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venerdì 29 luglio 2022

Chiunque difende gli ustascia croati ha perso la sua dignità

 



Ombre su Jasenovac

Dubravka Ugrešić: una Croazia sul modello fascista

Jasenovac: la grave assenza

Il gusto dei croati per il fascismo

CROAZIA: “Per la patria, pronti!” Chi sono i nuovi ustascia?

Fiume: un'altra guerra

Croazia, la zavorra del passato ustascia

Non dire "gatto" se non ce l'hai nel sacco

Il governo croato è ogni giorno più squallido

Jasenovac, the forgotten extermination camp of the Balkans

Jasenovac: se si mascherano gli orrori

Jasenovac: an ignored extermination camp.

Giacomo Scotti: la morte viene dalla Croazia

Lettera di protesta all'ambasciatore italiano in Croazia

Censurata Dara di Jasenovac

Genocidio in Croazia

Ustascia e la Croazia di Ante Pavelic

Leggiamo dei brani dal libro di Bruno Maran. B

I fascisti croati minacciano di morte lo scrittore Giacomo Scotti

JASENOVAC omelia di un silenzio

L’arcivescovo del genocidio

Magnum Crimen

Grave situazione in Croazia

Jasenovac in Balkan crew

Non dire "gatto" se non ce l'hai nel sacco

Quando volevano dividersi la Bosnia


10 dicembre 1999: muore a Zagabria Franjo Tuđman. Figura controversa nello scacchiere balcanico di lui possiamo sicuramente dire che è stato:
- un criminale di guerra come sentenziato dall'ICTY;
- un pericoloso filo-nazista alla ricerca della costituzione di uno stato croato puramente etnico;
- un nostalgico del NDH, lo stato indipendente croato fantoccio della Germania nazista ed unico momento storico nel quale ci si accorse della loro esistenza, dal quale riprese simbologie, inni e moneta;
un antisemita, famosa la sua frase "che per fortuna nè lui nè sua moglie erano ebrei" o come nel suo libro Bespuća povijesne zbiljnosti dove scrisse che "gli ebrei avevano ricoperto una posizione privilegiata a Jasenovac e in realtà tenevano nelle loro mani la gestione dei detenuti del campo fino al 1944";
- un minimalista dell'Olocausto, sempre nel suddetto libro scrisse che "il numero di morti ebraici durante la Seconda Guerra Mondiale era più vicino al milione rispetto al numero più citato di 6 milioni.";
- un dittatore, il suo mandato come presidente è stato criticato come autoritario dalla maggior parte degli osservatori che osservarono che "tra sano nazionalismo e sciovinismo, scelse lo sciovinismo; tra economia di libero mercato e clientelismo, scelse quest'ultimo. Invece del culto della libertà, scelse il culto dello stato. Tra modernità e apertura al mondo, ha scelto il tradizionalismo; una scelta fatale per un piccolo Stato come la Croazia che ha bisogno di aprire per il bene dello sviluppo";
- un pregiudicato, essendo stato arrestato 3 volte durante la sua vita;
- un plagiatore, nel dicembre 1966, Ljubo Boban accusò Tuđman di plagio, affermando che Tuđman aveva compilato quattro quinti della sua tesi di dottorato, "La creazione della Jugoslavia socialista", dal lavoro di Boban. Boban ha offerto prove conclusive alla sua affermazione da articoli pubblicati in precedenza sulla rivista Forum e il resto dalla tesi di Boban. Tuđman fu poi espulso dall'Istituto e costretto a ritirarsi nel 1967.
- un doppiogiochista, marzo 1991 accordo di Karadjordjevo con Slobodan Milosevic per la spartizione della Bosnia Erzegovina tra Serbia e Croazia - dopo appena un anno le forze croate e musulmane si alleano in chiave anti-Serba - nel giugno dello stesso anno le forze croate rompono l'alleanza e attaccano la Bosnia creando la fallimentare Herceg-Bosnia e poi ancora anche dopo gli accordi Dayton del 1995 Tuđman cercò un accordo con Karadžić per una spartizione di "influenze" in Bosnia Erzegovina.
È stato questo personaggio qua.




Le azioni criminali perpetrate dall'esercito e dalla polizia croata nel 1995 (operazioni flash, oluja, phoenix, mistral I) hanno avuto come risultato l'eliminazione e l'esodo della quasi totalità della popolazione secolare Serba nelle regioni di Kordun, Lika, Dalmazia, Banija e Slavonia.
Oltre 250.000 Serbi furono cacciati dalle regioni sopra citate (in seguito verranno cacciati anche da Sarajevo e Kosovo) in una evidente operazione di Pulizia Etnica come si può ben notare dalle cartine sottostanti

Tratto da Riponderare i Balcani






12 giugno 2015: si gioca nello stadio dell'Hajduk a Spalato la partita tra Croazia e Italia per le qualificazioni a Euro 2016. La partita terminerà con il risultato di 1-1 ma verrà ricordata per un altro motivo. La gara è stata giocata a porte chiuse per le intemperanze razziste dei tifosi croati nel corso della precedente gara contro la Norvegia, ma a quanto pare il provvedimento dell'Uefa non è bastato. "La svastica è stata disegnata 24-48 ore fa con vernice ritardata: per questo non siamo potuti intervenire - affermò l'allora portavoce della federazione croata Bacek -, è comparsa tardi. Ora speriamo che la polizia arresti questi criminali". L'UEFA condannò per "comportamento razzista" la Croazia con 100.000 Euro di sanzione, altre due partite senza tifosi e un punto di penalizzazione (quando il regolamento ne prevedeva da 3 a 6) nella classifica del girone di cui faceva parte. Al contrario a tutt'oggi la polizia croata non è stata capace di arrestare nessuno dei colpevoli di quella vergogna in mondovisione. Non cambiano mai sin dal 1941.





