di Goran Jelesic, Zambon, 2013




giovedì 24 giugno 2021

LA VERITA' SU SREBRENICA

 



Parallelamente, le milizie serbo-bosniache comandate dal generale Ratko Mladic mossero verso Srebrenica, cittadina ricca di giacimenti argentiferi collocata in una posizione altamente strategica, al centro della dorsale che costeggia ad ovest la Drina. Da questo piccolo centro urbano partivano molte delle incursioni attraverso cui i le milizie islamiste comandate dall’ex ufficiale dell’esercito bosniaco Naser Orić devastavano i villaggi serbi – clamoroso il massacro di serbi, puntualmente ignorato, compiuto dalle forze musulmane presso la cittadina serba di Kravica il 7 gennaio 1993 (data del Natale ortodosso) –, nonostante l’intera area territoriale fosse ufficialmente qualificata come “zona di sicurezza” smilitarizzata, sotto la supervisione dell’Onu. «Le operazioni – si legge all’interno di un rapporto redatto dal battaglione olandese incaricato di sorvegliare l’area per conto delle Nazioni Unite – erano relativamente imprevedibili perché le unità erano quasi senza addestramento e piuttosto indisciplinate. Le forze musulmane attaccavano sistematicamente dall’enclave prima di ripiegare nel territorio protetto delle Nazioni Unite. Inutile aggiungere che l’Unprofor, come i civili, erano utilizzati come scudi umani». Prima di conquistare la cittadina, Mladic incaricò un intermediario dell’Unprofor di intimare alle forze musulmane che si trovano all’interno del perimetro della zona smilitarizzata di deporre le armi, promettendo loro un trattamento conforme alle convenzioni di Ginevra e accettando di sottoporre il tutto alla supervisione dell’Onu. Il comando musulmano rispedì la proposta al mittente, limitandosi ad inviare donne, bambini ed anziani verso la base delle Nazioni Unite situata a Potočari. Una volta ultimata l’evacuazione – la cui regolarità in termini di diritto internazionale venne certificata sia da personale Onu, sia dai rappresentanti dell’esercito della Republika Srpska che da quelli musulmani – i guerriglieri rimasti sconfinarono nel territorio della Republika Srpska tentando di raggiungere l’enclave di Tuzla al fine di ricongiungersi alla 2° armata dell’esercito musulmano cui gli Stati Uniti forivano segretamente strumentazioni ed equipaggiamenti che consentivano alle forze islamiste di coordinare operazioni offensive. Le forze comandate da Mladic riuscirono tuttavia a intercettare il manipolo di guerriglieri, provocando una carneficina. Nonostante ciò, il 2° corpo dell’esercito musulmano si astenne dall’intervenire, sacrificando scientemente il cospicuo gruppo di miliziani penetrati nella Republika Srpska allo scopo di permettere al comandante della 28° divisione Naser Orić e ai suoi ufficiali più stretti di abbandonare Srebrenica, sfuggendo alle forze di Mladic. Così, Mladic non incontrò alcuna difficoltà nel conquistare la città, rammaricandosi tuttavia per non esser riuscito a catturare Orić. Quest’ultimo, nella fretta di abbandonare Srebrenica, non era riuscito a portare con sé la vasta documentazione che rivelava per filo e per segno gli spaventosi crimini di cui egli stesso e i suoi sottoposti si erano resi responsabili.

La storiografia ufficiale afferma che a Srebrenica le truppe comandate da Mladic si siano abbandonate a un efferato massacro di 8.000 civili, malgrado il conto delle presunte vittime scaturisse dalla mera sommatoria tra i 3.000 prigionieri catturati dalle forze serbo-bosniache e i 5.000 dispersi – gran parte dei quali vennero identificati in seguito – indicati in un rapporto stilato dalla Croce Rossa dietro suggerimento di Izetbegović , che si rifiutò sia di fornire l’elenco dei nominativi scomparsi, sia di organizzare un apposito censimento. «Se le autorità musulmane – osserva il presidente della Fondazione per la Ricerca sul Genocidio Milan Bulajic – avessero voluto veramente conoscere il numero delle vittime, avrebbero potuto organizzare nel 1996 un censimento della popolazione e compararlo con quello del 1991. Ma questo non è stato fatto perché, con quel censimento, il numero degli uccisi sarebbe emerso con precisione. Non è stato fatto nemmeno nel 2001, sebbene la legge stabilisca l’obbligatorietà di realizzare un censimento ogni dieci anni, perché sarebbe venuto fuori quanti serbi erano stati uccisi a Sarajevo e a Srebrenica. La Bosnia-Erzegovina è così rimasto il solo Paese nella regione a non aver provveduto a un censimento della popolazione […]. Forse non c’era l’intenzione di accertare una verità che avrebbe rivelato che un genocidio è stato perpetrato in 192 villaggi serbi della regione di Srebrenica e che il numero di serbi scomparsi o uccisi a Sarajevo era maggiore di quello dei musulmani scomparsi o uccisi a Srebrenica. Ecco perché affermo che a Srebrenica non c’è stato genocidio. Ci sono stati dei crimini di guerra da ambedue le parti». Numerosi cittadini serbi residenti nei dintorni della cittadina bosniaca denunciarono inoltre – senza ottenere la minima attenzione da parte delle autorità competenti – violenze commesse contro le loro famiglie dai guerriglieri musulmani, gettando un’ombra sulla identità dei cadaveri mostrati dai bosgnacchi. La Commissione Internazionale per le Persone Scomparse (Icmp) fondata per volontà diretta del presidente Clinton, sostenne di aver identificato, sottoponendoli alla prova del Dna, oltre 6.000 cadaveri uccisi a Srebrenica dalle forze di Mladic, ma quando il legale dell’imputato Radovan Karadžić richiese la trasmissione della documentazione relativa alle presunte identificazioni, l’Icmp oppose un secco rifiuto adducendo ragioni legate alla privacy dei (presunti) parenti delle vittime. L’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti dell’uomo Henry Wieland affermò che i suoi uomini non avevano raccolto alcuna prova in grado di accertare le presunte esecuzioni di massa a danno dei musulmani di cui erano accusati i serbi.

Molti dei corpi spacciati da Izetbegović per “vittime di Srebrenica” rappresentavano in realtà i cadaveri dei miliziani musulmani deceduti nel corso delle battaglie contro le forze serbo-bosniache di Mladic. Il paragrafo 115 del rapporto redatto da una commissione d’inchiesta delle Nazioni Unite il 15 novembre 1999 rivela inoltre l’esistenza, confermata anche dal capo della polizia di Srebrenica, di un negoziato segreto in cui Clinton pose una strage di almeno 5.000 musulmani come precondizione per l’intervento diretto della Nato contro la Repubblica Srpska. E mentre un’ondata di fuoco mediatico cominciava a bersagliare incessantemente i serbi e i loro leader politici Slobodan Milošević, Radovan Karadžić e Milan Martić, nessun resoconto giornalistico fu pubblicato per far luce sui massacri compiuti nei territori di Brantunac dai membri dell’Armata della Repubblica di Bosnia-Erzegovina comandata da Naser Orić, coadiuvata da mujaheddin musulmani provenienti dall’intera galassia islamica e assistita da agenzie private messe a disposizione di Izetbegović come la Military Professional Resources Inc. finanziata da Stati Uniti, Arabia Saudita e Malaysia. «A posteriori – osserva l’esperto analista John Schindler –, appare sorprendente che Izetbegović e la Sda siano riusciti a celare tali crimini e a dipingersi come vittime davanti all’Occidente. Come i musulmani siano riusciti a demonizzare i propri nemici e ad ottenere il sostegno dell’Occidente cristiano, ed in particolare degli Stati Uniti, nella loro guerra per l’Islam, rappresenta forse la più straordinaria e sconfortante saga della guerra civile bosniaca».

Tratto dal web


Alessandro Barbero: la storia

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Ma veramente quello che viene raramente messo in discussione, il problema più importante, è di sapere quanti fra quelli siano stati giustiziati, essendo dato che molti dei corpi ritrovati nelle sepolture sul posto sono di vittime dei combattimenti, e che una gran parte dei musulmani Bosniaci che erano scappati dalla città sono arrivati senza intoppi in territorio bosniaco musulmano. Alcuni cadaveri riesumati sono perfino dei numerosi Serbi ammazzati nel corso di razzie effettuate dai musulmani Bosniaci, mentre se ne andavano da Srebrenica nel corso degli anni che hanno preceduto il luglio 1995.

Comunque, esistono tre elementi che avrebbero dovuto sollevare dei pesanti interrogativi a proposito del massacro, a quell’epoca e ancor oggi, cosa che non è mai avvenuta.
Il primo è che il massacro ha soddisfatto molto opportunamente le necessità politiche del governo Clinton, dei musulmani Bosniaci e dei Croati.
Il secondo è che già in precedenza si era tenuto conto, prima di Srebrenica (e si è continuato a farlo anche in seguito), di una serie di pretese atrocità serbe, rivelate regolarmente nei momenti strategici in cui si preparava un intervento violento degli Stati Uniti e del blocco della NATO, e perciò vi era la necessità di un solido sostegno dell’opinione pubblica e di relazioni pubbliche, atrocità che in seguito venivano dimostrate essere mai avvenute.
Il terzo è che le prove di un tale massacro, di almeno 8.000 fra giovani e uomini adulti, sono sempre state per lo meno poco attendibili.