A partire dal 2020 c'è stato un picco di violenza nazionalista e crimini d'odio in Croazia. Un anno prima, un rapporto della Commissione europea avvertiva che "l'incitamento all'odio razzista e intollerante nel discorso pubblico si sta intensificando" nel paese, con i principali obiettivi "serbi, persone LGBT e rom". Il rapporto ha aggiunto che la risposta delle autorità croate a questa preoccupante tendenza è stata debole. I tentativi degli ultimi anni di politici di spicco di cancellare i crimini di guerra della Croazia dalla memoria del pubblico e glorificare i brutali criminali di guerra come eroi nazionali contribuiscono direttamente all'ascesa di idee e narrazioni di estrema destra in Croazia. Questo pericoloso revisionismo storico non si limita agli eventi che hanno avuto luogo durante le relativamente recenti guerre jugoslave. In Croazia, anche elementi di estrema destra stanno tentando di rivedere la storia della Seconda Guerra Mondiale. Gli Ustasa, il partito fascista che creò lo Stato Indipendente di Croazia allineato ai nazisti tra il 1941 e il 1945, uccisero centinaia di migliaia di serbi, ebrei e rom durante la Seconda Guerra Mondiale. Gli Ustasa hanno anche supervisionato il famigerato campo di concentramento di Jasenovac dove sono state uccise tra le 770.000 e le 990.000 persone.
Il mondo ricorda gli Ustasa come un'organizzazione "terroristica" ultranazionalista, violenta e razzista che rappresenta un'epoca oscura nella storia europea. Nella Croazia moderna, tuttavia, la brutalità delle azioni del regime ustascia è stata a volte minimizzata dai media e dai politici di spicco, e il partito filo-nazista è presentato da molti come un simbolo di forza e orgoglio nazionale.
Il saluto nazista croato, "Pronto per la Patria" (Za Dom Spremni) è ancora apertamente largamente usato in Croazia. Anche la negazione dell'Olocausto, che va di pari passo con la sanificazione dei crimini degli Ustasa contro gli ebrei croati, sembra essere diventata più ammissibile nel paese.
Non solo condonando, ma anche lodando i crimini commessi dalle forze croate contro altri gruppi etnici, le élite all'interno del paese stanno creando un ambiente in cui più persone si sentono a proprio agio nell'esprimere opinioni xenofobe, razziste e odiose. Oggi la Croazia è un crogiolo di iper-nazionalismo. La maggior parte delle élite politiche del paese non solo non sono riuscite a condannare le opinioni di estrema destra, ma hanno anche creato un ambiente in cui gli attivisti di estrema destra si sentono autorizzati a diffondere le loro idee divisive e pericolose.
Per lasciarsi alle spalle la politica dell'odio, si consiglia alla Croazia di rinunciare urgentemente ai criminali di guerra e porre fine all'ascesa della nostalgia fascista. Deve inoltre agire immediatamente per contrastare la normalizzazione e accettazione delle opinioni razziste e xenofobe tra la popolazione.



Una alta corte croata ha dichiarato legittimo e ammissibile il detto "Per la patria pronti", una sorta di versione croata di Heil Hitler, nelle canzoni del controverso cantante Marko Perkovic Thompson, considerato in Croazia un'icona della destra nazionalista. La decisione, presa con una maggioranza di 15 contro 5 giudici del Tribunale d'appello per le infrazioni, ammette l'uso di questo saluto se riferito alla guerra per l'indipendenza della Croazia, combattuta dal 1991 al 1995 contro le forze serbe comandate da Belgrado. La canzone per la quale contro il cantante è stata sporta denuncia molte volte e che inizia con il grido "Za dom spremni” (Per la patria pronti) è stata composta nel 1991 e canta dei soldati croati che combatterono contro i ribelli serbi nell'entroterra della Dalmazia. Tale detto però fu dal 1941 al 1945 il saluto ufficiale dagli ustascia croati, alleati di Hitler e Mussolini, responsabili della morte di centinaia di migliaia di serbi ed ebrei. Nel 1991 alcune formazioni paramilitari croate si ispirarono a questo movimento fascista croato e andarono in guerra come volontari sotto il saluto "Per la patria pronti". Nel 1992 queste formazioni furono integrate nell'esercito regolare croato e formalmente furono obbligate a rinunciare al saluto ustascia. E' la prima volta che un tribunale croato ha ammesso, anche se in circostanze speciali, l'uso del controverso saluto. La Corte Costituzionale ha in passato dichiarato inammissibile l'uso di "Za dom spremni” in qualsiasi contesto, considerandolo un chiaro riferimento agli ustascia e una forma di incitamento al fascismo e all'odio etnico. (ANSAmed)






In quei territori, come ha scritto Scotti nel suo libro Croazia, operazione Tempesta, (pubblicato a Roma nel 1996 dalla Gamberetti Editrice con prefazione di chi scrive), «fu cacciata quasi interamente la popolazione serba che vi abitava da secoli, fu attuata una radicale e sanguinosa pulizia etnica in Croazia». A sedici anni di distanza i seguaci di estrema destra della lista croata chiedono vendetta ovvero l’«eliminazione» di Giacomo Scotti. Come se non bastassero le minacce, quelli del Hrvatski List sono intervenuti anche sulle pagine croate di Wikipedia inserendo una nuova pagina di calunnie e di vergognose accuse contro lo scrittore italiano per il quale l’espressione meno oltraggiosa usata è quella di «omiciattolo». Ne è stata pertanto modificata e falsificata la biografia e presentato con questi attributi: fascista, comunista, fascista rosso, esponente dell’irredentismo italiano, traditore della Croazia. Con una interpellanza al comune di Fiume-Rjeka, che nel 2008 assegnò a Scotti il premio Città di Fiume per l’opera omnia in letteratura e per avere conseguito all’amicizia tra i popoli delle due sponde dell’Adriatico, l’esponente dei «difensori della patria» Cedo Butkovic ha chiesto l’annullamento di quel riconoscimento dato «al peggiore nemico della Croazia».

I fascisti croati minacciano di morte lo scrittore Giacomo Scotti


Giornalista, scrittore, poeta, l'intellettuale di frontiera con doppia cittadinanza italo-croata, Giacomo Scotti vive sotto minaccia di morte. Il giornale on-line dell'estrema destra neoustascia croata, Hrvatski List, ha pubblicato a fine dicembre un articolo del periodico zagabrese Hrvatsko Slavo in cui si accusa Giacomo Scotti, insieme ad altri – tra cui l'ex capo di Stato Stipe Mesic e l'attuale presidente Ivo Josipovic – di essere filo comunista e nemico dei croati. «Finalmente - scrive l'autore del testo di minacce, Josko Celan - gli ultimi generali croati accusati di crimini nella Krajina sono stati liberati e sono tornati a casa. Ora devono pagare coloro i quali li hanno accusati, è giunta l'ora di punire i nemici della Croazia».

Il giornalista e scrittore Giacomo Scotti minacciato di morte


Giacomo Scotti è uno scrittore italiano che dal 1947 vive tra Trieste, l’Istria e Fiume. Eppure adesso ha paura ad uscire di casa, perché c’è chi in Croazia lo vuole morto. «Già a Zagabria o a Spalato non posso mettere piede – ci racconta – perché, se mi riconoscono, mi fanno fuori». Infatti, tra i nemici dei neo-ustascia, estrema destra croata, prima di Stipe Mesić, l’ex capo dello Stato, e di Ivo Josipoić, attuale presidente, tutti definiti “filocomunisti”, viene Giacomo Scotti, che adesso ha 85 anni e alle spalle più di cento pubblicazioni, tra narrativa, saggistica e poesia.

GIACOMO SCOTTI, LA MORTE VIEN DALLA CROAZIA


Ci risiamo. Lo scrittore e intellettuale di frontiera Giacomo Scotti è di nuovo minacciato di morte. Drammatica la sua mail al nostro giornale: «La mia vita è in pericolo - scrive - il sito internet dell'estrema destra neoustascia croata-il hkv hr/hrvatski ha diffuso il 24 dicembre un articolo del periodico zagabrese Hrvatsko Slovo (Verbum Croaticum) nel quale vengo seppellito sotto una valanga di odio e mi si minaccia di "eliminazione"». La "colpa" di Scotti risale addirittura al 1996 quando pubblicò a Roma il libro-diario "Croazia-Operazione tempesta" in cui denunciò i crimini compiuti nella Krajina dall'esercito croato di Tudjman quali uccisioni di persone anziane e incendi di case abitate dai serbi, il tutto all'indomani della cosiddetta liberazione di quella regione abitata dai serbi. «Finalmente - scrive l'autore del testo di minacce, Josko Celan - gli ultimi generali croati accusati di crimini nella Krajina sono stati liberati e sono tornati a casa (i generali Ante Gotovina e Mladen Marka› ndr.). Ora devono pagare coloro i quali li hanno accusati, è giunta l'ora di punire i nemici della Croazia». Segue un elenco di nomi tra cui quello di Giacomo Scotti definito come «un traditore dei croati» e «un bastardo italo-serbo». Scotti è comunque in "buona" compagnia visto che nell'elenco dei punibili ci sono anche l'ex capo dello Stato croato Stipe Mesi„ e l'attuale presidente Ivo Josipovi„, entrambi definiti «filocomunisti»

Denunciò i crimini croati, teme per la vita


La campagna neofascista contro di lui, cominciata alla fine dell’anno appena trascorso, fatta «scoppiare» alla vigilia di Natale con il coinvolgimento dei vertici della città di Fiume-Rjeka, continua e si intensifica in queste prime settimane dell’anno nella forma di una vera e propria battuta di caccia intrapresa dagli estremisti del nazionalismo croato. Sul portale on-line del Hrvatski List, settimanale di estrema destra, si va allungando l’elenco di coloro, per lo più celati sotto pseudonimi o cosiddetti nomi di battaglia, che additano in Scotti «il più grande nemico della Croazia al di qua e al di là del fiume Drjina», chiedendo la sua lustracija, sostantivo che vuole dire, letteralmente, epurazione, eliminazione, liquidazione, annullamento. 

I fascisti croati minacciano di morte lo scrittore Giacomo Scotti


Secondo quanto riportato da il Piccolo di Trieste, infatti, il gruppo dell’estrema destra croata Hkv hr/hrvatski ha pubblicato sul suo sito internet un articolo in cui si accusa, tra gli altri, lo scrittore italo-istriano Giacomo Scotti di essere filo-comunista e nemico dei croati. L’articolo, apparso sul periodico zagabrese Hrvatsko Slovo il 27 dicembre scorso, elencava una lista di nemici della Croazia colpevoli di aver parlato di pulizia etnica dei serbi da parte dell’esercito croato durante l’invasione della Krajina, regione che da quasi quattro secoli era abitata da una popolazione di circa 300.000 serbi. Il reato di Scotti consisterebbe nell’aver fornito nel suo libro Croazia. Operazione Tempesta, pubblicato nel 1996, una dettagliata descrizione dei crimini compiuti dall’esercito croato di Tudjman guidato dai generali Ante Gotovina e Mladen Markacrecentemente assolti dopo la condanna per crimini di guerra dal Tribunale Penale Internazionale per l’ex Jugoslavia. Scotti racconta come durante l’operazione Tempesta i civili serbi vennero costretti alla fuga, le loro auto e il loro bestiame vennero rubati, le case saccheggiate e occupate da ufficiali dell’esercito croato. Una ricostruzione storica non accettata dai neo-ustascia, che vedono in Gotovina e Markac non solo degli eroi nazionali, ma dei veri e propri salvatori della patria.