Alcuni personaggi autorevoli musulmano-Bosniaci hanno dichiarato che il loro presidente, Alija Izetbegovic, aveva loro comunicato che Clinton aveva avvertito che l’intervento avrebbe avuto luogo solamente nel caso in cui i Serbi avessero ammazzato a Srebrenica più di 5.000 persone. [4]  L’abbandono di Srebrenica da parte di una forza militare ben più consistente di quella degli attaccanti, e la ritirata che aveva reso vulnerabile questa forza superiore e che aveva comportato moltissime vittime in combattimento o nelle rese dei conti, avevano permesso di arrivare a quelle cifre che corrispondevano, più o meno, al criterio di Clinton.

Esistono le prove che la ritirata di Srebrenica non derivava da alcuna necessità militare, ma corrispondeva ad una decisione strategica, secondo la quale le perdite incorse erano un sacrificio obbligatorio in favore di una causa più importante. 

Le autorità Croate erano entusiaste di vedere che si svelava un massacro avvenuto a Srebrenica, poiché questo stornava l’attenzione dallo loro devastante pulizia etnica nella Bosnia occidentale, avvenuta ben prima, a spese dei Serbi e dei Musulmani di Bosnia, (pressoché completamente ignorata dai media Occidentali). [6] E questo avrebbe fornito una giustificazione per l’espulsione già pianificata di molte centinaia di migliaia di Serbi dalla regione della Krajina, in Croazia.
Questa operazione di pulizia etnica massiccia è stata condotta con l’approvazione degli Stati Uniti e il loro sostegno logistico, appena un mese dopo gli avvenimenti di Srebrenica, e ha probabilmente causato la morte di molti civili Serbi, che non avevano nulla a che vedere con le uccisioni di civili Bosniaci musulmani, avvenute in luglio nel settore di Srebrenica.

Dopo il suo esordio, il TPI è stato il braccio giuridico delle potenze della NATO che lo hanno creato, finanziato, utilizzato come strumento di polizia e di informazione, e di cui in contraccambio hanno beneficiato dei servigi che si aspettavano.[10]
Il TPI si è concentrato intensamente su Srebrenica e ha raccolto sedicenti conferme importanti, indipendenti dalla realtà del massacro, accompagnate da affermazioni di “genocidio” pianificato “utilizzabili in ambito giudiziario”.

solleviamoci.wordpress.com/2011/05/29/quale-verita-mladic-nulla-a-che-fare-con-srebrenica-srebrenica-il-dossier-nascosto/


Tokača sottolinea quanto sia importante che la società bosniaca si liberi dal mito della propria tragedia. "La Bosnia è stata vittima di un mito e di narrazioni mitiche. Se continuiamo a perpetuare il mito sulla nostra società, a giocare con i numeri delle vittime e a diffondere bugie, finiremo per riprodurre le dinamiche che sono sfociate nella guerra contro la Bosnia Erzegovina e contro la sua struttura sociale e culturale". Atlante dei crimini di guerra, pubblicato da Osservatorio Balcani e Caucaso il 3/6/2019









L' Assemblea municipale di Srebrenica ha adottato una risoluzione sulla sofferenza del popolo serbo a Srebrenica nel XX secolo e ha condannato tutti i crimini commessi in quel periodo contro i serbi e i membri di tutti i popoli dell'ex Jugoslavia. I consiglieri serbi hanno votato per quella decisione, dopo che i bosgnacchi hanno lasciato la sessione dopo un lungo dibattito, ha riferito RTRS.
L'iniziativa per l'adozione della risoluzione è stata presentata dal vicepresidente dell'Assemblea municipale, Radomir Pavlović, il quale ha affermato che il documento dovrebbe mostrare l'entità della sofferenza del popolo serbo e condannare i crimini commessi contro i serbi nel 20. secolo.
In questo modo, vogliamo dimostrare che è ingiustificato dichiarare il popolo serbo genocida dopo tante vittime e la sua lotta difensiva, libertaria ed eterna dalla parte dei vincitori contro gli invasori, ha affermato Pavlović.
Il consigliere SDS e presidente di quel partito a Srebrenica, Momcilo Cvjetinovic, ha spiegato che la Risoluzione si basa su fatti scientifici sulla sofferenza del popolo serbo di Srebrenica in tutte le guerre del XX secolo, e ha indicato come esempio che ben 70 il percento della popolazione serba di questo comune morì nella seconda guerra mondiale.
Ha sottolineato che, nonostante il fatto che più di 3.000 serbi di questa zona siano stati uccisi nell'ultima guerra, il popolo serbo sta ancora cercando di essere satanizzato e dichiarato genocida e le sue vittime di essere umiliate, il che è inaccettabile.
Si è concluso che il testo della risoluzione sia trasmesso all'Assemblea nazionale della Republika Srpska affinché prenda posizione in merito.
Il documento sarà trasmesso al Parlamento del Montenegro affinché possa conoscere la sofferenza serba a Srebrenica, con la valutazione che avrebbero dovuto farlo prima della recente adozione della Risoluzione su Srebrenica, quando hanno completamente ignorato le vittime serbe.
Tratto da Riponderare i Balcani



La Corte ha stabilito che quello che avvenne fu un genocidio ad opera di singole persone, ma che lo Stato Serbo non può essere ritenuto direttamente responsabile per genocidio e complicità per i fatti accaduti nella guerra civile in Bosnia-Erzegovina dal 1992 al 1995, fra i quali rientra la strage di Srebrenica.



sabato 26 giugno 2021

LUCI E OMBRE A SREBRENICA

 



Il GENERALE Ratko Mladic, il primo presidente della Republika Srpska, Radovan Karadzic e diversi altri ufficiali di alto rango dell'esercito della RS sono stati condannati dal Tribunale dell'Aia come "partecipanti a un'impresa criminale congiunta, che ha pianificato e commesso il genocidio contro i musulmani a Srebrenica".

A giudicare dalle reazioni pubbliche di diversi funzionari britannici negli ultimi anni, le autorità di quel paese hanno dato un contributo significativo a questo verdetto e negli ultimi due decenni hanno apertamente esercitato pressioni affinché i leader serbi fossero condannati per genocidio in una città dell'est Bosnia durante la guerra degli anni '90.

Tutto ciò potrebbe essere laconicamente attribuito alla continuità della politica londinese nei confronti dei serbi, dagli anni '90 in poi, se il governo britannico non fosse stato chiaramente informato di quanto stava accadendo a Srebrenica nei mesi estivi del 1995. Qui ricordiamo i documenti del ministero britannico della Difesa, che sono stati declassificati, che affermano che non era prevista alcuna impresa criminale congiunta o genocidio.

Questi documenti furono pubblicati sul sito web degli Archivi Nazionali della Gran Bretagna, i cui agenti dal campo di Srebrenica in quei giorni inviarono alla sede di Londra rapporti che furono raccolti in circa 200 pagine. Descrivono gli eventi che hanno preceduto gli eventi di Srebrenica e le reazioni del battaglione olandese delle Nazioni Unite dopo l'ingresso dell'esercito serbo.

I rapporti degli agenti affermano chiaramente che Pale, come chiamano le autorità della RS, non aveva intenzione di conquistare l'enclave di Srebrenica, ma che l'attacco era stato avviato dal comandante locale.

- L'attacco è stato provocato dalle forze dell'Esercito della Bosnia-Erzegovina di Srebrenica, che da tre mesi hanno costantemente attaccato posizioni e vie di rifornimento serbe, soprattutto a sud dell'enclave, per poi rifugiarsi in quella zona protetta - si afferma, tra altre cose, in questi documenti. - L'azione su Srebrenica è stata avviata dal comandante locale a causa di ciò, e l'attacco è stato effettuato con una sola compagnia e quattro carri armati. Hanno respinto le forze dell'esercito della Bosnia-Erzegovina verso Srebrenica. I serbi non avevano intenzione di entrare nell'enclave e occuparla, ma hanno deciso di farlo dopo aver affermato che la resistenza dell'esercito della Bosnia-Erzegovina era molto debole. Non pensiamo che parte del piano di Pale sia quello di invadere l'enclave.

Un altro documento sottolinea che un membro del battaglione olandese delle Nazioni Unite è stato ucciso durante l'attacco dell'esercito serbo:

 - Dopo che la NATO ha annullato gli attacchi aerei sulle posizioni serbe per paura che i serbi potessero sparare a 30 soldati olandesi presi in ostaggio, il contingente olandese si è ritirato nella sua base a Potocari. Il comando serbo a Han Pijesak ha spiegato che la cattura degli olandesi era un atto locale arbitrario e che sarebbero stati rilasciati durante il giorno.

Rapporti britannici da Srebrenica affermano che dopo l'ingresso delle truppe serbe, il generale Mladic ha minacciato di aprire il fuoco sul campo olandese, se non avessero disarmato il resto dell'esercito della Bosnia-Erzegovina che era lì. D'altra parte, gli olandesi hanno affermato che nel campo non c'erano membri armati dell'esercito della Bosnia-Erzegovina, ma circa 3.000 civili.

 - Il battaglione olandese ha fatto tutto il possibile per trovare quei 2.000 membri armati dell'esercito della Bosnia-Erzegovina, ma sono semplicemente scomparsi durante la notte, molto probabilmente in direzione di Tuzla. Secondo l'intelligence britannica, c'erano altre truppe a ovest dell'enclave.

Uno dei documenti esprime ripetutamente sospetti su tutto ciò che è accaduto intorno a Srebrenica e si chiede perché le forze dell'esercito della Bosnia-Erzegovina abbiano offerto una debole resistenza.