Tensioni mai sopite tra Croazia e Italia. Giacomo Scotti minacciato dai neo-ustascia

La pulizia etnica dei serbi sostenuta dagli Stati Uniti


martedì 27 luglio 2021

Rapporto della Commissione Greif su "Srebrenica"

 


Se si creasse la Commissione per la verità e giustizia le cose assumerebbero un’altra dimensione. Se il riconoscimento del genocidio, che alcuni sostengono sia stato altri no, avesse come obbiettivo la riconciliazione, avrebbe un significato. Se invece l'obbiettivo è l'annullamento della RS, degli Accordi di Dayton e la richiesta di risarcimento, è tutt'altra questione.

Se leggi attentamente oltre almeno 80.000 nomi e cognomi di Jasenovac, di cui 20.000 solo bambini, ci vogliono giorni e giorni e giorni di lettura e di conta. E si, la tua anima va in crash, non solo il cervello. Perché, le vittime devono essere riconosciute, tutte. La Croazia oggi giorno nega che ci sia stato il genocidio dei serbi, anche se al Centro memoriale non lontano da Zagabria, sono riconosciute oltre 80.000 vittime, con nome e cognome. Qualcuno parla di 100.000, qualcuno di 600.000, Tuđman di 2.000!. Riconosciute oltre 80.000 persone. La Croazia non ha mai risarcito le vittime serbe, non esistevano le Madri di Jasenovac (ne Jadovno ne Pag ne altri luoghi dell'orrore), ne esistono i riconoscimenti delle vittime di Orić, anzi, le Madri di Srebrenica gli baciano le mani.

Non puó una legge sul genocidio di un solo popolo, in Bosnia, negare il genocidio mai elaborato, mai riconosciuto universalmente, anzi, scientificamente nascosto e tuttora taciuto, essere imposta ai serbi da un colonizzatore austriaco o tedesco o dal Padre eterno in persona.

Sciogliessero allora il parlamento e facessero tutto loro per direttissima.

Quello che non capiscono dei serbo bosniaci e dei serbi in generale è che sono tanti i Gavrilo Princip, mi pare si siano scordati. Incko ha fatto un regalo stupendo a Dodik, è stato davvero poco intelligente.


L'inchiesta di Comissione Internazionale indipendente sulle sofferenze di tutte le persone nella Regione di Srebrenica nel periodo dal 1992 al 1995. Che dichiara non ci sia stato il genocidio. Se mai a qualcuno possa ancora interessare.
Alla guida della Commissione lo storico israeliano studioso dell'Olocausto, Gideon Greif. Nella commissione anche il giornalista italiano de La Stampa, esperto dei media nonché corrispondente di guerra dai Balcani e mio amico, Giuseppe Zaccaria. Purtroppo defunto prima della conclusione della relazione.


Rapporto della Commissione Greif su "Srebrenica" 



.......no, esattamente il contrario! Non sono io ad essere bipolare, è la Comunità internazionale ad esserlo! Continuare a tacere Jasenovac e non collegarlo alle disgrazie degli anni 90' puó farlo solo chi deliberatamente è in cattiva fede. Jasenovac è il peccato originale e, come ci insegna la psicologia, se un trauma di queste propzione non viene elaborato collettivamente (e individualmente, ovviamente), accade quello che è accaduto negli anni 90. Un genocidio subito segna la memoria collettiva di un popolo per sempre. Per guarire, il suo trauma deve essere riconosciuto, le vittime riconosciute e curate, ascoltate, compatite, risarcite quantomeno moralmente. Questo accade a livello internazionale? Perché no? Perché commemoriamo Auschwitz ogni anno e non commemoriamo Jasenovac? Chi nel mondo lo conosce? Eppure, Jasenovac è stato il terzo lager in Europa, dietro ad Auschwitz e Treblinka. Questo è inaccettabile. Quindi, o si istituisce la giornata internazionale per la commemorazione delle vittime serbe o difficilmente i serbi accetteranno di mostrare l'empatia umana autentica per le vittime di Srebrenica.
Non posso esprimermi riguardo le intenzioni per il genocidio, non possiedo sufficiente conoscenza a riguardo. Mi sembra strano che uno che ha intenzioni genocide permette per tre anni le incursioni di Orić con i suoi mujahedin, permette il taglio delle teste e le partite di calcio con le stesse con tanto di filmati fatti e distribuiti ai giornalisti di mezzo mondo. Mladić entra e divide le donne e bambini dagli uomini. Se vuole fare il genocidio perché fare la selezione? Decidono che vogliono il genocidio nel 95? A Srebrenica? Mi pare tutto molto illogico.
Mentre Pavelić e Tuđman hanno entrambi dichiarato ed eseguito le intenzioni, i famosi un terzo, un terzo ed un terzo, non abbiamo da nessuna parte le dichiarazioni di voler annientare i Bosgnacchi. Abbiamo le pulizie etniche, orrore solo a pronunciare, anche questo, stupri etnici come in tutte le guerre, dalla notte dei tempi le donne sono un bottino con il quale umiliare il nemico, obrobri schifosi, torture inenarrabili. Esattamente come dalle altre due parti. Pagano di più i bosgnacchi perché combattono contro due nemici, è ovvio. Perché meno armati. Ma guarda cosa è accaduto ai serbi in Croazia e Kosovo, non ci sono più.
Le opinioni riguardo a Srebrenica sono opposte. Anche nel caso di Mladić, la giudice presidente del corte si è fermamente opposta.
Per questo è fondamentale la creazione di una Commissione mista per la verità e giustizia, è di vitale importanza.
Infine, non è solo Dodik, forse non sei al corrente. È anche l'opposizione assolutamente compatta nel condannare la decisione di Incko.
Tu su quale parametro decidi che è stato un genocidio?
Ripeto, non lo devo accettare o no io, ne il Tribunale politico che ha completamente perso la credibilità e non ha portato alla riconciliazione, anzi. È tuttavia servito ma non si puó processare una parte sola lasciando a piede libero Gotovina e Orić, è ridicolo!
Se peró si decide di intervenire con queste modalità temo l'esito sarà diverso dalle previsioni del poco intelligente Incko e del suo successore tedesco.