L'analista politico Dragomir Andjelkovic spiega che l'Occidente ha ignorato le prove e gli eventi reali di Srebrenica in tutti questi anni, perché avevano bisogno di una scusa per l'aggressione contro la Republika Srpska e l'RSK:

 - L'obiettivo era quello di satanizzare i serbi con presunte prove e presentarli come criminali, in modo che giustificassero l'aiuto alle autorità croate nella "Tempesta", e poi negli attacchi e nei bombardamenti della RS. È tutta una grande truffa e bugia che non si arrenderanno mai, perché poi si esporrebbero. Sanno che alcuni servizi occidentali sono stati direttamente coinvolti nei crimini di Srebrenica. Nascondono tutto questo e falsificano i fatti per proteggersi.

SRBI NISU POČINILI GENOCID U SREBRENICI


La disinformazione strategica su Srebrenica

Confessione sensazionale di Ibran Mustafic

Assolto Donatello Poggi

I vincitori del concorso "G. Torre" edizione 2020

PRIMA DI AIDA 

Srebrenica città tradita

Srebrenica. Le contraddizioni di un genocidio sancito a priori.

La figlia

Mi chiamo Jasmina signori e vengo dalla Jugoslavia

Un po' di ingiustizia .. tralalà....

Il parere di Andrea Martocchia

Srebrenica esce fuori la verità

Caos pianificato 

La verità su Srebrenica

Srebrenica, le contraddizioni di un genocidio sancito a priori 

La vera storia dietro Srebrenica

Izveštaj konačan – nije genocid


Per essere realistici, in quanto a Srebrenica, si dovrebbe parlare delle incursioni del criminale di guerra Naser Oric (bosniaco) che rase al suolo, nei mesi precedenti alla strage compiuta dai serbo bosniaci, 156 villaggi serbi uccidendo 3.283 civili (serbi); si dovrebbe parlare di come la zona dichiarata "protetta" dall'ONU fosse tutt'altro che smilitarizzata (migliaia di combattenti mujaheddin ben armati); si dovrebbero prendere ripetizioni di aritmetica, dato che gli 8.372 morti non tornano se si considera che ad inizio agosto 1995, l'OMS ed il governo bosniaco registrarono 35.632 cittadini, se si sommano i 2.000 combattenti musulmani morti, i 2.000 musulmani che hanno precedentemente guadagnato le linee "amiche" e gli oltre 8.000 trucidati, si arriva a circa 47.000.
Peccato che Srebrenica ne contasse, secondo il giudice del TPI Patricia Wald, 37.000.
Molte altre sarebbero le questioni, per così dire, poco chiare.

Consigliamo pertanto le seguenti letture:

- Il Corridoio: viaggio nella Jugoslavia in guerra - di J. Toschi Marazzani Visconti, La città del Sole, 2005;
- Srebrenica. Come sono andate veramente le cose - di Alexander Dorin e Zoran Jovanovic, Zambon, 2013;
- Il dossier nascosto del "genocidio" di Srebrenica - di Ivana Kerecki, La città del Sole, 2007;
- Imputato Milosevic. Il processo ai vinti e l'etica della guerra - di Massimo Nava, Fazi, 2002;
- In difesa della Jugoslavia. Il j'accuse di Slobodan Milosevic di fronte al "tribunale ad hoc" dell'Aja, Zambon, 2005;
- Imputato Milosevic. Il processo ai vinti e l'etica della guerra - di Massimo Nava, Fazi, 2002;
- In difesa della Jugoslavia. Il j'accuse di Slobodan Milosevic di fronte al "tribunale ad hoc" dell'Aja, Zambon, 2005;
- Uomini e non uomini. La guerra in Bosnia-Erzegovina nella testimonianza di un ufficiale jugoslavo - di Goran Jelesic, Zambon, 2013


La Corte ha stabilito che quello che avvenne fu un genocidio ad opera di singole persone, ma che lo Stato Serbo non può essere ritenuto direttamente responsabile per genocidio e complicità per i fatti accaduti nella guerra civile in Bosnia-Erzegovina dal 1992 al 1995, fra i quali rientra la strage di Srebrenica.



venerdì 20 novembre 2020

PRIMA DI AIDA






Con l'uscita del film "Quo vadis, Aida" assistiamo all'ennesima storia della guerra raccontata a metà. Per carità, nessuno nega questi fatti, ma sarebbe interessante raccontare cosa hanno fatto prima le truppe musulmane in quell'aera. Parliamo di donne e bambini uccisi a tavola il giorno di Natale.