La Corte ha stabilito che quello che avvenne fu un genocidio ad opera di singole persone, ma che lo Stato Serbo non può essere ritenuto direttamente responsabile per genocidio e complicità per i fatti accaduti nella guerra civile in Bosnia-Erzegovina dal 1992 al 1995, fra i quali rientra la strage di Srebrenica.



mercoledì 3 febbraio 2021

Jasenovac, the forgotten extermination camp of the Balkans




La Croazia è membro dell'Unione Europea e fa spesso revisionismo.

A Srebrenica i vertici di stato di Belgrado si recarono per commemorare il massacro e ricevettero i sassi al grido di "Allah u Akbar"

A Knin i vertici di Zagabria si recano per celebrare la cacciata del 80% della popolazione civile autoctona (300.000) durante l’operazione "Oluja", da quel territorio, e ricevono gli applausi....

 

Jasenovac, the forgotten extermination camp of the Balkans

Jasenovac: se si mascherano gli orrori

JASENOVAC: un campo di sterminio ignorato.

Lager di Jasenovac, Croazia, l’Auschwitz dei Balcani

Jasenovac: la grave assenza

"Serbia non dimenticherà mai campi di concentramento della Seconda Guerra Mondiale"



sabato 23 aprile 2022

LETTERA DI PROTESTA ALL'AMBASCIATORE ITALIANO IN CROAZIA

 Perdonate la traduzione ..

L’ambasciatore italiano in Croazia, in visita al campo di sterminio di Jasenovac ,dove furono sterminati decine di migliaia di serbi , ebrei , rom e antifascisti dagli Ustascia croati ha espresso solidarietà , pensate a chi? Ai croati!!! Questo rappresenta l’Italia? Se va in visita ad Auschwitz esprime solidarietà ai tedeschi?




#Notizie dal Museo delle vittime di genocidio

Il direttore del Museo delle vittime del genocidio Dejan Ristic ha inviato oggi una lettera di protesta all'Ambasciatore della Repubblica d'Italia nella Repubblica di Croazia, in relazione al contenuto inappropriato del post pubblicato il 22. Aprile 2022 anni sull'account Twitter ufficiale dell'Ambasciata della Repubblica d'Italia nella Repubblica di Croazia.
👇
Lettera di protesta Trasmettiamo Ristic in versione integrale:
AMBASCIATA DELLA REPUBBLICA ITALIA
NELLA REPUBBLICA DI CROAZIA

Gentile......
per conto del Museo delle vittime del genocidio, le istituzioni culturali nazionali della Repubblica di Serbia che si occupano di ricerca scientifica e commemorazione delle sofferenze nel territorio della Jugoslavia occupata durante la seconda guerra mondiale, e soprattutto la cultura del ricordo delle vittime del pionieri del genocidio sui suoi membri del popolo serbo, ebreo e rom sul territorio dello Stato indipendente di Croazia nello stesso periodo, rivolgo una protesta decisiva e una condanna pubblica per l'annuncio inappropriato fatto il 22. Aprile 2022 anni sull'ordine ufficiale Twitter dell'Ambasciata della Repubblica d'Italia nella Repubblica di Croazia in cui nel contesto della commemorazione delle vittime di Jasenovac esprime solidarietà al popolo croato.
In questa occasione ricordo che i membri del popolo croato sono stati vittime dello stato repressivo, dell'equipaggiamento militare e di polizia NDH esclusivamente nella misura in cui la stessa NDH era percepita dallo stesso NDH dei loro avversari.
Allo stesso tempo, i membri del popolo serbo, ebreo e rom erano chiaramente segnati nella NDH come quelli che dovrebbero essere completamente distrutti fisicamente, identità e religiosamente.
Pertanto, non è chiaro a cosa si riferisca esattamente il segmento del popolo croato per esprimere la propria solidarietà nel contesto della cultura del ricordo delle vittime di Jasenovac.
Il nostro Mister Ambasciatore,
Il contenuto di quel post ha causato un grande sconvolgimento dei cittadini della Repubblica di Serbia, in particolare dei sopravvissuti, ossia dei discendenti delle vittime del genocidio commesso oltre centinaia di migliaia di serbi, oltre a decine di migliaia di ebrei e Rom nella regione di NDH.
È risaputo che il sistema di concentramento e campi di sterminio della NDH a Jasenovac, il cui sito è stato visitato nell'ambito della commemorazione di innocenti vittime serbi, ebrei, rom e altre vittime, secondo la bestialità dimostrata dagli Ustasha croati era il la perdita più mostruosa in tutta Europa durante la seconda guerra mondiale (1939-1945).
Pertanto, il contenuto del post, oltre a includere un insulto ai rari sopravvissuti al macello di Jasenovac e a centinaia di migliaia di loro discendenti in tutta l'area dell'ex Jugoslavia, rappresenta allo stesso tempo un grezzo e distorsione pubblica del genocidio commesso contro i serbi, che questo Museo rifiuta e condanna con forza.
Riferendomi a questa protesta e condanna, mi aspetto la reazione dell'Ambasciata che comporterebbe la rimozione di quell'annuncio, nonché le scuse pubbliche ai sopravvissuti del genocidio commesso contro serbi, ebrei e rom nel NDH, come ben detto Io come loro discendenti.
DIRETTORE
Dejan Ristic



sabato 27 gennaio 2024

JOVICA JOVIC AL BINARIO 21 A MILANO

 






Binario 21, Jovica Jovic e Muzikanti

Jovica Jovic. Chi sono

La meravigliosa vita di Jovica Jovic - Con Marco Rovelli e Jovica Jovic

Gelem Gelem - Jovica Jovic

Le Meravigliose Storie di Jovica Jovic

Jovica Jovic Balkan Orkestar




La vergogna croata 


27 gennaio 2024
JASENOVAC - OMELIA DI UN SILENZIO
Di e con Dino Parrotta - Teatro dei Leggeri
Teatro Comunale Laterza di Putignano
all’interno della stagione di prosa del Teatro Pubblico Pugliese
Mattina ore 11.00 (per le scuole) serale H 21.00
In occasione della giornata della memoria torna in scena lo spettacolo Jasenovac- omelia di un silenzio.
Il giorno della memoria è una celebrazione per ricordare le vittime di tutti regimi autoritari, istituito per stimolare la memoria, non solo come ricordo, ma soprattutto per conoscere.
In questo spettacolo (uno dei rarissimi in Italia) si tocca il tema della storia poco conosciuta dell’olocausto nei Balcani durante la Seconda Guerra Mondiale. Vittime di questo genocidio non solo ebrei (minima parte) ma in particolar modo i Serbi Ortodossi; crimini commessi dal movimento nazionalista cattolico croato degli Ustascia, guidato dal poglavnik Ante Pavelic.
Lo spettacolo è un percorso tra le testimonianze di vittime e carnefici, messo in scena attraverso l’interpretazione di 10 personaggi diversi, interpretati in vari stili teatrali (prosa, pantomima, maschere antropomorfe, grottesco). Una vecchia sedia è il “camerino” a vista dove il pubblico segue le varie “trasformazioni” per sottolineare quanto l’Uomo possa essere in grado di manifestare la più atroce crudeltà nei confronti dei propri simili attraverso le sue “maschere”.
Breve connotazione storica:
Il 6 aprile 1941, con l'operazione "Castigo", le truppe nazifasciste di Hitler e Mussolini attaccarono ed invasero la Jugoslavia. Gli ustascia, nazionalisti cattolici filofascisti, sostenuti e finanziati dal Obiettivo principale della loro politica razzista fu lo sterminio dei serbi cristiano-ortodossi, una vera pulizia etnica che per barbarie e ferocia superarono le SS naziste. Negli ultimi anni del conflitto diversi furono i campi di accoglienza in Puglia: Gravina. Bari, Barletta.
Jasenovac (denominata anche la Auschwitz dei Balcani) è stato un campo di sterminio di ebrei, ortodossi, serbi, zingari. Nel campo hanno perso la vita circa 74.000 bambini di età compresa fra zero e 15 anni. Comandante del campo di Jasenovac fu Miroslav Filipovic-Majstorovic (frate francescano), chiamato dal popolo ‘frate Satana’. Al suo processo si vantò della sua “prodezza” ammettendo l'uccisione nella zona di Banja Luka il 7 febbraio 1942 di 2.750 serbi ortodossi fra cui 250 bambini.. in sole dieci ore. In 4 anni g li Ustascia hanno trucidato 700.000.persone
crediti:
produzione: Teatro dei Leggeri
scritto, diretto e interpretato da Dino Parrotta
Voce di donna: Rossana Marangelli
Voce bambino: Valerio e Gabriele Parrotta
Scenografia e costumi: Primo Teatro
Consulenza storica: Andrea Catone, Paolo Vinella
Sullo spettacolo si veda anche la nostra pagina dedicata:




sabato 13 febbraio 2021

CENSURATA DARA DI JASENOVAC




Signori cari ho aspettato un mese, ma adesso è troppo.

Non c'è una pagina balcanica in italiano che parla di "Dara di Jasenovac" mentre "Quo vadis Aida" è pubblicizzata ogni tre per due

Pensate che Benigni avrebbe vinto l'Oscar se fosse arrivato un carro armato russo?

Evitate i soliti commenti che facciamo le vittime, non volete riconoscere 700.000 serbi trucidati.

Vergognatevi! 

Il film ha provocato numerose reazioni sin dall'inizio. Anche se basato su fatti storici e basato sulla testimonianza di sopravvissuti, si è scontrato con una campagna diretta di media individuali e riviste di fama mondiale, che hanno fatto del loro meglio per etichettare il film come propaganda e falsità. Su molti media mondiali oggi non è permesso parlare del popolo serbo come vittima, anche quando numerosi archivi in tutta Europa conservano documenti con numerose testimonianze sui feroci crimini della NDH contro i civili serbi. La verità e i fatti sono molto facili da determinare quando si sa qualcosa sul tema delle critiche, e quando c'è principalmente la volontà politica di riconoscere lo status di vittima di ogni uomo caduto, piuttosto che calpestare la memoria dei caduti diffondendo la discriminazione nei confronti di una nazione che muore .