Nessuno poi si spiega perchè Jasenovac con 700.000 serbi uccisi senza contare i rom e gli ebrei non è genocidio e Srebrenica si 

Srebrenica: l'Olanda risarcisce i militari che si ritirarono davanti a Ratko Mladić


 Tokača sottolinea quanto sia importante che la società bosniaca si liberi dal mito della propria tragedia. "La Bosnia è stata vittima di un mito e di narrazioni mitiche. Se continuiamo a perpetuare il mito sulla nostra società, a giocare con i numeri delle vittime e a diffondere bugie, finiremo per riprodurre le dinamiche che sono sfociate nella guerra contro la Bosnia Erzegovina e contro la sua struttura sociale e culturale". Atlante dei crimini di guerra. Osservatorio Balcani e Caucaso. 03/06/2019


La disinformazione strategica su Srebrenica

Assoluzioni all'Aja

Bosnia. Kravica una strage impunita

5 Luglio 1992

Assolto Donatello Poggi

Srebrenica, città tradita

Confessione sensazionale di Ibran Mustafic

Dorin. Come sono andate veramente le cose

Domande frequenti su Srebrenica

Vucic preso a sassate a Srebrenica

Replica al comunicato del presidente A.N.P.I. su Srebrenica

Srebrenica. Le contraddizioni di un genocidio sancito a priori.


Nessuno si ricorda dei serbi di Kraijna e Slavonia, delle vittime civili serbe di Srebrenica. Nessuno si ricorda di Fikret Abdic, che ha combattuto con le sue forze musulmane nella Zapadna Bosna a fianco dell’Armata Jugoslava contro i secessionisti di Izetbegovic. Chi, oggi, difende i serbi che tentano disperatamente di sopravvivere nelle enclavi kosovare dopo la pulizia etnica subita dai criminali dell’UCK, pupilli ed alleati della Nato? Nei Balcani si è definito l’obiettivo politico dell’Unione Europea imperialista e subalterna agli Usa, forte con i deboli e debole con i forti. Un’Europa che ha fatto la scelta strategica di sostenere a piene mani le forze e le istanze più reazionarie.

Il parere di Enrico Vigna


Confessione sensazionale di Ibran Mustafic, veterano di guerra e politico bosniaco musulmano : abbiamo ucciso la nostra gente a Srebrenica . Almeno 1.000 musulmani bosniaci di Srebrenica sono stati uccisi dai loro connazionali durante la fuga a Tuzla nel luglio 1995, perché c'erano liste di coloro a cui "deve essere impedito di raggiungere la libertà, a qualsiasi costo", ha detto uno dei fondatori della SDA a Srebrenica, Ibran Mustafic.

Confessione sensazionale di Ibran Mustafic


Per essere realistici, in quanto a Srebrenica, si dovrebbe parlare delle incursioni del criminale di guerra Naser Oric (bosniaco) che rase al suolo, nei mesi precedenti alla strage compiuta dai serbo bosniaci, 156 villaggi serbi uccidendo 3.283 civili (serbi); si dovrebbe parlare di come la zona dichiarata "protetta" dall'ONU fosse tutt'altro che smilitarizzata (migliaia di combattenti mujaheddin ben armati); si dovrebbero prendere ripetizioni di aritmetica, dato che gli 8.372 morti non tornano se si considera che ad inizio agosto 1995, l'OMS ed il governo bosniaco registrarono 35.632 cittadini, se si sommano i 2.000 combattenti musulmani morti, i 2.000 musulmani che hanno precedentemente guadagnato le linee "amiche" e gli oltre 8.000 trucidati, si arriva a circa 47.000.
Peccato che Srebrenica ne contasse, secondo il giudice del TPI Patricia Wald, 37.000.
Molte altre sarebbero le questioni, per così dire, poco chiare.

Consiglio pertanto le seguenti letture:
- Il Corridoio: viaggio nella Jugoslavia in guerra - di J. Toschi Marazzani Visconti, La città del Sole, 2005;
- Srebrenica. Come sono andate veramente le cose - di Alexander Dorin e Zoran Jovanovic, Zambon, 2013;
- Il dossier nascosto del "genocidio" di Srebrenica - di Ivana Kerecki, La città del Sole, 2007;
- Imputato Milosevic. Il processo ai vinti e l'etica della guerra - di Massimo Nava, Fazi, 2002;
- In difesa della Jugoslavia. Il j'accuse di Slobodan Milosevic di fronte al "tribunale ad hoc" dell'Aja, Zambon, 2005;
- Imputato Milosevic. Il processo ai vinti e l'etica della guerra - di Massimo Nava, Fazi, 2002;
- In difesa della Jugoslavia. Il j'accuse di Slobodan Milosevic di fronte al "tribunale ad hoc" dell'Aja, Zambon, 2005;
- Uomini e non uomini. La guerra in Bosnia-Erzegovina nella testimonianza di un ufficiale jugoslavo - di Goran Jelesic, Zambon, 2013


mercoledì 23 giugno 2021

Srebrenica, le contraddizioni di un genocidio sancito a priori.



 

 J. Toschi Marazzani Visconti (ex collaboratrice di Limes e Il Manifesto)

Il Parlamento europeo ha stabilito che l’11 luglio sia il giorno dedicato al genocidio di Srebrenica. In pratica ha proclamato un dogma: si deve credere che i Serbi sono colpevoli dello sterminio della popolazione musulmana della città senza possibilità di dubbio, obbiezioni o di ulteriore indagine.
Effettivamente gli avvenimenti che si sono svolti fra il 10 e il 19 luglio 1995 sono oscuri ed oscurati, per quindici giorni dopo la presa della città da parte serba non sono state compiute investigazioni accurate, mentre già il governo di Sarajevo aveva denunciato all’opinione pubblica internazionale un eccidio di proporzioni inaudite senza che questo potesse essere constatato in maniera obiettiva e sollecitando un vero cataclisma emozionale sui Media. Secondo il governo musulmano 8000 uomini sarebbero stati fucilati dai Serbi.
............ Queste città protette erano ben lungi da essere città demilitarizzate al contrario erano sede di comandi delle Legioni Musulmane. In particolare a Srebrenica era di stanza la 28° Legione Musulmana, forte di 5500 uomini, al comando di Naser Oric. Questo militare aveva fatto parte delle guardie del corpo di Slobodan Milosevic ed era stato licenziato perché accusato di furto, in seguito a questa accusa era rientrato in Bosnia dove gli era stato affidato il comando della 28° legione.
Non c’è voluto molto tempo ai Musulmani bosniaci per comprendere che l’ONU non era in condizione di mantenere la sua promessa di “proteggere” Srebrenica. Con un certo aiuto esterno, hanno incominciato ad infiltrare migliaia di combattenti e armi nella zona protetta. Man mano che i combattenti musulmani erano meglio equipaggiati e allenati, si sono messi ad uscire da Srebrenica per rivitagliarsi, a incendiare i villaggi serbi e ad ucciderne gli occupanti prima di riguadagnare rapidamente la sicurezza della zona protetta dall’ONU. Questi attacchi hanno raggiunto l’apice nel 1994 e sono continuati fino all’inizio del 1995, dopo che la compagnia canadese di fanteria è stata rimpiazzata da un contingente olandese più importante. I Serbi bosniaci avevano forse armamenti più pesanti, ma i Musulmani bosniaci erano loro pari per la potenza della fanteria, indispensabile sul terreno aspro intorno a Srebrenica. Quando si è sciolta la neve nella primavera del 1995, è diventato evidente per Naser Oric, l’uomo che comandava i combattenti musulmani bosniaci, che l’esercito serbo bosniaco avrebbe assalito Srebrenica per far cessare gli attacchi ai villaggi serbi.............
Dal 1992 al 1995 nel corso di sanguinosi raid Naser Oric aveva comandato l’eccidio di almeno 3500 civili serbi che abitavano i villaggi e le campagne della regione fino alla cittadina di Bratunac ed oltre. Va detto che solo la città di Srebrenica era una zona protetta, non la regione di Srebrenica che comprendeva la città stessa e le cittadine di Bratunac, Skelane e Milici.
........... Queste fosse comuni sono riempite da un numero limitato di corpi delle due parti e sono il risultato di furiosi combattimenti e non di un piano premeditato di genocidio, come quello perpetrato sulle popolazioni serbe della Krajina durante l’estate 1995, quando l’esercito croato si è abbandonato a stragi massicce di tutti i Serbi che vi si trovavano. In quella occasione (la presa della Krajina), i Media hanno osservato un silenzio totale, sebbene il genocidio sia durato tre mesi. L’obbiettivo a Srebrenica era una pulizia etnica e non un genocidio, a differenza di quanto si è prodotto in Krajina, dove l’esercito croato ha decimato i villaggi malgrado non vi fosse alcuna resistenza militare.
Il governo di Sarajevo aveva affermato che gli scomparsi erano da 7000 a 8000, il numero dei corpi esumati nella zona dal Tribunale dell’Aja è stato di 2028, molti di loro risultavano essere morti in precedenza.
Dei 7500 cadaveri assemblati a Tuzla, solo 2079 sono stati identificati dalla Commissione Internazionale per le Persone Scomparse e il tentativo di impiegare il DNA per associarli a Srebrenica è fallito.
Nel maggio del 1996 mi trovavo in Bosnia, partita dalla Drina non lontano da Milici, ero sulla strada per Pale. Il mio autista era molto nervoso, mi aveva spiegato che quella mattina un gruppo di Musulmani aveva massacrato tre Serbi in quella zona ed era possibile li incrociassimo. Fortunatamente la IFOR statunitense aveva fermato un gruppo di Musulmani, trovati in possesso di armi, e secondo gli accordi internazionali li aveva consegnati alla polizia di Pale. Pur sospettando che i dieci uomini fossero gli autori dell’eccidio, mancando prove evidenti, i Serbi li schedarono e rilasciarono. Appartenevano tutti ad un gruppo terrorista chiamato Laste, otto di loro risultavano sulla lista degli scomparsi di Srebrenica depositata dalla Croce Rossa Internazionale.