Dara di Jasenovac

Il film “Dara iz Jasenovca” mette contro serbi e croati

Il parere di Lux veritatis

Dubravka Ugrešić: una Croazia sul modello fascista

Il gusto dei croati per il fascismo

Per la patria pronti : i nuovi ustascia

A Jasenovac tolta la targa col motto degli ustascia

Croazia: tolleranza per il saluto fascista

Jasenovac: la grave assenza




Zitti zitti.. che forse uno lo abbiamo trovato !   







giovedì 8 aprile 2021

LA DISINFORMAZIONE ITALIANA SUI BALCANI






Quello che stiamo per dire lo pensiamo da tempo, ma ultimamente è successo un fatto grave, se non gravissimo. Srebrenica è considerato genocidio e Jasenovac no. Sono usciti in contemporanea due film, uno su Srebrenica e uno su Jasenovac. Le pagine balcaniche in italiano non hanno fatto una parola che sia una su Dara di Jasenovac, pubblicizzando un giorno si e l'altro pure Quo vadis Aida. Il discorso è chiaro: i serbi devono passare per carnefici e non per vittime, ma quello che è assurdo è che le pagine balcaniche che fanno questa politica sono le prime che dicono che non bisogna imbavagliare la verità. Ipocriti!

Così è pure con le pacifiste uccise sul ponte a Sarajevo quando la guerra invece è cominciata con l'uccisione di un serbo o la strage della via Dobrovoljacka, mai citata su nessuna pagina italiana. O la strage di Tuzla fatta dai serbi ma non quella fatta ai danni dei ragazzi JNA dai musulmani . Nessuno parla di Fikret Abdic' che combattè con le sue forze musulmane nella Zapadna Bosna al fianco dell'Armata Jugoslava contro i secessionisti di Izetbegovic'. Infallibile la giustizia americana all'Aja, ma non bisogna dare retta alla Corte Marziale Jugoslava che ha condannato Jovan Divjak per traffico d'armi. Certo.. per Srebrenica e l'assedio di Sarajevo si consumano km di spazio web, ma che questi siti ipocriti non ci vengano a parlare di libertà di stampa 

Prima di Aida

L'uccisione di un serbo da il via alla guerra civile

Assalto alla colonna JNA, Tuzla

Curva est

Chi semina vento raccoglie tempesta

Fantastico Stefan Nemanja

L'inquinamento della Drina

Il pensiero di Jovan Divjak


Un capitolo a parte va fatto per la guerra in Bosnia. Sicuramente volontariamente, perchè qui non parliamo di giornalisti male informati, ma di mala informazione, vede come primo atto di guerra a Sarajevo l'uccisione di due pacifiste sul ponte. Ora, questi giornalisti, sanno bene che la guerra è iniziata con il referendum di Izetbegovic' per la secessione dalla Jugo. A quel referendum i serbi non hanno partecipato e in quello stesso giorno c'è stato il primo morto serbo a Sarajevo per mano musulmana. Perchè volutamente le pagine balcaniche non menzionano mai questo fatto e tutti iniziano con le pacifiste sul ponte? Che interesse hanno a fare propaganda e a non raccontare la storia? 

L'assedio di Sarajevo


LA DISINFORMAZIONE SUI BALCANI Pare che questi anni abbiano cristallizzato la percezione e quindi i sentimenti negativi verso la Serbia. Termini quali Guerra umanitaria necessaria, esodi il cui numero è stato l’oggetto sul quale si fondava la presunta violenza serba, hanno prodotto che i suoi abitanti e le intere famiglie miste o rom, riparate proprio in Serbia dal Kossovo, siano sparite o meglio non siano mai entrate nell’orizzonte europeo. In Italia abbiamo violato la nostra costituzione per permettere il bombardamento della Serbia, dei suoi stabilimenti, dei suoi palazzi amministrativi, delle scuole e della televisione. Morti civili che non interessano a nessuno, profughi che vivevano in campi desolati e senza cibo, se non quello della solidarietà del paese che li ospitava. Oggi c’è la crisi della rotta balcanica, e queste stesse pagine ospitano la critica della federazione Bih contro la repubblica Srpska accusata di non essere solidale di non sobbarcarsi la quota di migranti che l’UE desidera. Davvero desolante leggere tutto ciò. Sulle case bruciate e sulla devastazione c’è una bella linea che va dal nord della Croazia interna fino ai confini dell’Albania, dove purtroppo hanno pagato tutti, civili albanesi e civili serbi. Mi piacerebbe che questa pagina restituisse un po’ di verità su ciò che hanno vissuto anche quelli che generalmente vengono occultati, negati. Comunque mi spiace doverlo ricordare ma quando la NATO bombarda, non va molto per il sottile, salvo attribuire la nazionalità della vittima a ciò che conviene in quel momento. Questo articolo omette tutta questa parte, così come omette di parlare realisticamente dell’esercito di liberazione kosovaro. A 20 anni di distanza francamente non si può più sentire.

Tratto dal web









Nel marzo 2017, la Procura di Stato croata ha presentato un atto di accusa contro Divjak e diversi altri ufficiali del cosiddetto Esercito della BiH per crimini di guerra commessi contro i croati durante la guerra in BiH.

Nostro Signore che è buon giudice ci ha pensato. Divjak riposerà in eterno vicino a un Milosevic'

Ma vi rendete conto dell'ipocrisia di certa gente che si definisce anche "giornalista" e che invece di dire che Alija Izetbegović ha fatto un referendum per secedere dalla Jugo pubblica su un giornale che Milosevic armava le forze serbo bosniache secessioniste ?
Allora aveva ragione Tokada a dire che i bosniaci son bugiardi !






















E comunque non era vero per niente quello che ci dicevano i nazionalisti bosniaci sul fatto che in Svizzera venivano capiti. Gli svizzeri, i bosniaci li criticano aspramente 




Un commento interessante a un italiano che ha affari in Croazia e a un ragazzo sloveno 

...... la prima guerra mondiale i Serbi erano da parte dei vincitori, la seconda guerra idem . La Belgrado è stata bombardata e distrutta xché il popolo Serbo ha detto NO a Hitler . I Croati collaboravano con i fascisti ( chi erano?? Lei sa bene) . Avevano il governo fascista con Ante Pavelić , hanno costruito un sterminio Jasenovac , nelle foibe Istriani Italiani buttavano giù i Croati e i Sloveni come la vendetta x i crimini che hanno fatto durante 3 anni della occupazione fascista di Mussolini ......Devi conoscere la storia dei nostri paesi prima di giudicare in maniera così ignorante come fa Lei
ma solamente i Serbi hanno alzato la voce e hanno pagato carissimo le sue scelte e stano pagando ancora
non vorrei fare la polemica. Io voglio bene tutti i popoli della ex Jugoslavia. Solamente non capisco il motivo xché Lei odia così il mio popolo !??? Io sempre dico che la storia è solamente nostra e no vostra . Voi con i vostri alleati venivate da noi senza invito e sapete bene cosa avete portato nelle nostre terre. Solamente il sangue . Ma io vi voglio tutti bene . Da me in circolo vengono da mangiare tutti ( Croati, Serbi , Bosniaci musulmani, Albanesi, Romeni, Polacchi, Arabi, Persiani, Calabresi, Napoletani, Pugliesi , Piemontesi..........e tutti voglio tanto tanto bene e tutti loro mi vogliano bene e sono proprio fiero
Ma Lei si ricorda unici che avevano l’indipendenza e il suo regno era la Serbia e Montenegro. Gli altri non avevano mai la loro indipendenza prima che il Re Serbo ha fatto unire il popolo Slavo. Vi chiedo solamente ancora una cosa . Xché Lei non si impegna migliorare la vita agli Italiani qui in Italia e lascia in pace i popoli della penisola che si chiama Balcani.
Sono nato nel 1959 e ho avuto una splendida giovinezza in Jugoslavia. Non riuscivo a immaginare nei miei peggiori sogni che i 6 idioti comunisti dei presidenti delle repubbliche permettessero che uno Stato bello si spargesse fino alle ginocchia nel sangue. certo era il desiderio vendicativo della Germania e gli interessi miserabili di America, Italia, Francia, Gran Bretagna ..... Le grandi potenze volevano quella guerra e l'hanno fatta. Mi chiedo solo cosa succederebbe in Italia se una regione chiedesse e scegliesse la secessione e ci sono tali tendenze.
TITO . Josip Broz Tito Zagorje Hrvatska Un CROATO PURISSIMO . Kardelj EDVARD KARDELJ UN SLOVENO PURISSIMO .......Sono vostri ???? O no ??















Un capitolo a parte lo merita tutta la saga ANTI DJOKOVIC.  Per giorni sono state diffuse notizie false e odio da quasi tutti i media, tv Rai compresa 













A Settembre 2020 Djokovic va al matrimonio del suo amico e ci sono decine e decine di persone. Tra gli invitati c'è anche un militare che non è stato MAI sotto processo e tuti i media si scatenano nel tam tam dell'odio. Squallidi! Questa è solo PROPAGANDA! 





Il primo giudizio ha accertato che Djokovic aveva il diritto all'esenzione e quindi il diritto di giocare.
Il governo non ha impugnato tale giudizio che quindi ha definitivamente accertato la circostanza.
Chi lo nega o è mal informato oppure è in malafede.
Poi il governo ha deciso di espellerlo per ragioni politiche, adducendo presunti motivi di ordine pubblico.
Quindi l'esclusione politica di un giocatore SANO e tamponato che aveva diritto di giocare è solo una scelta politica e è stata, a mio avviso, una vergogna che oggi viene applaudita solo per motivi ideologici o di tifo contrario, da gente che ovviamente non ha nulla a che fare con lo spirito del vero sport.
Quello spirito che faceva addirittura fermare le guerre in occasione delle olimpiadi.
Invece la politica è riuscita a rovinare anche il tennis e a falsare il torneo.
Profondo disgusto.


Contro Novak Djokovic c'è stata la più grande shitstorm della storia 













Tokača sottolinea quanto sia importante che la società bosniaca si liberi dal mito della propria tragedia. "La Bosnia è stata vittima di un mito e di narrazioni mitiche. Se continuiamo a perpetuare il mito sulla nostra società, a giocare con i numeri delle vittime e a diffondere bugie, finiremo per riprodurre le dinamiche che sono sfociate nella guerra contro la Bosnia Erzegovina e contro la sua struttura sociale e culturale". Atlante dei crimini di guerra. Pubblicato da Osservatorio Balcani e Caucaso il 3/6/2019




La NATO in Jugoslavia. Dalla guerra al colpo di stato

  Dai bombardamenti NATO al colpo di stato: il lungo assedio alla Jugoslavia. La guerra del '99 non fermò Milošević. Così, l'Occiden...