La Corte ha stabilito che quello che avvenne fu un genocidio ad opera di singole persone, ma che lo Stato Serbo non può essere ritenuto direttamente responsabile per genocidio e complicità per i fatti accaduti nella guerra civile in Bosnia-Erzegovina dal 1992 al 1995, fra i quali rientra la strage di Srebrenica.

giovedì 4 settembre 2025

LA VERSIONE SERBA SU SREBRENICA

 Facendoci prestare il profilo FB da amici perchè OBC ci ha bannati, veniamo a conoscenza tramite un commento, della versione serba su Srebrenica 

Prego i soliti serbofobici di non scatenarsi.. è la versione serba, non la nostra 






La versione serba del massacro di Srebrenica (luglio 1995), pur non univoca, si articola su alcuni punti fondamentali, molto diversi dalla narrazione ufficiale occidentale e dal verdetto dei tribunali internazionali. Ecco i cardini principali:

1. Contestazione del termine “genocidio”
I serbi (in particolare autorità della Republika Srpska, storici e intellettuali vicini alla loro posizione) negano che a Srebrenica sia avvenuto un genocidio, nel senso giuridico del termine.
Argomentano che:
• non vi fu intenzione di sterminare un gruppo etnico in quanto tale, ma una azione militare contro combattenti.
• donne, bambini e anziani furono risparmiati e lasciati passare verso le linee ONU o bosgnacche.
• la maggior parte delle vittime erano maschi in età militare, alcuni dei quali armati o in fuga combattendo.

 2. Reazione a crimini precedenti
Srebrenica, dichiarata “zona protetta ONU”, era secondo la versione serba una base operativa per attacchi dell’Armija BiH (forze bosgnacche) guidate da Naser Orić, che da lì lanciavano incursioni nei villaggi serbo-bosniaci circostanti (come Kravica e Bratunac), uccidendo civili.
Si sostiene che:
• Tra il 1992 e il 1995, centinaia di civili serbi furono massacrati nelle aree attorno a Srebrenica, ma questi crimini non furono mai giudicati seriamente dalla comunità internazionale.
• L’attacco su Srebrenica sarebbe stato una rappresaglia militare, non un’azione genocida.

3. Numero delle vittime contestato
La cifra ufficiale delle vittime bosgnacche è circa 8.000, secondo l’ICTY.
I serbi non negano che ci siano stati uccisi e crimini, ma contestano:
• il numero (secondo alcuni storici serbi, migliaia di morti furono in combattimento, non giustiziati),
• la metodologia di stima dei corpi (esumazioni, identificazioni genetiche, riesumazioni multiple).

4. Accusa di strumentalizzazione geopolitica
Secondo molti serbi, Srebrenica è stata trasformata in un simbolo manipolato per:
• demonizzare i serbi nella guerra civile jugoslava,
• giustificare l’intervento NATO,
• assolvere le responsabilità dell’altra parte (musulmani e croati),
• legittimare un ordine post-bellico imposto dall’Occidente.

5. Critica al Tribunale dell’Aja (ICTY)
I serbi considerano l’ICTY un tribunale politicizzato, istituito per colpire i serbi e riscrivere la narrazione storica.
Citano come esempio:
• la disparità delle condanne tra serbi e croati/bosgnacchi,
• la mancata incriminazione di Naser Orić per i crimini contro i civili serbi,
• il trattamento riservato ai serbi come “unici colpevoli della guerra”.

In sintesi:
Per la narrazione ufficiale occidentale, Srebrenica è un genocidio pianificato dai serbo-bosniaci, sotto la guida di Ratko Mladić.
Per la versione serba, fu una strage brutale ma contestualizzata in un conflitto etnico cruento, non genocidio, e frutto anche di reazioni ai crimini subiti.
Non negano che ci siano state esecuzioni, ma le ridimensionano, le relativizzano o le presentano come parte della guerra — in contrasto con la visione moralmente assolutista e selettiva dell’Occidente.






In effetti anche per Elvira Mujcic, Oric' non è stato assolto perchè innocente, ma perchè lo dovevano alle madri di Srebrenica 


Tokača sottolinea quanto sia importante che la società bosniaca si liberi dal mito della propria tragedia. "La Bosnia è stata vittima di un mito e di narrazioni mitiche. Se continuiamo a perpetuare il mito sulla nostra società, a giocare con i numeri delle vittime e a diffondere bugie, finiremo per riprodurre le dinamiche che sono sfociate nella guerra contro la Bosnia Erzegovina e contro la sua struttura sociale e culturale". Atlante dei crimini di guerra, pubblicato da Osservatorio Balcani e Caucaso il 3/6/2019



Sull'argomento si veda il sito di Jugo coord segreteria onlus che ha fatto tanti post 




La NATO in Jugoslavia. Dalla guerra al colpo di stato

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